MANDURIA – Ha 21 anni, ma una vita già straordinariamente intensa, in cui ha alternato momenti di sofferenza e di dolore a giorni di gioiosa donazione ai più sfortunati e di felicità.
La vita di Giuseppe (questo è un nome di fantasia per proteggere la sua privacy) è stata segnata da una violenza ricevuta all’età di 17 anni. Fragile psicologicamente, questo ragazzo manduriano fu circuito da un sacerdote di un comune della provincia di Brindisi (sembra della Diocesi di Oria), che conobbe attraverso una chat.
«Non avevo tanti amici. Litigavo anche a casa con i miei genitori e i miei fratelli, mentre questo sacerdote mi coccolava e mi riempiva d’affetto» ha raccontato ai giudici Giuseppe. «Mi faceva sentire importante e protetto. Non solo. Dopo un po’ cercò di convincermi che i miei genitori non mi volevano bene e che io non dovevo fidarmi di nessuno».
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