Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli, dottoressa Donatella Bove, ha disposto l’archiviazione del procedimento penale a carico di un parroco della Diocesi di Ischia, difeso dall’avvocato Gianluca Migliaccio, indagato per il reato di atti sessuali con minorenne ai sensi dell’articolo 609 quater del codice penale. Il provvedimento accoglie in pieno la richiesta avanzata dalla Pubblica Ministera Monica Campese, ritenendo che gli elementi raccolti nel corso delle indagini non consentano di sostenere fondatamente l’accusa in giudizio.
La vicenda trae origine da una segnalazione pervenuta il 12 dicembre 2024 da parte di una psicologa e psicoterapeuta, alla quale si erano rivolti i genitori di un bambino nato nel 2018, preoccupati per alcuni comportamenti del figlio. La professionista aveva ritenuto di dover segnalare all’autorità giudiziaria il timore che il piccolo potesse essere stato vittima di abusi sessuali da parte del sacerdote.
Secondo quanto ricostruito nelle indagini, i fatti contestati sarebbero avvenuti il 13 ottobre 2024, in occasione di un battesimo della famiglia. Dopo la celebrazione, il bambino era stato invitato dal parroco a seguirlo in sacrestia per ricevere un dono, accompagnato dalla perpetua. Trascorsi circa dieci minuti, la madre si era recata a cercarlo e aveva trovato il figlio che le correva incontro allegro, con al collo un piccolo rosario di legno. Nelle settimane successive, nel mese di novembre, il bambino aveva fatto alcuni riferimenti ambigui a momenti trascorsi con il sacerdote, raccontando di un “semino nell’erbetta” e descrivendo il sapore amaro di un pomodoro che il prete gli avrebbe fatto mangiare, aggiungendo tuttavia che il parroco era buono e che non gli aveva fatto nulla, per poi addormentarsi tranquillo.
La madre, insospettita anche da alcuni cambiamenti nel comportamento del figlio, che sembrava essersi chiuso in sé stesso, aveva in un primo momento affrontato direttamente il sacerdote, accusandolo di condotte inopportune. La coppia aveva quindi deciso di rivolgersi alla psicologa, la cui segnalazione aveva avviato il procedimento penale.
La Procura aveva disposto la perquisizione dell’abitazione del sacerdote con conseguente sequestro di tutto il materiale informatico nella sua disponibilità. L’analisi forense, tuttavia, non aveva evidenziato alcunché di anomalo: nessun contenuto pedopornografico, nessun materiale sospetto, soltanto file di carattere religioso. Era stato inoltre acquisito il fascicolo personale del parroco presso la Diocesi competente, anche in questo caso senza riscontrare segnalazioni analoghe pregresse.
L’elemento decisivo ai fini dell’archiviazione è stato però rappresentato dall’esito della consulenza psicodiagnostica disposta dalla Procura sul minore, affidata a una specialista in neuropsichiatria infantile. La consulente, dopo aver esaminato anche i genitori del bambino, ha concluso che non si rilevano indicatori clinici riferibili a dinamiche traumatiche, evidenziando piuttosto una condizione generale di immaturità, già riscontrata in precedenti valutazioni specialistiche, che potrebbe essere stata accentuata da condotte iperprotettive e anticipatrici da parte dei genitori. La Pubblica Ministera ha sottolineato, nella propria richiesta, come non si possa escludere che la ricostruzione dei fatti operata dalla madre sia stata influenzata da vicende pregresse di cui la stessa donna sarebbe stata vittima.
All’esito delle indagini, il GIP ha condiviso integralmente le valutazioni della Procura, disponendo l’archiviazione e la restituzione degli atti.
Archiviato il caso contro il parroco: nessuna prova di abuso sul minore


















