Il caso di monsignor Alexander Salazar esaminato nel 2005 dalla Dottrina della Fede e poi da un organismo di laici dell’arcidiocesi statunitense. Oggi le dimissioni, l’arcivescovo Gomez: «Decisione presa per la guarigione delle vittime e il bene della Chiesa»
Un vecchio caso di abusi risalente agli anni ’90 ha portato oggi alle dimissioni del vescovo ausiliare di Los Angeles, Alexander Salazar, 69 anni. Sul presule pesa un’accusa di cattiva condotta sessuale a danno di un minorenne, che si sarebbe verificata una ventina di anni fa quando era ancora sacerdote; a riguardo era stata condotta una indagine delle forze dell’ordine nel 2002 senza che però venisse avviata un’azione legale. E senza che il tutto fosse comunicato all’arcidiocesi, che, una volta riemerso il caso, ha sottoposto il tutto prima alla Congregazione per la Dottrina della Fede che aveva imposto alcune «misure precauzionali» al vescovo e poi ad un organismo indipendente composto da laici ed esperti dell’arcidiocesi per vagliare i casi di abusi nel clero. Il comitato, il Clergy Misconduct Oversight Committee, ha attestato la veridicità dell’accusa richiedendo la sospensione del vescovo.
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