Cà degli Oppi: prete condannato per pedofilia ora dice Messa nella Bassa Veronese
CA’ DEGLI OPPI (VERONA), 9 FEBBRAIO 2014- I fatti per i quali don Paolo Biasi è stato condannato risalgono al ...
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Savona - Il “dossier pedofilia” della diocesi di Savona arriva nelle mani di Papa Francesco. A consegnarlo direttamente al pontefice, un medico ...
Quando si dice le coincidenze. Nello stesso giorno in cui l'Onu ha accusato il Vaticano di «aver sistematicamente adottato politiche ...
Alla fine, s’è pronunciata anche la Commissione dell’Onu sui diritti dei bambini. Una pronuncia che arriva con qualche decennio di ...
A Ginevra si è parlato dell'applicazione della Convenzione per i diritti del fanciullo (Convention on the Rights of the Child, ...
612 pratiche aperte nel 2012, ma non dicono quanti ne hanno spretati. Molestie su minori, in due anni 400 preti ...
Il dramma di Francesca inizia da ragazzina in una parrocchia in Molise, quando don Marino la abbraccia per la prima ...
“Ho tentato il suicidio già due volte: mi ossessiona il ricordo di quegli incontri, di ciò che ho subito. Provo ...
Il sistema della potente congregazione ancora oggi si regge sul segreto, sul sospetto, sul culto delle personalità, sul controllo e ...
ALESSANDRO CALDERONI Lo afferma lo psicologo che cura, fra gli altri, anche i preti che abusano di minorenni. Per questo, ...
Il vescovo di Termoli monsignor Gianfranco De Luca parla del caso di don Marino Genova e descrive la procedura che ...
Monsignor Gianfranco De Luca parla senza reticenze delle accuse di abusi sessuali che hanno coinvolto un parroco della diocesi: «Ho ...
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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.
Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.
Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.
Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.
Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.
E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non - seppur condannate nei primi gradi di giudizio.
Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.
E questo principio facciamo nostro.
Il direttivo della Rete l’Abuso