«La mia vita distrutta a 5 anni Colpevoli liberi»

Serena Sartini

Roma Giuseppe Consiglio ora ha 29 anni. Ne aveva 5 quando sono iniziati gli abusi sessuali, ripetuti, da parte di un sacerdote. Prima tre volte a settimana, poi ogni giorno, sempre più violenti. Gli abusi sono durati sei anni, fino a che Giuseppe ne aveva 11. Poi il ragazzo, di origini calabresi, è stato cacciato dall’Istituto Provolo per Sordomuti di Verona dove la famiglia lo aveva mandato per imparare la fonetica, in seguito alla sordità che lo accompagna dalla nascita. «Ci chiamava a gruppi di ragazzi, maschi e femmine racconta in una stanza vicino alla chiesa. Poi il sacerdote faceva entrare uno per uno. A 11 anni mi hanno mandato via e ho iniziato una vita tremenda; mi hanno riempito di farmaci, non riesco a trovare un lavoro, non ho una vita. La notte ho sempre incubi».

E poi quando ha deciso di denunciare?

«Non è stato facile. Per tanti anni ho cercato di nasconderlo a tutti, forse anche a me stesso. Poi nel 2012 ho denunciato tutto. Ho anche aperto un processo penale contro don Agostino Micheloni. Ma niente da fare. Lui è sempre nell’Istituto, sempre sacerdote. Nega tutto, ma io ho le prove, e le fotografie».

Nel 2017 ha incontrato il Papa. Cosa è successo?

«Sì, ho incontrato Bergoglio in Vaticano. Gli ho consegnato una lettera, a nome mio e di tutte le vittime dell’Istituto. Gli ho chiesto giustizia, ho fatto l’elenco di tutti i sacerdoti che hanno abusato in quegli anni altri ragazzi come me. Sono più di dieci, 12, forse 13. Il Papa mi ha guardato negli occhi e mi ha chiesto scusa. Poi mi ha assicurato preghiere. Ma non mi basta».

Cosa vorreste che facesse Francesco?

«Che mandi via questi preti, che questi fatti gravissimi non si ripetano mai più, che adotti misure severe; che dalle parole, dalle scuse, dalle preghiere, si passi ai fatti. Questi sacerdoti sono ancora in circolazione, con l’abito, e non hanno subito punizioni».

Il Papa ha convocato un summit contro la piaga della pedofilia nella chiesa. Cosa si aspetta?

«Il Papa continua a proteggere i preti pedofili, ancora oggi. Non è cambiato niente, non è cambiato nulla. È rimasto tutto nel silenzio. Vorrei vedere questi abusatori in galera, ma in Italia purtroppo siamo con le mani legate. Vorrei incontrare di nuovo il Papa: voglio che gli abusi finiscano, i bambini non si toccano. E ancora oggi ci sono troppi preti pedofili in circolazione».

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