Abusi, la Germania chiede l’accesso agli archivi della Chiesa tedesca

di Franca Giansoldati

Città del Vaticano – Il giorno dopo il summit sugli abusi, in Vaticano si tirano le somme, si difende il segreto pontificio e si cerca di dare concretezza ai punti programmatici individuati mentre il governo tedesco, a Berlino, chiede che la Chiesa in Germania apra i propri archivi che finora ha secretato.

Nella Sala Bologna del Palazzo Apostolico si è tenuta una riunione inter-dicasteriale  ristretta dove, ha spiegato il portavoce Alessandro Gisotti, si è «messo l’accento su quanto fosse necessario organizzare tale incontro, fortemente voluto da Papa Francesco». I cardinali di curia hanno fatto un ripasso dei principi fondamentali che ispirano i documenti annunciati e per i quali in Vaticano sta lavorando da tempo. «Tali iniziative dovranno essere comunicate nel modo più chiaro, tempestivo e dettagliato possibile (…) È stato infine evidenziato che è opportuno verificare con riunioni a livello Interdicasteriale il progresso del follow up dell’Incontro nel segno della sinodalità e della sinergia». Insomma il cammino è destinato ad andare avanti anche se qualcosa è stato fatto e qualcos’altra ancora no.

Ancora stamattina le vittime delle pedofilia manifestavano delusione. Si aspettavano di più, per esempio provvedimenti verso quei vescovi che nel corso degli anni hanno insabbiato casi di pedofilia. Le aspettative di questo summit erano piuttosto alte. Non solo le vittime anche l’opinione pubblica si attendeva una vera svolta politica da parte del Papa con l’annuncio di nuove regole interne. Per esempio regole riguardanti l’esclusione dei vescovi o dei prelati che, in modo complice, hanno contribuito a coprire i predatori. Ma tutto questo non è stato annunciato, sicchè il cammino resta aperto e dovrebbe con il tempo portare ad un ampio cambiamento culturale. «Alla fine, sono i cambiamenti del cuore ad essere importanti», ha detto domenica pomeriggio l’arcivescovo di Malta, Charles Scicluna.

La stragrande maggioranza dei giornali (soprattutto stranieri) ha dato un giudizio negativo, ritenendo che il summit sugli abusi sia stato sostanzialmente una occasione mancata. Per certi versi una specie di fiasco.

Ma il  giorno dopo si è registrata anche una importante richiesta politica da parte del governo tedesco. «Sulla pedofilia, la Chiesa deve collaborare con gli organi di Giustizia, e mettere gli atti a disposizione delle procure, per fare in modo che i colpevoli possano essere giudicati con regolari procedimenti». E’ la richiesta del ministero della Giustizia tedesca, emersa a Berlino in conferenza stampa, in seguito a una domanda sul vertice di Papa Francesco sulla pedofilia. «Nell’ordine statale non è ammissibile la pratica del segreto», ha aggiunto il portavoce.

Un argomento, quello dell’abolizione del segreto e della collaborazione con i magistrati, che sostanzialmente per resta invece un tabù per i vescovi italiani visto che per il nostro ordinamento, non prevede l’obbligo di denuncia alla polizia o ai carabinieri. Il cardinale Bassetti anche stamattina, attraverso l’Avvenire, ha detto che a maggio, durante l’assemblea generale dei vescovi, si affronterà l’argomento su come garantire maggiore cooperazione.

Il tema degli abusi è finito poi al centro del carnevale di Malo, in provincia di Vicenza. Un carro raffigurava un prete con un chierichetto, avvolti tra le fiamme. La rappresentazione choc è sfilata ieri ed era dedicata alle piaghe della violenza nella società.

https://www.ilmessaggero.it/vaticano/papa_francesco_pedofilia_abusi_ultime_notizie_oggi-4323794.html

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