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Portale dell'Associazione Rete L'ABUSO | world » news » Colombia: il Parlamento approva l’ergastolo per chi stupra o uccide i bambini

Colombia: il Parlamento approva l’ergastolo per chi stupra o uccide i bambini

Redazione WebNews by Redazione WebNews
19 Giugno 2020
in Cronaca e News
Reading Time: 3 mins read
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FRANCESCA MANCUSO -La condanna all’ergastolo per chi stupra un bambino o lo uccide. Con una rivoluzionaria mossa, il Parlamento colombiano ieri ha approvato all’unanimità un emendamento costituzionale che introduce pene severe a chi si rende protagonista di questi atti terribili a danno dei bambini.

All’interno della propria riforma costituzionale, il Parlamento ha stabilito che chi stupra o uccide bambini e adolescenti fino a 14 anni sarà condannato al carcere a vita. Con 75 voti a favore e nessun contrario, le autorità colombiane, con il sostegno del governo del presidente Ivan Duque, hanno votato per modificare l’articolo 34 della Costituzione, che impedisce “condanne all’esilio, dall’ergastolo” e confisca “.

“Quando un bambino o un giovane è vittima di omicidio deliberato e rapporti sessuali violenzti può essere imposta una condanna all’ergastolo”, specifica l’emendamento.

Il testo, già approvato dalla Camera dei deputati, sarà promulgato dal Capo dello Stato nei prossimi giorni. È stato votato all’unanimità dai presenti ma 30 senatori avevano già lasciato l”aula per boicottarlo. Ad oggi, la pena detentiva massima in Colombia è pari a 60 anni di carcere e la costituzione proibisce esplicitamente l’ergastolo. Per questo si tratta di un cambiamento importante che presuppone una modifica alla Costituzione del paese.

Il voto del Parlamento chiude un dibattito durato oltre un decennio in un paese con una forte tradizione conservatrice. Al potere dall’agosto 2018, Ivan Duque ha reso questa causa un tema della sua campagna elettorale e ne ha promosso la discussione in Parlamento.

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“Oggi, la Colombia ha una grande ragione di felicità. Il Parlamento della Repubblica ha promosso questa grande riforma che così tante famiglie si aspettavano, che tutti speravamo”,

ha detto il presidente nel suo discorso televisivo spiegando che si tratta di crimini che devono essere severamente puniti.

“Il messaggio è chiaro: in Colombia, questi criminali riceveranno una sanzione esemplare” ha detto Duque.

In Colombia, quasi due minori vengono uccisi in media ogni giorno. Oltre 22.000 minori  sono stati vittime di crimini sessuali e 708 sono stati uccisi nel 2019.

Destacamos decisión histórica del Congreso de la República al aprobar la cadena perpetua para asesinos y violadores de niñas, niños y adolescentes. El mensaje es claro: en Colombia, estos delincuentes recibirán una sanción ejemplarizante. #PrevenciónYAcción pic.twitter.com/f1UzdzlsmX

— Iván Duque 🇨🇴 (@IvanDuque) June 19, 2020

Non sono mancate le polemiche. Da una parte, i sostenitori dell’emendamento sono convinti da tempo che l’ergastolo è un modo per scoraggiare chi uccide o abusa dei bambini. D’altra i critici e l’opposizione pensano che un aumento della pena non sia efficace nel ridurre le violenze e sarebbe meglio investire in indagini penali per ridurre l’impunità di questi crimini.

La proposta di Duque, annunciata a luglio dello scorso anno, era stata contrastata dalla commissione di politica penale del governo, che l’ha ritenuta “populista”, “inefficace” e “incostituzionale”. Nonostante tali obiezioni, Duque ha formalmente proposto l’emendamento costituzionale e il Parlamento l’ha approvato.

Secondo Save the Children, purtroppo la Colombia è tra i paesi più violenti del mondo nei confronti dei bambini. La pedofilia è molto comune, in particolare all’interno delle famiglie, il che complica una stima accurata del problema.

L’ultimo step adesso riguarda l’approvazione da parte della Corte costituzionale colombiana. Poiché la costituzione proibisce esplicitamente l’ergastolo,  la Corte potrebbe dichiarare l’emendamento incostituzionale.

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Fonti di riferimento: Colombia Reports, Twitter/Ivan Duque

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.