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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » cardinale » PRETE PEDOFILO DI PONTICELLI: LA CURIA DI NAPOLI A CACCIA DELLA SECONDA VITTIMA, MA SI CONTRADDICE

PRETE PEDOFILO DI PONTICELLI: LA CURIA DI NAPOLI A CACCIA DELLA SECONDA VITTIMA, MA SI CONTRADDICE

Redazione WebNews by Redazione WebNews
28 Aprile 2018
in Campania
Reading Time: 5 mins read
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Meno di una settimana fa, durante la sua ultima visita a Ponticelli, il Cardinale Sepe dribblava le nostre domande relative a Don Silverio Mura, il prete accusato di aver compiuto reiterati atti di pedofilia proprio a Ponticelli, negli anni 80/90, confermando l’intenzione di non voler rilasciare dichiarazioni in merito a quello che a tutti gli effetti è diventato un caso nazionale.

Sabato 7 e domenica 8 aprile, due vittime del prete di Ponticelli, con il volto coperto da maschere, diedero luogo ad un sit-in all’esterno del Duomo di Napoli, proprio per chiedere alla Curia di Napoli una risposta concreta in merito alla pratica avviata in seguito alla denuncia di Diego Esposito, la prima di Don Silverio Mura che da 8 anni combatte per ottenere giustizia. Il giovane che fu adescato dal sacerdote tra i banchi di scuola, Don Mura era il suo docente di religione, ha già presentato due denunce alla Curia, entrambe insabbiate, mentre il processo civile a carico del sacerdote inizierà a breve.

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Proprio mentre era in corso il sit-in, lo scorso 7 aprile, la Curia di Napoli diramò il seguente comunicato:
“Circa presunti casi di pedofilia, dei quali è stata fatta denuncia in danno di un sacerdote della Diocesi di Napoli, si fa presente che già lo scorso anno dalla Cancelleria diocesana venne precisato che la Congregazione Dottrina della Fede, alla quale la Diocesi di Napoli aveva rimesso tutta la documentazione relativa alla istruttoria fatta in loco, “nel 2016 riteneva non essere emersi gli elementi sufficienti per avviare un processo penale a carico” del sacerdote in questione.
All’inizio di quest’anno, dopo denuncia fatta da altra persona direttamente alla Santa Sede, il Santo Padre ha deciso la riapertura del caso, incaricando la Congregazione Dottrina della Fede di procedere a tutti gli adempimenti, per cui, poco prima della Pasqua, alla Diocesi di Napoli è stato affidato il compito di effettuare l’indagine previa, che il Cardinale Arcivescovo ha immediatamente avviata ed è, quindi, in atto.
Una volta completata tale indagine, verrà tutto rimesso, per competenza, alla stessa Congregazione Dottrina della Fede per le valutazioni e determinazioni.”

In sintesi, la Curia assolve Don Mura dalle accuse di pedofilia, ritenendo insufficienti gli elementi presentati da Diego Esposito – tra cui diversi filmati – per procedere penalmente, inoltre si fa riferimento alla denuncia sporta direttamente alla Santa Sede da un’altra vittima, in merito alla quale, però, nessun giornalista né Diego Esposito, sono riusciti a reperire notizie certe.

Diego Esposito, ex guardia giurata che ha perso il posto di lavoro proprio in seguito ad una mail che la Curia partenopea inviò alla prefettura in cui riportava il contenuto di un messaggio che il giovane gli aveva fatto pervenire in cui affermava che se non avesse ottenuto risposte chiare e certe in merito alla pratica avviata per prendere provvedimenti contro Don Silverio Mura, si sarebbe suicidato con la pistola d’ordinanza all’esterno del Duomo di Napoli, non ha mai smesso di lottare per ottenere giustizia. Le sue telefonate alla Santa Sede, alla congregazione della Dottrina della Fede e alla Curia di Napoli sono all’ordine del giorno e tutte rigorosamente registrate.
Lo scorso 22 aprile, Diego Esposito ha assistito alla celebrazione eucaristica del Cardinale Sepe a Ponticelli, in maniera composta e lo ha atteso all’uscita per chiedergli un incontro, per l’ennesima volta, riuscendo a strappargli l’impegno di essere ricevuto a breve.

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Durante la mattinata odierna, sabato 28 aprile, la Curia napoletana ha diramato un altro comunicato:

“Circa presunti casi di pedofilia, dei quali viene accusato un sacerdote della Diocesi di Napoli, si conferma quanto precisato nel comunicato stampa del 7 aprile scorso e cioè: dopo la riapertura del caso disposta da Papa Francesco anche a seguito di altra denuncia riportata da alcuni mezzi di informazione, la Congregazione della Dottrina per la Fede ha affidato alla Diocesi di Napoli l’incarico di procedere ai necessari adempimenti, secondo le norme canoniche. 
Di conseguenza, nelle settimane scorse, sono state avviate le procedure relative all’indagine previa, riascoltando il sacerdote accusato.

Ora, però, tale indagine presenta qualche difficoltà perché non risulta pervenuta alla Cancelleria della nostra Diocesi alcuna nuova denuncia di persona diversa dal primo accusatore.

Si sa soltanto di un’intervista fatta da un giornale quotidiano, nello scorso mese di febbraio, a un nuovo accusatore del quale, però, vennero indicate soltanto le iniziali G.S.
Si invitano, pertanto, tutti coloro che sono in possesso di elementi utili per le indagini a darne comunicazione alla Cancelleria della Curia di Napoli, entro e non oltre trenta giorni dalla data del presente comunicato stampa.
Si avrà modo così di proseguire e concludere l’indagine previa che, una volta ultimata, sarà inviata alla Congregazione della Dottrina per la Fede per le competenti valutazioni e determinazioni.”

Quindi, se il 7 aprile, la Curia affermava che il caso era stato riaperto in seguito ad una denuncia pervenuta direttamente in Santa Sede, oggi si fa riferimento ad “altra denuncia riportata da alcuni mezzi di informazione”.

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Dov’è finita la vittima che aveva presentato l’esposto direttamente alla Santa Sede?

Non bastano le due denunce presentate da Diego Esposito per procedere contro Don Mura?

Se c’era la necessità di raccogliere la testimonianza della seconda vittima del sacerdote, perchè la Curia di Napoli non ha chiesto di incontrare i due accusatori del sacerdote di Ponticelli mentre erano all’esterno del Duomo durante il sit-in?

Perchè la Curia di Napoli finge di essere all’oscuro del fatto che a breve partirà il processo civile contro Don Silverio Mura e che negli atti processuali della fase istruttoria sono state depositate le testimonianze e le generalità di diversi testimoni, in grado di far luce sugli abusi compiuti dal sacerdote?

Perchè la Curia di Napoli garantì a Diego Esposito che, in seguito alle sue denunce, Don Mura fu spedito in un convento “per i casi come i suoi” a curarsi e invece è stato individuato, sotto falso nome, nel comune di Montù Beccaria, in provincia di Padova, dove lavorava ancora a stretto contatto con i bambini?

Interrogativi, contraddizioni e ombre che continuano ad incupire la vicenda, invece di chiarirla.

Immediata la reazione da parte di Carlo Grezio, l’avvocato di Diego Esposito, che sul suo profilo facebook pubblica le seguenti dichiarazioni: “Se la Curia di Napoli diffonde un appello alle vittime del prete pedofilo può significare solo che : 1) il prete pedofilo continua a negare; 2) la Curia non crede a ciò che è stato scritto negli atti processuali della fase istruttoria; 3) la Curia continua a credere ciecamente al prete pedofilo ed è per questo che annuncia che il processo canonico potrebbe anche chiudersi con un nulla di fatto. Non vedo, a questo punto, per quale motivo una nuova vittima dovrebbe farsi avanti consegnandosi a loro che, se non vedono il film delle violenze in HD o un servizio fotografico (ormai penso occorrano solo questo tipo di prove) mettono sempre brutalmente in piazza tutto e tutti facendo accuse di falsità e di pazzia. 

La Curia di Napoli non ha nuove denunce su Napoli, ma contro lo stesso prete ne ha un’altra fatta da una vittima direttamente al Papa (come annunciato in un loro precedente comunicato). Altre 3 vittime le conosce già!!! A questo punto siamo tutti un pò stanchi di questo comportamento inspiegabile. Aspetteremo le ulteriori udienze dei giudizi in corso e l’invio degli atti alla Procura della Repubblica che il giudice del tribunale civile dovrà necessariamente disporre. Che peccato!…..riescono sempre a inasprire gli animi e a rovinare tutto ogni volta che si prospetta un avvicinamento tra Diego e la chiesa! Non vogliono chiudere questo caso…..Ormai è chiaro!”

Prete pedofilo di Ponticelli: la Curia di Napoli a caccia della seconda vittima, ma si contraddice

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