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Portale dell'Associazione Rete L'ABUSO | world » news » San Karol Wojtyla protettore dei pedofili

San Karol Wojtyla protettore dei pedofili

Redazione WebNews by Redazione WebNews
28 Aprile 2014
in Cronaca e News
Reading Time: 3 mins read
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 Se credete che Wojtyla proteggesse solamente gli assassini vi sbagliate di grosso. Proteggeva anche i pedofili. Il fatto che sia morto non lo esonera dalle sue colpe. Casomai le aggrava, visto che è sfuggito al processo e alla punizione.  Ecco qui la storia, almeno quella conosciuta, della sua strenua battaglia in favore dei pedofili.

Guardate come sono carini. Siamo nel novembre del 2004 e papa Wojtyla, in arte Giovanni Paolo II,  benedice il prete messicano Marcial Maciel Degollado, fondatore dei Legionari di Cristo, posandogli paternamente la mano sulla testa. Un quadretto edificante: due anziani prelati ormai al tramonto della vita, uniti nella fede in Cristo e promessi a un roseo futuro in paradiso. Soltanto un piccolo particolare stona in questo commovente teatrino ecumenico: Marcial Maciel è  uno dei più grandi pedofili mai esistiti sulla faccia della terra. Il fondatore, o meglio lo sfondatore dei Legionari di Cristo è una vera macchina per sodomizzare, visto che ben 83 seminaristi lo hanno denunciato per violenze. Ovviamente la cifra totale delle vittime va come minimo triplicata, visto che nei casi di pedofilia nella chiesa le violenze denunciate sono solamente la punta dell’iceberg. Per convincerli ad alzare la sottanina, Marcial raccontava loro che non facevano peccato perché Pio XII gli aveva dato un permesso speciale: agente Marcial Maciel, licenza di sodomizzare. Così le sottanine si alzavano, Marcial sodomizzava e i testimoni tenevano acqua in bocca, perché i Legionari di Cristo, la congregazione fondata dallo stesso Marciel nel 1941, sono una grossa industria con  650 preti, 2500 studenti di teologia, 30.000 membri laici attivi in tutto il mondo, decine di scuole due delle quali a Roma, 60 milioni di dollari di budget annuale e nessuno vuole rinunciare a tanto ben di Dio per qualche culetto infiammato.

Wojtyla sapeva tutto, perché a partire dal 1956 il prete  veniva accusato di iniziazione dei giovani alla droga  e atti pedofili. Sapeva tutto, eppure nutriva per questo sodomizzatore di marmocchi un’ammirazione sconfinata. Forse, dopo  Gesù Cristo (un altro che aveva un debole per i bambini),  è  la persona che più  ha ammirato in tutta la sua lunga vita, se è vero che le sue ultime parole sono state di lode per Marcial Maciel. Infatti nell’aprile del 2005,  mentre Wojtyla si accingeva a togliere il disturbo, il futuro papa Ratzinger spediva in Messico il padre Charles Scicluna, membro della Congregazione  per la Dottrina della Fede, a indagare sulle prodezze del galletto messicano. Il moribondo Wojtyla non ha digerito questa inchiesta e prima di defungere e’ riuscito a trovare il fiato per lodare “l’affetto paterno e l’esperienza del diletto amico Maciel”.  Coerente fino all’ultimo nella sua difesa del campione mondiale dei sodomizzatori.

Che avesse un debole per i pedofili, Wojtyla lo aveva già dimostrato  nel 1996, quando aveva protetto in ogni modo possibile il vescovo Groer, accusato  di pedofilia e responsabile di una mostruosa scissione della chiesa austriaca con la fuga di 500.000 fedeli confluiti nel movimento “la Chiesa Siamo Noi.”  Wojtyla si  opposto con ogni mezzo alla sua rimozione. Ha impedito ogni indagine sulle sue inclinazioni pedofile e lo ha trasferito a Vienna per sostituire il vescovo Koenig, un uomo scomodo perché considerato troppo indipendente. Morto Wojtyla, poiché caricato a viagra l’ottantacinquenne Marcial continuava imperterrito a farsi i bambini, Ratzinger lo ha “sollevato dalle sue funzioni” chiedendogli di “rinunciare a ogni ministero pubblico” e di vivere “una vita monastica nella preghiera e nella penitenza”. Sicuro, la galera è per i pedofili in calzoni, mentre quelli in sottana se la cavano con 4 avemarie e 1 padrenostro.

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San Karol Wojtyla Protettore dei Pedofili. Merita la canonizzazione perche’ ha tutelato gli interessi della Chiesa.E Marcial Maciel Degollado? E’ volato in cielo nel gennaio del 2008  e adesso sta sodomizzando i cherubini in paradiso.

Dragor

http://dragor.typepad.com/journal_intime/2014/04/beato-karol-wojtyla-protettore-dei-pedofili.html

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.