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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » belgio » Chat control: la proposta europea per spiare i messaggi e stanare i pedofili

Chat control: la proposta europea per spiare i messaggi e stanare i pedofili

I Paesi Ue sono chiamati a votare il regolamento che introduce un algoritmo in grado di intercettare i contenuti legati a pedofilia e pedopornografia tra le conversazioni private

Redazione WebNews by Redazione WebNews
13 Settembre 2025
in Cronaca e News
Reading Time: 2 mins read
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Un “Grande fratello” in grado di spiare tutte le chat, da WhatsApp a Telegram, per intercettare i contenuti pedopornografici e stanare i pedofili in Europa. Entro la giornata di oggi, venerdì 12 settembre, gli stati membri dell’Unione europea sono chiamati a votare il regolamento sul “Chat control”, la proposta che apre all’uso di un algoritmo sulle piattaforme di messaggistica.

Cos’è il Chat control
La proposta nasce dalla necessità di individuare in rete i contenuti legati a pedofilia e pedopornografia. Cosa prevede? In caso di via libera da parte di Parlamento e Commissione Ue, le società che forniscono software crittografati saranno obbligate a consentire una verifica preventiva sui contenuti alla ricerca di materiale dove si menzionano abusi su soggetti con meno di 18 anni di età. Sarà un algoritmo a occuparsi di bypassare la crittografia e intercettare l’eventuale illecito prima che il messaggio arrivi a destinazione.

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La misura mira a diventare un’arma “invisibile” per prevenire e contrastare gli abusi sui minori e la diffusione di materiale pedopornografico. Il Regolamento punta anche a creare un centro europeo sugli abusi, in cui far pervenire tutte le segnalazioni.

Messaggi “bloccati”: come funziona
Come dovrebbe funzionare questo sistema? In caso di messaggio intercettato dal Chat control, l’algoritmo verifica l’eventuale presenza di materiale illegale, analizzando tutti i contenuti audiovisivi, dalle immagini a video, note vocali e link esterni, delle tutte le chat più o meno note, WhatsApp, Telegram e Signal, anche in presenza di cifratura end-to-end. In caso di contenuto illegale, il sistema bloccherebbe in automatico la diffusione del messaggio, per poi segnalare il caso alle autorità.

Europa divisa: dubbi sulla sicurezza
Come riportato sul portale Fightchatcontrol, a promuovere l’iniziativa è stata la Danimarca, ma l’accoglienza non è stata la medesima per tutti i Paesi. A preoccupare gli esperti è soprattutto il grado di penetrazione dell’algoritmo nelle piattaforme di comunicazione, che potrebbe oltrepassare il velo della privacy che copre la corrispondenza tra messaggi privati.

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Otto Stati si sono opposti alla “stretta” sulle chat: Austria, Belgio, Germania, Lussemburgo, Repubblica Ceca, Finlandia, Paesi Bassi e Polonia. La Germania invece, dopo alcune titubanze, ha dato la sua approvazione. Ad appoggiare la proposta sono invece 15 Paesi, tra cui Italia, Francia e Spagna, mentre Estonia, Grecia, Romania e Slovenia risultano ancora tra gli “indecisi”.

Oltre alla potenziale erosione della crittografia end-to-end, della privacy e della sicurezza nelle comunicazioni digitali, il sistema rischia di avere un impatto negativo per l’elevato tasso di errore sul rilevamento degli abusi nei messaggi e nei file, a partire dai contenuti diffusi dagli utenti in modo consensuale.

https://europa.today.it/attualita/chat-control-proposta-algoritmo-spia-messaggi-privati-ue.html

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.