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Cancellazione del Segreto Pontificio, poco cambierà alle vittime di abuso

Redazione WebNews by Redazione WebNews
24 Dicembre 2019
in Cronaca e News
Reading Time: 5 mins read
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Nei giorni scorsi una straordinaria euforia ancora più avvincente e globalizzata di quella che può far sentire l’avvento del Natale ha inondato tutte le agenzie di stampa, dopo che la santa sede decide di rendere nota casualmente nella commovente data dell’ ottantatreesimo compleanno di Papa Francesco la cancellazione del famoso Segreto Pontificio ( Secreta continere), nelle cause che coinvolgono la pedofilia all’interno della chiesa cattolica. Non vi era altra notizia che potesse sovrastare questa, ovunque si potevano visionare video, interviste di testate giornalistiche con titoloni a caratteri cubitali pari alla scritta Hollywood sulle colline statunitensi, dichiarando così che una nuova storia fosse stata finalmente scritta. Si, perché in effetti per l’ennesima volta possiamo confermare che l’ufficio stampa del Vaticano ci ha saputo fare anche questa volta.

Segnaliamo inoltre una news dell’ ultima ora in cui si dichiara da richiesta effettuata da Papa Francesco l’allontanamento dalla santa sede di un cardinale di rilievo, Angelo Sodano a causa dei suoi trascorsi di abusi su minori.

Imponenti e devastanti sopra questa notizia, arrivano poche ore dopo l’annuncio come un fulmine a ciel sereno le parole di monsignor John Kennedy, membro della commissione disciplinare della Santa Sede, dichiarando infatti che solo nel 2019 salgono a 1.000 le denunce arrivate da svariate parti del mondo nel coinvolgimento chiesa e pedofilia, asserendo inoltre la possibilità di vedersi triplicare le denunce nell’arco del 2020. “So che la clonazione è contro l’insegnamento cattolico, ma se potessi davvero clonare i miei funzionari e farli lavorare tre turni al giorno o lavorare sette giorni alla settimana, potrebbero fare il necessario passo avanti” afferma monsignor John Kennedy, capo della congregazione sezione disciplinare. “Al momento stiamo assistendo effettivamente a uno tsunami di casi.” Asserisce monsignor Kennedy, riferendosi alle accuse di abuso denunciate oggi ma che fanno riferimento anche a decenni fa. Denunce che pervengono soprattutto da Argentina, Messico, Cile, Italia e Polonia che si sono uniti agli Stati Uniti tra i paesi con il maggior numero di casi che arrivano alla congregazione, nota come CDF. Kennedy in questi giorni ha addirittura permesso l’ ingresso con conseguente video riprese ad un fotografo di AP e giornalisti da varie parti del mondo nelle camere interne del CDF , un evento mai accaduto prima all’ interno del tribunale ecclesiastico. Vien da pensare quindi che ad oggi anche l’istituzione più segreta del Vaticano senta il bisogno di mostrare un po’ di trasparenza, mentre la gerarchia della chiesa cerca di ricostruire la fiducia con i cattolici di fila oramai disillusi da decenni per gli abusi perpetrati dal clero con conseguenti insabbiamenti.

La verità sulla cancellazione del Segreto Pontificio

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E’ bene precisare che per comprendere ciò che sta realmente accadendo in questi giorni non bastino una competenza giornalistica o legale penale, bensì qualcuno di grado superiore, quindi un legale specializzato in diritto canonico, nel mondo sono infatti ordinati tra gli avvocati più competenti e preparati in assoluto ma soprattutto, gli unici a comprendere realmente quali siano le differenze tra stato italiano e Vaticano. Ringraziamo dunque l’Avvocato Federica Metta esperta di diritto canonico, per averci concesso una breve intervista che troverete a fine articolo.

Le chiedo quale sia in realtà il cambiamento che avverrà da ora in poi grazie alla cancellazione del segreto pontificio, essendo rimasti invariati il segreto d’ ufficio e quello della confessione?

Per noi legali non cambia sostanzialmente nulla, nel processo canonico come nei casi di annullamento nella Sacra Rota, per permettere che le persone come ad esempio nell’annullamento dei matrimoni siano coperte da segreto e da tutela non vi è la possibilità di accesso agli atti. Più specificatamente c’ è addirittura impedimento anche nel fotocopiare gli atti, azione limitata altresì ad una autorità civile. Questo avviene per questioni limitate al foro interno, importante distinguere infatti per comprendere meglio la situazione, quale sia la differenza tra foro interno e foro esterno. Il foro interno è quello della coscienza e dell’anima, questo è il motivo per cui la confessione e determinati reati penali vengano gestiti solo da loro, quindi all’ interno dello stato del Vaticano. Mentre nel foro esterno vi è un rischio maggiore di pubblicità mediatica e conseguente inquinamento delle prove.

La santa sede ha infatti tenuto a sottolineare che questi atti non verranno mai resi pubblici, cosa significa?

Questa è una prerogativa che serve appunto alla tutela delle anime, la Legge Suprema che tutela tutto il diritto canonico è la salus animarum cioè la salvezza delle anime, quindi è importante capire come tutto il diritto canonico si fondi su questo concetto. Occupandomi di entrambe le giurisdizioni mi rendo conto di quanto questo pensiero sia complesso visto dall’ esterno, a differenza del civile, parliamo di un processo inquisitorio, quindi gestito spesso da un prelato.

Di che giudice stiamo parlando, di un ufficiale giudicante eletto dallo stato del Vaticano?

Esatto, sono giudici ecclesiastici, quindi nominati dall’autorità ecclesiastica, i vescovi sono i principali, ma in genere delegano… personalmente non ho mai visto un vescovo tenere un processo. Ultimamente vi è stata anche la riforma con il motu proprio ( di propria iniziativa) richiesto personalmente da Papa Francesco che esigeva la possibilità che fossero direttamente i vescovi a gestire tutti i processi, nel penale, quindi nelle cause di abusi invece vi sono dei prelati dediti solo a questo con delle commissioni ad hoc. Vi è inoltre la penitenzieria che si trova sempre all’ interno del tribunale della Rota che si occupa esclusivamente di gestire le cause del foro interno, dove vi sono infatti le prigioni, con fascicoli segretissimi a cui sarà impossibile accedere.

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Mettiamo caso io sia una persona che ha subito abusi, qual’ è l’ iter che devo seguire per poter accedere ai fascicoli?

Assolutamente no, parlando di diritto canonico lei non potrà accedere a questi fascicoli. Se lei volesse accedere ad un fascicolo riguardante un sacerdote che è stato processato dalla chiesa, lei se volesse accedere a questi atti non ha possibilità alcuna di poterlo fare.

Anche dopo la cancellazione del segreto pontificio?

No, potrebbero esserci delle eccezioni, normalmente ai laici possono dare solo l’ eventuale possibilità di gestire gli spostamenti di parrocchia ed eventuali trasferimenti in relazione a dei reati, mai la gestione di un processo sullo stesso reato. Il criterio rimane questo, se riflettiamo infatti il loro pensiero è corretto, chiedono solo che ciascuna giurisdizione nomini i propri magistrati, applicando le proprie pene ai propri cittadini, quindi il loro messaggio è semplicemente quello di gestire la legge a livello interno come qualsiasi altro stato.

Molti tendono infatti a dimenticare che il Vaticano sia comunque uno stato a parte, giusto?

Esattamente, quindi dal loro punto di vista è corretto perché non intervengono nei processi come ad esempio politici, ogni stato ha i propri strumenti per mantenere l’ ordine, loro fanno lo stesso.

Le faccio un esempio: se un avvocato inglese chiedesse l’accesso agli atti per un penale allo stato italiano, il nostro stato consegnerebbe l’ intera documentazione?

Probabilmente non tutto, ad esempio le indagini preliminari resterebbero secretate. Importante sapere che anche prima della cancellazione del segreto pontificio, la sentenza è sempre stata comunicata, il procedimento assolutamente no. Questi sono provvedimenti che hanno poi una risonanza anche all’ interno del foro esterno come ad esempio la conseguente richiesta di un trasferimento.

Cancellazione del Segreto Pontificio, poco cambierà alle vittime di abuso

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.