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Francesco sa che sembra come un violentatore?

Cristina Balestrini by Cristina Balestrini
11 Settembre 2018
in Storie - Lettere di vittime e lettori
Reading Time: 4 mins read
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(traduzione con Google Translate dal blog: https://www.simchafisher.com/2018/09/07/does-francis-know-he-sounds-like-an-abuser/ ) SEGNALATO DA UN LETTORE

Devo dirti la spiegazione più caritatevole e meno avventata che posso raccogliere per le recenti parole e comportamenti di papa Francesco? È che si è circondato di uomini che lo proteggono dal comprendere la profondità e l’ampiezza degli abusi sessuali istituzionali e della sua copertura nella Chiesa.

Ha nominato, o lasciato in carica, gli uomini che gli dicono che il mondo è pieno zeppo di false accuse, che tutta la faccenda dello scandalo è esagerata, che è tutto nel nostro passato – oh, e che adesso sarebbe meglio parlare di rifiuti nell’oceano. I pochi che gli diranno la verità, come il cardinale O’Malley, sono così in inferiorità numerica che persino i loro terribili avvertimenti possono essere liquidati come problemi locali.

Questa è la risposta caritatevole, e non è grandiosa. Se è in una bolla che lo protegge dal vedere il vero stato della Chiesa, è una bolla confortevole di sua creazione. Il servitore dei servi di Dio non dovrebbe essere in una bolla.

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Ma l’altra spiegazione è peggiore. Ecco qui:

Ho un numero di amici che sono sfuggiti ai matrimoni violenti. Mi dicono che papa Francesco si sta esprimedo sempre più come gli uomini che hanno abusato di loro. Sembra come gli uomini che nascondono gli abusi del mondo, che hanno insegnato alle loro vittime a incolpare se stessi, che hanno usato la pressione spirituale per persuadere loro e le loro famiglie che in realtà sarebbe sbagliato, peccaminoso, difendersi.

Ascoltalo. Dopo aver risposto ad una domanda sulle gravissime accuse di Vigano, ha detto a bruciapelo: ” Non dirò una sola parola su questo. “Molti fedeli hanno ipotizzato che potesse aver avuto questo o quel motivo logistico per rimandare la risposta a quella domanda specifica; bene. Ma per il resto della settimana e più, ha mantenuto un tema inconfondibile di chiedere il silenzio,  equiparando il silenzio con la santità e  dipingendosi come una vittima cristiana  nel suo silenzio. Poi  dice che è “brutto” accusare gli altri di peccare. Quindi  suggerisce che la guarigione e la riconciliazione arriveranno solo se osserveremo attentamente i nostri stessi difetti .

Queste affermazioni sono tutte vere. Tutti riflettono il pensiero cristiano. Sarebbero ragionevoli in qualsiasi altro momento della storia recente. Ma arrivando proprio nel mezzo della nostra agonia in atto, atterrano pesantemente come un pugno su un livido.

Alle vittime della Chiesa e a coloro che li amano, sembra che stia dicendo: “Chi credi di essere? Non devo spiegarmi. Sei il colpevole. Hai portato questo su te stesso. Se vuoi essere amato, allora conosci il tuo posto. Sono io la vittima, qui, non tu. Se sai cosa ti fa bene, tieni la bocca chiusa. “

Ecco come parlano gli accusatori. Non si accontentano del potere; devono tenere le loro vittime in dubbio e incolparsi costantemente, così da non diventare una minaccia. Che Francesco lo sappia o no, è così che suona.

So che ascoltiamo ciò che viene segnalato, che non è necessariamente tutto ciò che dice. So che al Papa non è richiesto di dire tutto ciò che vogliamo che lui dica. So che qualunque cosa stia accadendo nella nostra diocesi o nel nostro paese non è l’insieme di ciò che accade nella Chiesa. So che ci sono verità eterne che devono essere raccontate indipendentemente da ciò che sta accadendo nel momento attuale.

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Ma anche tenendo a mente tutte queste cose, stimola l’immaginazione perché il papa continua a parlare come fa lui. È chiaro che intende continuare a parlare, nonostante le sue esortazioni a tacere. Questo è ciò che sceglie di dire. La migliore spiegazione possibile è che il suo contesto sia pura bolla, e semplicemente non si rende conto che gran parte del mondo cattolico è trafitto dall’orrore per i peccati del clero. Semplicemente non è consapevole che, con le sue parole e con il suo silenzio, sta voltando le spalle a tanti preti e vescovi sofferenti,  incluso il mio , che dicono al loro gregge che non sono stati abbandonati – solo per sentire il loro padre spirituale ignorare i loro sforzi con un messaggio enorme e inconfondibile di “A NESSUNO IMPORTA”.

Forse semplicemente non si rende conto che i suoi piccoli e piacevoli aforismi stanno venendo fuori come una minaccia aggressiva passiva, come agghiacciante, come un violentatore che sorride calorosamente al mondo mentre mostra segretamente una lama aperta alla vittima che sta fedelmente al suo fianco.

Ricordo la sua gentilezza, la sua compassione, la sua diretta e sincera gentilezza nel passato. Non credo fosse falso. Sapete tutti che non sono un riflessivo Francis-hater. Non ho alcuna ragione ideologica per volerlo abbattere. L’ho difeso finché ho potuto, fino alla debacle del Cile .

E così sto lavorando alacremente che non posso dare per scontato il peggio, non credere che quest’uomo che ha promesso così tanta aria fresca è davvero così intento a sbattere le porte prima di scoprire cose ancora peggiori nascoste dentro. Ma non lo sta rendendo facile. Non sto dicendo che è un violentatore. Ma suona come uno.

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Cristina Balestrini

Coordinatore infermieristico presso il Dipartimento di Salute Mentale di un’Azienda Ospedaliera milanese. Svolge un ruolo di coordinamento del personale con particolare attenzione all’attività formativa sul campo, puntando sulla progettazione di programmi riabilitavi per i pazienti in collaborazione con il personale.

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.