«Il patteggiamento non è stata un’ammissione di colpa, ma un modo per chiudere rapidamente la vicenda, senza coinvolgere utleriormente i minorenni», ha spiegato al termine dell’udienza l’avvocato Andrea Franchin, difensore del sacerdote.
Dopo il pronunciamento della giustizia, si apre per don Paolo Gardenal un nuovo futuro. Il sacerdote non solo non ha sciolto i voti, ma sta gradualmente riprendendo l’attività pastorale. Attività interrotta dopo le gravi accuse formulate nei suoi confronti dal sostituto procuratore Luisa Napolitano.
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