Abusi, il Papa rimuove il vescovo ausiliare di Los Angeles accusato di violenze su un minore

Il caso di monsignor Alexander Salazar esaminato nel 2005 dalla Dottrina della Fede e poi da un organismo di laici dell’arcidiocesi statunitense. Oggi le dimissioni, l’arcivescovo Gomez: «Decisione presa per la guarigione delle vittime e il bene della Chiesa»

Un vecchio caso di abusi risalente agli anni ’90 ha portato oggi alle dimissioni del vescovo ausiliare di Los Angeles, Alexander Salazar, 69 anni. Sul presule pesa un’accusa di cattiva condotta sessuale a danno di un minorenne, che si sarebbe verificata una ventina di anni fa quando era ancora sacerdote; a riguardo era stata condotta una indagine delle forze dell’ordine nel 2002 senza che però venisse avviata un’azione legale. E senza che il tutto fosse comunicato all’arcidiocesi, che, una volta riemerso il caso, ha sottoposto il tutto prima alla Congregazione per la Dottrina della Fede che aveva imposto alcune «misure precauzionali» al vescovo e poi ad un organismo indipendente composto da laici ed esperti dell’arcidiocesi per vagliare i casi di abusi nel clero. Il comitato, il Clergy Misconduct Oversight Committee, ha attestato la veridicità dell’accusa richiedendo la sospensione del vescovo.

Tutto questo avveniva intorno al 2005, un anno dopo l’ordinazione episcopale di Salazar, figlio di emigranti del Costa Rica, nominato ausiliare della importante diocesi californiana per volontà di Giovanni Paolo II e consacrato vescovo dal cardinale Roger Michael Mahony, all’epoca arcivescovo di Los Angeles, riconosciuto colpevole di insabbiamento di 129 casi di pedofilia da parte di sacerdoti della chiesa losangelina.

Oggi, 19 dicembre 2018, giunge quindi la notizia della rinuncia del vescovo accettata dal Papa, come reso noto dalla Sala Stampa della Santa Sede che ha diffuso anche la lettera dell’attuale arcivescovo di L.A. Jose Gomez indirizzata ai fedeli della metropoli statunitense, in cui informa della decisione del Papa e ripercorre la vicenda del vescovo ausiliare, recentemente nominato anche vicario dell’Ufficio dei Ministeri Etnici.

«Mi dispiace informarvi che nel 2005, un anno dopo essere stato ordinato vescovo, l’arcidiocesi è stata messa al corrente di un’accusa contro il vescovo Salazar di cattiva condotta con un minorenne, prima che fosse ordinato vescovo, quando prestava servizio come sacerdote in una parrocchia», si legge nella missiva. L’accusa, precisa Gomez, «non è mai stata riferita direttamente all’arcidiocesi», ma «è stata oggetto di indagine delle forze dell’ordine nel 2002» e «il procuratore distrettuale non ha avviato un’azione legale». Poiché Salazar era vescovo al momento dell’accusa, «l’arcidiocesi aveva deferito la questione alla Congregazione per la Dottrina della Fede presso la Santa Sede, che ha condotto un’indagine e ha imposto alcune misure precauzionali al ministero» del prelato.

Gomez precisa che l’arcidiocesi «non ha ricevuto altre accuse che coinvolgono il vescovo Salazar». Ma che, nell’ambito di «un processo di aggiornamento» sull’elenco di casi di sacerdoti accusati di abusi, aveva chiesto al Clergy Misconduct Oversight Committee di esaminare tutte le accuse di cattiva condotta sessuale che coinvolgono minori. E quindi «nell’interesse di un giusto processo», considerando anche che lo stesso Salazar sin dal primo momento ha negato ogni addebito, «ho chiesto e ricevuto il permesso dalla Congregazione per i Vescovi di portare l’accusa davanti al Clergy Misconduct Oversight Committee», scrive il pastore nella sua lettera.

Il board «ha ritenuto credibile l’accusa»: le conclusioni e le raccomandazioni dell’organismo sono state consegnate dallo stesso Gomez alla Santa Sede, insieme ad un suo parere. Dalla Congregazione vaticana è giunta quindi la raccomandazione all’arcidiocesi di sospendere Salazar da ogni sua funzione.

«Sono grato per l’amorevole preoccupazione del Santo Padre per la famiglia di Dio qui nell’Arcidiocesi di Los Angeles», sottolinea l’arcivescovo nella lettera. «Queste decisioni sono state prese con profonda preoccupazione per la guarigione e la riconciliazione delle vittime di abusi e per il bene della missione della Chiesa. Continuiamo a rimanere vicini alle vittime e ai sopravvissuti attraverso le nostre preghiere e le nostre azioni».

Nato a San Jose, Costa Rica, il 28 novembre 1949, Alexander Salazar era emigrato negli Stati Uniti con la sua famiglia nel 1953 per poi stabilizzarsi Los Angeles, ottenendo la cittadinanza americana all’età di 18 anni. Dopo gli studi e alcuni impieghi da contabile, Salazar è entrato nel St. John’s Seminary di Camarillo ed è stato ordinato sacerdote a Los Angeles il 16 giugno 1984. Da prete padre Salazar ha prestato servizio in diverse parrocchie: San Gregorio Magno a Whittier, nella parrocchia dell’Assunzione della Beata Vergine Maria a Pasadena e nella Cattedrale di Santa Vibiana a Los Angeles. È stato nominato amministratore temporaneo di Santa Teresa d’Avila nel 1994 e parroco nel 1995. È in quegli anni che, secondo le accuse, dovrebbe essersi consumata la violenza. Nel 2003 Salazar aveva poi ricevuto la nomina di vice cancelliere dell’Arcidiocesi di Los Angeles e cappellano onorario di Sua Santità. L’anno dopo fu Giovanni Paolo II a nominarlo ausiliare della arcidiocesi Usa ricevendo l’ordinazione episcopale il 4 novembre 2004 dalle mani del cardinale Mahony.

https://www.lastampa.it/2018/12/19/vaticaninsider/abusi-il-papa-rimuove-il-vescovo-ausiliare-di-los-angeles-accusato-di-violenze-su-un-minore-QgcXpXmAgJf7R1GbMcBfCJ/pagina.html?fbclid=IwAR1f3ewHyLFYSvRJ6Trtgm-yPloumbYe2UEmoENFtOBWGUN1VDdIVMCdpsk

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