Occorrerà aspettare altri dieci giorni per entrare nel vivo del processo a don Michele Barone. L’interrogatorio del teste chiave, la sorella della piccola che avrebbe subito percosse e maltrattamenti «camuffati» da esorcismi, verrà sentita a fine mese. Cambiano i difensori del prete: all’avvocato Carlo Taormina subentrano i penalisti Maurizio Zuccaro e Camillo Irace. Che hanno chiesto i termini a difesa, ma non li hanno ottenuti, tuttavia il tribunale ha accordato il rinvio dell’interrogatorio della ragazza alla prossima udienza per consentire al nuovo collegio lo studio del voluminoso fascicolo agli atti. D’altro canto, l’escussione della sorella della vittima rappresenta il punto cruciale del processo: è stata lei a denunciare sia il sacerdote che i suoi stessi genitori, nonché il commissario di polizia Luigi Schettino, accusandoli di avere per più di un anno sottoposto a sevizie la ragazzina all’epoca dei fatti a malapena tredicenne.
Si è appreso con certezza, nel corso della breve permanenza in aula, che il sacerdote – detenuto dal giorno dell’arresto, nel febbraio scorso – è stato trasferito dal carcere di Vallo della Lucania a quello di Secondigliano. Gli avvocati non si sbilanciano, ma pare che il Dap abbia deciso di trasferire il prete in seguito a situazioni di pericolo che si sarebbero verificate nel penitenziario salernitano. Un piccolo giallo se si considera che in una trasmissione tv si è fatto riferimento a una lettera scritta dal prete, nella quale si parlava di minacce e altro, ma del manoscritto la polizia giudiziaria non avrebbe trovato traccia.
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