Faceva spogliare i ragazzini e li fotografava: catechista accusato di violenza su minori

L’incubo per un sedicenne era iniziato durante un raduno spirituale, organizzato da alcuni suoi familiari in una struttura di Mosso. Il ragazzino, affetto da un disturbo dello sviluppo e da un lieve deficit cognitivo, unico minorenne presente, era infatti stato messo in camera con un catechista cinquantenne della zona, che durante la notte lo aveva convinto a spogliarsi per scattare fotografie molto spinte, inquadrando soprattutto i genitali e indicandogli le pose in cui lo voleva ritrarre. Soltanto qualche giorno dopo, con molto imbarazzo, il giovane aveva rivelato quanto accaduto al nonno. Il pensionato a sua volta ne aveva parlato al parroco, e questo, sapendo come già in precedenza lo stesso catechista, che svolgeva sempre in ambito parrocchiale anche i ruoli di operatore pastorale e di ministro straordinario dell’Eucaristia, fosse stato denunciato qualche mese prima per un episodio molto simile, aveva deciso di chiedere consiglio al vescovo. La risposta era stata netta: bisognava denunciare tutto e subito alle autorità. Soltanto a quel punto l’uomo era stato definitivamente allontanato dall’attività della parrocchia, che, anche per i vari ruoli sostenuti, lo mettevano spesso a contatto con minori.

Il caso, risalente all’estate del 2016, era quindi finito nelle mani esperte dei carabinieri della sezione di polizia giudiziaria, con il luogotenente Tindaro Gullo che, con tutte le cautele del caso, aveva iniziato a cercare i primi riscontri. Sempre Gullo si era infatti occupato un anno prima dell’episodio riguardante lo stesso uomo, accusato di aver portato un altro ragazzo alla Brughiera di Trivero, riuscendo a convincerlo a fare da modello per consentirgli di scattare ancora una volta delle fotografie molto spinte. In pochi giorni, come prevede il protocollo a tutela delle vittime, che richiede indagini rapide e precise, erano stati sentiti i testimoni presenti al raduno spirituale, oltre al parroco, davanti a cui il catechista aveva ammesso l’accaduto, chiedendo di essere aiutato perché gli episodi non si ripetessero, cosa che poi si era invece rifiutato di fare in presenza degli investigatori, che dal canto loro avevano però già raccolto tutte le prove necessarie per concludere le indagini. Il passaggio più delicato aveva riguardato l’incidente probatorio, in cui era stata sentita la vittima. Il ragazzo, in presenza di uno psicologo, aveva rievocato davanti ai carabinieri della Procura, abili nel trovare risposte senza causare ulteriori traumi, terribili ricordi di quella notte da incubo.

Il meglio delle opinioni e dei commenti, ogni mattina nella tua casella di posta Ieri il catechista, accusato di violenza sessuale, difeso dall’avvocato Domenico Duso, è stato rinviato a giudizio dal gip Paola Rava. Il processo comincerà a inizio giugno ed è possibile che venga riunito con quello relativo all’episodio precedente, dato che si tratta di reati piuttosto simili.
https://www.lastampa.it/2019/04/04/biella/faceva-spogliare-i-ragazzini-e-li-fotografava-catechista-accusato-di-violenza-su-minori-xiiheJUCwO4fQsp6ZzCCoI/pagina.html?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook
Advertisements