Il Papa riceve Ban Ki-Moon per evitare la seconda condanna dell’Onu sulla pedofilia. Mentre all’ufficio delle Nazioni Unite di Ginevra il Vaticano è di nuovo sul banco degli imputati per gli abusi dei preti sui minori, Francesco ha incontrato i membri del Consiglio dei capi esecutivi per il coordinamento dell’Onu accompagnati dal segretario generale dell’organismo internazionale. Dopo il durissimo atto di accusa del 5 febbraio scorso con il quale il Comitato delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia ha affermato che “la Santa Sede ha permesso decine di migliaia di abusi sui bambini”, è atteso, infatti, per il 23 maggio prossimo il nuovo pronunciamento. La Santa Sede, che teme che la seconda condanna sia stata già scritta, vuole evitare un nuovo parere negativo e in sua difesa ha evidenziato che negli ultimi dieci anni, dal 2004 a oggi, sono stati ridotti allo stato laicale 848 preti pedofili.
Il capo della delegazione vaticana, monsignor Silvano Tomasi, osservatore permanente presso l’Onu di Ginevra, ha risposto punto su punto alle obiezioni che gli sono state rivolte dal Comitato sulla Convenzione contro la tortura, molte delle quali avevano come oggetto proprio la pedofilia del clero. In questi giorni il Vaticano sta cercando di ottenere l’appoggio dei vertici delle Nazioni Unite per evitare la nuova bocciatura, che sarebbe ancora più dolorosa dopo i provvedimenti assunti in queste settimane dalla neonata Pontificia commissione per la tutela dei minori istituita da Papa Francesco. Organismo di cui fa parte anche una vittima degli abusi, l’irlandese Marie Collins.
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