In Appello dimezzata la pena al prete pedofilo: due anni e due mesi per aver violentato una bambina

L’ormai ex sacerdote era stato sorpreso appartato in auto con la piccola di 10 anni. In primo grado era stato condannato a quattro anni e quattro mesi

La corte d’Appello ha dimezzato la condanna a Paolo Glaentzer, l’ex parroco di San Rufignano a Sommaia a Calenzano, oggi settantaduenne, arrestato il 23 luglio 2018 per violenza sessuale su una bambina di 10 anni, figlia di suoi parrocchiani, con la quale fu sorpreso in macchina. Oggi, martedì 23 giugno, i giudici di secondo grado hanno ridotto la pena da 4 anni e 4 mesi a 2 anni, 2 mesi e 20 giorni di reclusione per effetto del riconoscimento delle attenuanti generiche prevalenti sull’aggravante. L’Appello ha ampliato il ventaglio della parte civile: confermata la provvisionale di 50mila euro alla bambina, assistita dall’avvocato Olivia Nati nominata dal curatore speciale (la piccola non vive più in famiglia ma in una struttura protetta) e riconosciuta una provvisionale di 2.500 euro a ciascuno dei genitori che, invece, in primo grado erano stati esclusi dal risarcimento. Legittimati al risarcimento anche l’Arcidiocesi di Firenze e il Comune di Calenzano che però, come già stabilito dal tribunale di Prato, dovranno avanzare le proprie richieste in sede civile.

L’ex sacerdote, difeso dall’avvocato Salvatore Bottiglieri, dimesso dallo stato clericale da Papa Francesco, fu arrestato dai carabinieri chiamati da alcuni passanti che lo notarono chiuso in macchina insieme alla bambina in atteggiamenti intimi. “Ritengo la condanna non parametrata alla gravità dei fatti e alla veste dell’imputato – il commento dell’avvocato Nati – si tratta, secondo me, di una pena non congrua. Come parte civile devo anche esprimere soddisfazione rispetto alla conferma dei risultati economici conseguiti in primo grado in favore della minore e disappunto per non aver avuto la possibilità di discutere la posizione dei genitori. Ora aspettiamo che il tribunale dei Minori concluda il procedimento di revoca della potestà genitoriale”.

Glantzer conosceva la bambina fin dalla più tenera età. Le indagini ricostruirono che frequentava regolarmente la casa dei suoi parrocchiani che qualche volta aveva aiutato a superare le difficoltà economiche. Interrogato, disse che altre volte si era appartato con la bambina e che era sempre stata lei a prendere l’iniziativa; disse anche di credere che in realtà la minore fosse più grande dei suoi appena 10 anni. L’ex sacerdote fu messo agli arresti domiciliari. L’inchiesta del sostituto procuratore Laura Canovai si concluse con il processo e con l’allontanamento della bimba e degli altri fratelli ancora minorenni dalla casa dei genitori. I servizi sociali trovarono una sistemazione in una casa protetta ed è lì che la bambina si trova ancora adesso.

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