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Portale dell'Associazione Rete L'ABUSO | world » news » ”Silenzio su abusi”, nuove accuse al Papa. Il Vaticano: ”Dal NYT mera speculazione”

”Silenzio su abusi”, nuove accuse al Papa. Il Vaticano: ”Dal NYT mera speculazione”

Redazione WebNews by Redazione WebNews
26 Marzo 2010
in Cronaca e News
Reading Time: 5 mins read
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Ma rimane da chiarire “che ruolo abbia effettivamente avuto nella decisione”
”Silenzio su abusi”, nuove accuse al Papa. Il Vaticano: ”Dal NYT mera speculazione”
ultimo aggiornamento: 26 marzo, ore 16:33
New York – (Adnkronos/Ign) – Secondo capitolo del New York Times sugli episodi di pedofilia: ”Il Pontefice, quando era arcivescovo di Monaco, fu informato di un prete che sarebbe tornato all’attività pastorale pochi giorni dopo aver iniziato la terapia psichiatrica per pedofilia”. Padre Lombardi: “Nessuna novità rispetto a ciò che ha comunicato già l’Arcidiocesi”. Il Padre Custode del Sacro Convento di Assisi Giuseppe Piemontese: “Fuoco concentrico contro i vertici, non si cada nelle trappole delle lobby”. ”Il Vaticano coprì un prete pedofilo”‎. L’Osservatore insorge: ”Accuse ignobili”
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New York, 26 mar. (Adnkronos/Ign) – “Il cardinale Joseph Ratzinger, ai tempi in cui era arcivescovo di Monaco, fu informato del fatto che un prete, per il quale era stata approvata una terapia nel 1980 per pedofilia, sarebbe tornato all’attività pastorale pochi giorni dopo aver iniziato la terapia psichiatrica”. E’ quanto scrive oggi il New York Times che, all’indomani dell’articolo sugli abusi ai bambini sordomuti della scuola del Wisconsin che sarebbero stati coperti dalle gerarchie vaticane, torna, con una corrispondenza da Monaco, sullo scandalo degli abusi in Germania.

E afferma che “il futuro Papa Benedetto XVI sarebbe stato al corrente degli abusi molto più di quanto le precedenti dichiarazioni della chiesa abbiano suggerito”. La vicenda del reverendo Peter Hullermann, che nel 1986 fu poi condannato per molestie a ragazzi in un’altra parrocchia della Baviera, era emersa nelle scorse settimane e allora l’arcidiocesi di Monaco aveva addossato l’intera responsabilità della decisione di trasferire il prete all’allora vice del cardinale Ratzinger, Gerhard Gruber. Ma ora l’informativa di cui parla il New York Times, sostenendo che la sua esistenza è stata confermata da due fonti ecclesiastiche, mostrerebbe che l’allora cardinale Ratzinger “non solo presiedette a una riunione il 15 gennaio 1980 in cui si approvò il trasferimento, ma fu anche informato del suo nuovo incarico”.

Il quotidiano americano precisa comunque che rimane da chiarire “che ruolo abbia effettivamente avuto nella decisione, e quanto interesse abbia mostrato nel caso del prete molestatore” il futuro Papa. Ma sottolinea come il reverendo Friedrich Fahr, che gestì il caso Hullermann sin dall’inizio, “sia rimasto sempre personalmente” legato al cardinale Ratzinger. Fonti ecclesiastiche – continua ancora il il New York Times – difendono il Papa sostenendo che l’informativa era una routine e che “è improbabile che sia finita effettivamente sulla scrivania dell’arcivescovo”, secondo quanto ha detto il reverendo Lorenz Wolf, giudice vicario dell’arcidiocesi di Monaco, che non può però escludere che il Papa l’abbia letta.

”Mera speculazione”, secondo il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, che sottolinea: “L’articolo del New York Times non contiene alcuna nuova informazione oltre a quelle che la Archidiocesi ha gia’ comunicato sulle conoscenze dell’allora Arcivescovo sulla situazione del sacerdote H. – recita il comunicato riportato da padre Lombardi e diffuso dalla Sala Stampa vaticana – L’Archidiocesi conferma quindi la sua posizione, secondo cui l’allora Arcivescovo non ha conosciuto la decisione di reinserire il sacerdote H. nell’attivita’ pastorale parrocchiale”. “Essa rifiuta ogni altra versione come mera speculazione – conclude – L’allora vicario generale, mons. Gerhard Gruber, ha assunto la piena responsabilita’ della sua propria ed errata decisione, di reinserire H. nella pastorale parrocchiale”.

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La Chiesa fa quadrato intorno a Ratzinger. L”Avvenire’ nell’editoriale adi oggi tuona contro il quotidiano americano e parla di “un’onda mediatica” e in alcuni casi “una frenesia strana di lanciare il sasso, di sporcare, di insinuare che, in realtà, coloro che agiscono nel nome di Cristo sono poi uguali a noi, e anzi molto peggiori”. “Non è vero – sottolinea il quotidiano dei vescovi – che la Congregazione per la dottrina della fede, negli anni in cui era guidata da Joseph Ratzinger, insabbiò il procedimento canonico a carico di Lawrence Murphy, il sacerdote americano colpevole di abusi su dei bambini sordi. Chi legga i documenti pubblicati dal New York Times a sostegno di questa accusa scopre che in realtà solo i vertici della Chiesa americana insistettero a indagare su fatti, che erano stati archiviati dalla giustizia civile”.

Parla di un “fuoco concentrico” contro la Chiesa e i suoi vertici il Padre Custode del Sacro Convento di Assisi, Giuseppe Piemontese, secondo il quale, dietro le accuse, potrebbe esserci il tentativo “di far dimettere il Papa”: “Proprio a questo si vuole arrivare – afferma all’Adnkronos – L’intervento del Papa, della Chiesa a favore della vita e tante situazioni che non si condividono hanno creato questa reazione pesante e ingiusta. Ci sono delle lobby, non dobbiamo cadere nel tranello di reagire in modo scomposto”. ”Tutto il problema del sarcerdote di Milwaukee – prosegue padre Piemontese – e’ una bolla di sapone e dai documenti stessi che ha pubblicato il New York Times si evince chiaramente che l’intervento della Congregazione per la dottrina della fede, 20 anni dopo i fatti quando era stata segnalato, e’ stato tempistico e chiaro aprendo un processo che, poi, non si e’ potuto celebrare perche’, dopo 4 mesi, il sacerdote e’ morto. Tra l’altro, come ha affermato anche il portavoce della Sala Stampa vaticana, la giustizia civile aveva gia’ archiviato il caso”.

Il cardinale George Cottier, teologo emerito della Casa Pontificia, a proposito degli articoli della stampa internazionale che ”cercano di coinvolgere” Benedetto XVI tra coloro che avrebbero insabbiato gli scandali di pedofilia tra i preti, parla all’Adnkronos di attacco “forte contro il Sommo Pontefice, il vicario di Cristo, e la Chiesa. E’ un fatto che possiamo verificare”. Creato cardinale nel 2003 da Giovanni Paolo II, il teologo domenicano svizzero Cottier, 88 anni, e’ stato a lungo uno dei piu’ stretti collaboratori di Papa Wojtyla anche nelle vesti di segretario della Commissione Teologica Internazionale.

“Su vicende che sono sotto un’attenta analisi per fare chiarezza e riportare nel giusto alveo il ministero sacerdotale e i valori che esso deve portare, purtroppo si sono insinuate strumentalizzazioni, probabilmente frutto di ideologie avverse alla dottrina cristiana che puntano a far apparire il fenomeno piu’ grande di quello che e”’, ha dichiarato all’Adnkronos il portavoce dei frati cappuccini di San Giovanni Rotondo e direttore di Tele Radio Padre Pio, Stefano Campanella.

Anche la politica si schiera a difesa del Papa. Il presidente del Senato Renato Schifani ha definito le polemiche “un fatto inaccettabile e indegno”. “Gia’ ieri ci siamo espressi a Roma -ha aggiunto Schifani- Lanciare attacchi contro la figura del Santo Padre e’ un fatto senza precedenti. Con il Santo Padre sono state adottate recentemente delle misure decisive contro la pedofilia: ha assunto della posizioni rigorosissime che vanno rispettate e apprezzate. Ecco perche’ non capisco e non capiamo -ha concluso Schifani- il motivo di questi attacchi che avrebbero potuto rimanere nell’ambito dei paesi dai quali sono venuti”.

Intervenendo dalla sua pagina su Facebook, infine il ministro degli Esteri Franco Frattini ha definito “scandalosi e vergognosi” gli attacchi al Pontefice. “La ricerca di uno scandalismo a tutti i costi – scrive il ministro – oscura la verita’ e dimentica il coraggio e la trasparenza con cui il Papa, invece, ha affrontato un problema delicato e drammatico. Sono derive di tendenze estremamente pericolose che ignorano i valori religiosi e cristiani con radici in Europa, finendo per attaccare la Sante Sede, il suo messaggio universale ed il Pontefice”.

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Prete-pedofilo-tedesco-torno-in-attivita-e-il-Papa-lo-sapeva-nuove-rivelazioni-del-Nyt_172506641.html

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.