Abusi della Chiesa, Arturo: ”Hanno insabbiato la mia denuncia per salvare don Silverio”

Un mese fa un tribunale ecclesiastico aveva assolto dalle accuse di abusi sessuali Don Silverio Mura, perché prescritte. Ora Arturo, l’accusatore, racconta che la Chiesa avrebbe “insabbiato” l’altra sua denuncia, perché  non avrebbe goduto di nessuna prescrizione

La guerra di Arturo contro la pedofilia nella Chiesa non si ferma. Nel suo mirino le motivazioni della sentenza con la quale il tribunale ecclesiastico meno di un mese fa ha assolto da pesantissime accuse don Silverio Mura, il prete napoletano che lo avrebbe più volte abusato e di cui vi abbiamo parlato nel servizio di Pablo Trincia.

Dopo 4 anni di istruttoria della Congregazione per la dottrina della fede, era infatti arrivata la sentenza vaticana a carico del don: assolto perché il reato era caduto in prescrizione.

Subito dopo avere appreso di questa sentenza giudicata “scandalosa”, Diego ci aveva detto: “Abolite i tribunali ecclesiastici perché solo dieci giorni fa, quando siamo stati chiamati in Vaticano, il mio avvocato è andato a parlare con gli avvocati della Congregazione della Dottrina della fede e loro ci avevano assicurato che la sentenza sarebbe stata positiva per me. Mi sento preso in giro, anche perché vorrei ricordare che oltre alle due persone che hanno denunciato il prete, c’era anche la testimonianza di una donna che dal suo balcone aveva visto più volte entrare ed uscire i bambini dalla casa di don Mura. E non bastasse questo io avevo consegnato proprio nelle mani del Papa le chat di altre tre vittime, che parlavano in modo inequivocabile di abusi subiti da lui. E infine c’era la rivelazione di Ciro Guarente, il presunto assassino di Vincenzo Ruggiero che aveva parlato di abusi subiti sempre da don Silverio”.

Arturo torna in guerra, e lo fa pubblicando un post sulla sua pagina Facebookin cui dice di aver saputo da fonti attendibili le motivazioni (non ancora pubblicate) di questa assoluzione: “ecco perché il prete pedofilo don Silverio Mura è stato assolto dal tribunale ecclesiastico – spiega il giovane -. Nel processo canonico si parla solo della seconda denuncia che fu fatta nel 2014: da questa data sono passati 21 anni dai miei 18, quindi il reato viene prescritto”.

In sostanza Arturo dice che delle due denunce per molestie presentate a carico di Don Mura, sarebbe stata presa in esame solo quella per la quale era già certa la prescrizione, in quanto sono passati oltre 20 anni dal compimento della sua maggiore età. La seconda invece, (presentata nel 2010 quando non erano ancora passati i 20 anni dalla sua maggiore età) sarebbe stata “insabbiata” dalla Chiesa. Perché l’unica in grado di poter portare appunto a una condanna per pedofilia a carico di don Mura. Una beffa, insomma.

Arturo la scorsa estate era andato in udienza dal Santo Padre. In quella occasione gli ha raccontato la lotta per veder riconosciute dalla Chiesa le violenze subite. “Mi ha detto: ‘Procedi per la tua strada’”. E il Pontefice, racconta Diego, aveva preso il fascicolo con tutta la documentazione del suo caso e l’aveva consegnato alla sua segreteria prendendosi l’impegno di continuare a indagare.

Nel nostro primo servizio, Arturo Borrelli ha raccontato le violenze sessuali subite “per 3 anni, 2-3 volte alla settimana” e il dramma vissuto. Dopo 25 anni, registrando tutto, aveva incontrato di nuovo don Silverio, che non negava quanto avvenuto ma lo invitava solo a pregare. La Curia di Napoli poi lo aveva fatto sottoporre a una perizia psichiatrica (lui aveva registrato anche quella), che in realtà sembra incolpare lui per il fatto di essere andato a casa del sacerdote.

Gli abusi di don Silverio non avrebbero segnato la vita solo di Arturo, che da allora vive tra psicofarmaci e attacchi d’ansia e di panico. Ci sarebbero altre vittime. Una di queste, Giuseppe (anche in questo caso il nome è di fantasia), l’abbiamo intervistato incappucciato. Almeno altre nove persone sarebbero disposte a testimoniare per quello che, come sosteniamo nel servizio della Iena Pablo Trincia e dell’autore Marco Fubini, potrebbe essere “uno dei più grossi casi per abusi sessuali all’interno della Chiesa italiana“.

Don Silverio, nel frattempo, si era trasferito al Nord, a Montù Beccaria (Pavia), dove, sotto il falso nome di don Saverio Aversano, continuava tranquillamente a fare il catechista. È bastato che andasse in onda il nostro servizio perché il sacerdote facesse perdere di nuovo le sue tracce. Mentre le mamme del paese raccontavano a noi e in una lettera al Papa il loro sconcerto. Perché il catechista dei loro figli era un uomo accusato di pedofilia. Un uomo che però, adesso, la Chiesa ha giudicato e assolto.

Ma Arturo non ha nessuna intenzione di fermarsi ed ha annunciato per il prossimo 26 aprile una fiaccolata di protesta, che partirà alle ore 19 da Corso Ponticelli a Napoli.

https://www.iene.mediaset.it/2019/news/pedofilia-don-mura-diego-arturo-chiesa-vaticano-papa-francesco_388466.shtml

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