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Preti pedofili, le associazioni delle vittime contro Papa Francesco

Il mondo piange la morte di Papa Francesco. C'è però chi lo attacca per la gestione dello spinoso dossier abusi.

Rete L'ABUSO by Rete L'ABUSO
22 Aprile 2025
in NEWS e CRONACA LOCALE
Reading Time: 4 mins read
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L’accusa di alcune associazioni: “Contro gli abusi da Papa Francesco solo belle parole”

Gli occhi del mondo sono puntati sulla città leonina. Domani mattina la salma di Papa Francesco verrà traslata a San Pietro, dove i fedeli potranno renderle omaggio fino a venerdì. Sabato, invece, il funerale del pontefice argentino. Numerosi leader mondiali hanno già annunciato la propria presenza e non si contano gli attestati di affetto. Intanto fremono in curia i preparativi per il conclave che designerà il nuovo successore di Pietro.

C’è però chi di Papa Francesco tratteggia un ritratto meno lusinghiero. È il caso di alcune associazioni che rappresentano le vittime dei preti pedofili. A cominciare dalla Rete L’abuso – Sopravvissuti agli abusi sessuali del clero, che ha pubblicato ieri un comunicato redatto da Cristina Balestrini.

“Oggi alle 7.35 è morto Papa Francesco – si legge nella nota – Un Papa che ha parlato tantissimo di pedofilia, forse il pontefice che ne ha parlato di più, che ha scritto di più su questo tema. Ha fatto anche un Motu Proprio per ‘gestire’ gli insabbiatori, ovvero i Vescovi che hanno protetto i sacerdoti accusati di pedofilia. Grandi complimenti da tutto il mondo, sempre e comunque. Ma l’onestà intellettuale di approfondire queste infinite ‘parole o scritti’ non è stata colta da nessuno. Le voci ‘fuori dal coro’ sono scomode, non sono politicamente corrette. Nessuno ha osato dire che erano solo BELLE PAROLE”.

“Chiesa allo sbando attende un pastore che sappia davvero purificarla”

Dopo quest’attacco, sono seguiti i “ringraziamenti”, ovviamente caustici.

“GRAZIE per aver parlato tanto di pedofilia – dicono gli estensori – senza aver fatto nulla di concreto per contrastarla. GRAZIE per aver lasciato credere di essere vicino alle vittime dei preti pedofili, ma di non aver mai incontrato quelle ‘scomode’ che le avrebbero ricordato il fallimento del suo pontificato in questo ambito. GRAZIE per aver lasciato che le Diocesi si attrezzassero sul tema della pedofilia clericale, ovviamente in difesa dei preti pedofili e non delle vittime. GRAZIE per aver raccontato al mondo una bella favola su quello che la Chiesa starebbe facendo contro la pedofilia, illudendo i fedeli. GRAZIE per aver affrontato il tema dei Vescovi insabbiatori, senza aver preso alcun provvedimento concreto nemmeno davanti a prove inconfutabili”.

“GRAZIE – prosegue la denuncia dell’associazione – per aver tollerato che ogni Diocesi scrivesse di essere vicina ‘alla vittima e ai suoi familiari’ nel momento in cui un ‘caso’ usciva sui giornali, senza aver approfondito l’inutilità di tale frase perché totalmente scollata dalla realtà. GRAZIE per aver contribuito alla perdita della Fede di ogni vittima di prete pedofilo (e di questo ne risponderà davanti a Dio: la chiesa stessa – volutamente scritto minuscolo – che allontana i fedeli da Dio ha una responsabilità enorme!). GRAZIE per aver tollerato che nelle Parrocchie si diffondesse un clima di ostilità nei confronti delle vittime che avevano osato denunciare, prendendo sempre e comunque la difesa del prete o lasciando che si insinuassero dubbi sulla credibilità del denunciante”.

“GRAZIE per non avere avuto la minima idea della ferita profonda che ogni sua parola su questo tema ha provocato in ogni vittima – conclude il comunicato – GRAZIE per la sua totale sottovalutazione su questo tema, e per aver permesso che questa piaga si diffondesse sempre di più. GRAZIE per aver permesso il reintegro dei sacerdoti (i pochi che hanno scontato la pena) senza rendersi conto che ‘un pedofilo non guarisce’. Ci fermiamo qui. Preghiamo per Lei, Santo Padre, semplicemente perché ne ha un gran bisogno. E preghiamo Dio che conceda a questa Chiesa allo sbando un Pastore che sappia davvero purificarla”.

Dalla Nuova Zelanda: “Papato di Francesco è stato una tragedia”

Gli attacchi a Papa Francesco, ovviamente, non provengono solo dalla penisola. Particolarmente attiva in tal senso è la neozelandese Rete dei sopravvissuti agli abusi dei preti (Survivors Network of those Abused by Priests – SNAP).

In un articolo dall’eloquente sottotitolo, I sopravvissuti piangono la tragedia del papato di Francesco, SNAP punta i riflettori sia sull’imminente conclave che sul passato di Papa Francesco.

“Il prossimo papa – si legge – deve istituire una legge di tolleranza zero per gli abusi sessuali che escluda immediatamente dal ministero il clero e i leader che hanno occultato gli abusi e imponga una supervisione indipendente sui vescovi. Deve usare la sua autorità per attuare cambiamenti istituzionali fondamentali che pongano fine alla pratica sistematica degli abusi sessuali e al loro occultamento”.

Secondo SNAP, è fondamentale che il prossimo pontefice non abbia “precedenti di insabbiamento di abusi sessuali”. Per l’associazione neozelandese Papa Francesco non era esente da tale colpa. “A causa della sua storia di occultamento di abusi in Argentina, Francesco non ha mai avuto la credibilità necessaria per rivedere la gestione dei casi di abusi sessuali da parte del Vaticano”.

Una pratica, quella di occultare e insabbiare i casi di abusi, che Bergoglio avrebbe continuato, sempre secondo SNAP, nel corso del suo pontificato. L’elenco di episodi denunciati è in effetti inquietante, seppur limitato a quelli più eclatanti.

Nel mirino, oltre ai singoli casi, anche la strategia adottata complessivamente. Nonostante i proclami e le promesse di una svolta, spiega l’associazione neozelandese, “Nessuna delle riforme o iniziative di Francesco ha prodotto una vera e propria ‘tolleranza zero” verso gli abusi, né ha posto fine alla cultura di estrema segretezza e controllo che li rende possibili’.

https://www.italiareportusa.com/ultimissime/preti-pedofili-le-associazioni-delle-vittime-contro-papa-francesco/

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PRECISAZIONE

La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.  

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso