Sacerdote ‘confessa’ gli abusi ad un bambino? Monsignor Seccia: “avevo già preso provvedimenti”

Monsignor Michele Seccia, ‘citato’ nella telefonata tra un sacerdote e l’uomo presunta vittima di abusi quando era piccolo, chiarisce la sua posizione.

Troppo grave il contenuto della telefonata tra un sacerdote e il bambino, ormai adulto, che per più di trent’anni avrebbe cercato di dimenticare gli abusi sessuali subiti, per cadere ancora una volta nel silenzio. L’uomo, che ora vive in Germania, è riuscito a far “confessare” al prete le presunte molestie, nonostante i suoi maldestri tentativi di spacciarli per “gesti d’affetto”.

Nella conversazione, ora finita nelle mani della Procura di Lecce, viene citato anche Monsignor Michele Seccia che, in una nota, ha voluto chiarire la sua posizione, per fugare ogni dubbio. Vuole evitare interpretazioni fuorvianti l’Arcivescovo che si riserva di adire le vie legali contro chi ha osato (o oserà) mettere in dubbio la sua correttezza.

«L’arcivescovo Michele Seccia, informato del caso all’indomani del suo insediamento a Lecce, avvenuto nel dicembre 2017 – si legge – ha immediatamente adottato nei confronti del sacerdote in questione tutti i provvedimenti cautelativi consentiti dalla normativa ecclesiastica vigente. Insinuare il sospetto che l’arcivescovo, venuto a conoscenza delle circostanze riferite nella telefonata, abbia anche solo tentato di coprire eventuali abusi, costituisce una grave distorsione della realtà».

Il sacerdote, infatti, ha invitato la vittima a chiamare Monsignor Seccia per raccontargli “cosa aveva nel cuore”.

«A seguito dei recenti sviluppi – continua la nota – Sua Eccellenza ha provveduto a rendere ancor più rigide e perentorie le misure già adottate nei confronti del sacerdote».

Ma non basta. Troppo delicato l’argomento per lasciare spazio a dubbi. «Pertanto, nel prendere ancora una volta le distanze da quanto dichiarato da quest’ultimo nel corso del colloquio telefonico captato – conclude la nota – si riserva di adire le vie legali contro chi ha osato (o oserà) mettere in dubbio la sua correttezza, sostenuta da iniziative concrete e documentate, e contro chi ha tentato (o tenterà) di offendere il suo nome e quello dell’Istituzione che rappresenta».

Sacerdote ‘confessa’ gli abusi ad un bambino? Monsignor Seccia: “avevo già preso provvedimenti”

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