Si faceva chiamare don Saverio. Un nome non molto diverso da quello reale, Silverio, ma comunque falso. È l’ultimo atto della vicenda a tinte fosche che fatto visto balzare il piccolo comune di Montù Beccaria agli onori delle cronache nazionali dopo il servizio della trasmissione Le iene in cui venivano intervistate due presunte vittime di don Silverio Mura, il sacerdote napoletano accusato di abusi sessuali ai danni di diversi adolescenti trasferito lo scorso anno in gran segreto proprio nella parrocchia di Montù, in una sorta di esilio tra i vigneti per sfuggire al clamore mediatico.
Diversi residenti, tra cui anche i genitori di bambini a cui il prete napoletano accusato di pedofilia ha fatto catechismo negli ultimi mesi, assicurano che al suo arrivo, l’anno scorso, era stato presentato come don Saverio e che tutti, compreso il parroco don Simone Baggio, erano all’oscuro dei trascorsi di don Silverio e delle pesantissime accuse a lui rivolte.
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