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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » chiesa » Elisa Claps, sarà riaperta la chiesa di Potenza in cui fu ritrovato il cadavere: la famiglia Claps reagisce con rabbia

Elisa Claps, sarà riaperta la chiesa di Potenza in cui fu ritrovato il cadavere: la famiglia Claps reagisce con rabbia

Redazione WebNews by Redazione WebNews
19 Marzo 2021
in Basilicata
Reading Time: 3 mins read
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Ieri, alla vigilia dell’anniversario del ritrovamento del corpo di Elisa Claps (avvenuto il 17 marzo 2010), rinvenuto nella sottotetto della Chiesa della Santissima Trinità a Potenza, una notizia ha sconvolto la famiglia Claps e la località potentina.

Il vescovo Salvatore Ligorio ha infatti comunicato che la chiesa, dopo un imponente lavoro di ristrutturazione, sarà riaperta al pubblico ed ai fedeli, verosimilmente nel 2022. L’annuncio ha scatenato l’ira della famiglia Claps, ed in particolare di Gildo Claps (fratello di Elisa) che racconta di come questa riapertura andrebbe a violare la memoria della sorella ed a contrastare le volontà di tutta la comunità.

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Elisa Claps, la scomparsa e la morte: chi è Danilo Restivo

Il 12 settembre 1993 la 16enne Elisa Claps si recava in chiesa, alla Santissima Trinità, per partecipare alla messa. Non sarebbe più tornata: la famiglia non avrebbe più rivisto la ragazza, apparentemente svanita nel nulla, di cui denunciò subito la scomparsa. Si aprì un indagine di omicidio ed i sospetti caddero dal primo momento su Danilo Restivo, un giovane amico della ragazza, individuato tramite alcune testimonianze come l’ultima persona ad aver incontrato Elisa. Restivo è stato successivamente condannato in via definitiva all’ergastolo per l’omicidio di Elisa.

Il nuovo, grande shock per la famiglia sarebbe però arrivato nel 2010, il 17 marzo, quando il cadavere di Elisa fu ritrovato nel sottotetto della Chiesa. La famiglia da subito si dimostrò scettica riguardo al ritrovamento, dichiarando che con ogni probabilità c’era chi sapeva da anni che il cadavere di Elisa si trovava lì. In particolare, come riportato nel 2014 su Rete l’Abuso, Gildo Claps aveva dichiarato di sospettare un coinvolgimento di Don Pierluigi Vignola, cappellano della questura che avrebbe sostituito il parroco della Santissima Trinità, Don Mimì Sabia, asserendo che alcune informazioni di Vignola fossero discordanti e contrastanti con i fatti.

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Oggi, a 11 anni dal ritrovamento del corpo, per il Vescovo di Potenza sembra sia il momento di voltare pagina e dare nuova vita alla chiesa. Come riporta Ansa, queste sarebbero state le parole del Vescovo: “La ripresa dei lavori nella chiesa della Santissima Trinità è frutto del parere concorde dei vescovi lucani, che hanno sostenuto con convinzione la scelta di dare la precedenza a questo intervento.

Quando i lavori saranno completati la chiesa parrocchiale della Santissima Trinità sarà riaperta al culto nel quadro della riorganizzazione pastorale prevista per il centro storico di Potenza”.

Riguardo all’infelice combinazione di date con cui viene diffusa la notizia, Ligorio dice: “Si tratta di una coincidenza non voluta ma che tuttavia assume un certo significato, in particolare di speranza per la Chiesa diocesana, per la città e per la mamma della cara Elisa con la quale ho avuto contatti assicurandole la mia vicinanza nella preghiera e informandola dell’evoluzione del progetto”.

Gildo Claps: “Scelta di pessimo gusto”

Quest’ultima affermazione ha scatenato l’ira di Gildo Claps, che invece, tramite comunicato stampa di risposta, avrebbe dichiarato: “Ritengo una scelta di pessimo gusto riportare la telefonata tra il vescovo Ligorio e mia madre in cui si lascia intendere che la famiglia abbia espresso piena condivisone nella scelta di riaprire la chiesa al culto al termine dei lavori”.

Gildo Claps ha anche aggiunto che la famiglia avrebbe il sostegno della comunità nel non volere la chiesa riaperta: “Abbiamo già ricevuto tantissime attestazioni di solidarietà da parte della comunità potentina.

 La posizione della famiglia Claps rimane la stessa di sempre. Non è ammissibile, con un colpo di spugna, cancellare 17 anni di omissioni e di menzogne offendendo la memoria di Elisa e la sensibilità di quanti non vorrebbero mai che in quella chiesa si tornassero a celebrare funzioni religiose”.

Elisa Claps, sarà riaperta la chiesa in cui fu ritrovato il cadavere: la famiglia Claps reagisce con rabbia

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.