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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » emanuela orlandi » Emanuela Orlandi, secretata l’audizione dell’ex poliziotto Nicola Cavaliere: l’audio delle torture e perché è una figura chiave nel caso

Emanuela Orlandi, secretata l’audizione dell’ex poliziotto Nicola Cavaliere: l’audio delle torture e perché è una figura chiave nel caso

La Commissione parlamentare di inchiesta sul caso Emanuela Orlandi ha secretato l'audizione dell'ex capo della squadra omicidi di Roma, Nicola Cavalier

Redazione WebNews by Redazione WebNews
14 Marzo 2025
in Cronaca e News
Reading Time: 3 mins read
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È stata secretata l’audizione di Nicola Cavaliere davanti alla commissione parlamentare di inchiesta che indaga sul mistero della scomparsa di Emanuela Orlandi. A chiedere la secretazione è stato l’ex poliziotto che dirigeva la squadra omicidi di Roma, negli anni della sparizione della ragazza.

L’audizione
“Vi ringrazio della possibilità di venire a riferire su cose vissute – ha detto in una breve introduzione Cavaliere prima che la seduta fosse secretata -. Venni a Roma come capo della sezione omicidi e lo rimasi fino all’85, dopo divenni vice dirigente della squadra mobile di Roma con attività anti sequestro e nel ’90 capo della squadra mobile. Successivamente, sono stato questore a Imperia, Perugia, Torino poi di nuovo Roma nel 2000″. “Mi sono occupato della vicenda Orlandi anche dopo la omicidi – ha precisato Cavaliere -, sia nel periodo dell’anti-sequestro sia nel periodo della dirigenza della squadra mobile. E anche nel breve periodo in cui sono stato nella Criminalpol. Nel corso dell’incarico, non sono mai stato aggregato a un magistrato ma sono sempre stato un funzionario della questura di Roma che di volta in volta veniva incaricato di indagini oppure, se io lo ritenevo, effettuavo indagini”.

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Nicola Cavaliere e l’audio delle torture
Cavaliere, insieme agli agenti dei servizi segreti, fu tra i primi a cercare Emanuela Orlandi, trovando prove che oggi sono ancora tra i pochi ma fondamentali pezzi dell’impenetrabile mosaico. Uno di questi è la nota cassetta delle torture. Il nastro fu fatto ritrovare a un cronista dell’Ansa il 17 luglio 1983, in via della Dataria 4, a pochi passi da lì, sulla scalinata che porta al Quirinale. Sul Lato A c’è una voce maschile con accento straniero che legge un proclama. Sul Lato B c’è la voce di una ragazza che sta subendo delle molestie a intensità crescente. Il nastro arriva a Cavaliere la sera stessa del ritrovamento e, subito il poliziotto convoca il padre di Emanuela, Ercole Orlandi, per ascoltarlo insieme. Il messo papale dice che quella è la voce di sua figlia. Come sottofondo alle torture si sentono anche delle voci maschili ma nei verbali ufficiali non sono mai stati registrati dettagli su queste voci, un fatto che potrebbe indicare che siano state eliminate durante la trascrizione. Pietro Orlandi ha sempre sostenuto che il nastro originale fosse stato analizzato dal Sismi, il servizio segreto militare italiano, e che fosse stato accertato che la voce fosse quella di sua sorella. Tuttavia, all’epoca, le autorità rassicurarono la famiglia Orlandi dicendo che in realtà il nastro conteneva l’audio di un film porno. Ancora oggi, Pietro cerca la copia originale di quel nastro di cui si sono perse le tracce: ne resta solo un riversamento tagliato.

La commissione parlamentare
Intanto è di oggi la notizia di un nuovo consulente nella Commissione di inchiesta bicamerale che indaga sulle scomparse di Mirella Gregori e di Emanuela Orlandi: si tratta dell’ex magistrato Franco Ionta, esperto di terrorismo, dal 2008 al 2012 direttore del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Al nuovo consulente è stato rivolto a nome della Commissione, il saluto di benvenuto da parte del Presidente, il senatore Andrea De Priamo, all’inizio dei lavori della seduta. Intanto il vice presidente della commissione Roberto Morassut è intervenuto sulla scomparsa di Sabrina Minardi, la donna legata al criminale romano Enrico de Pedis che secondo i magistrati ha avuto un ruolo fondamentale nel sequestro della ragazza. Le parole del deputato: “La sua morte fa mancare una figura che avrebbe potuto essere importante per il lavoro della Commissione d’inchiesta sui casi Orlandi e Gregori, vere o meno che fossero state le sue rivelazioni di anni fa. In ogni caso noi andremo avanti con scrupolo e serietà. Personalmente trovo curioso che alla vigilia di importanti decisioni che la Commissione dovrà assumere siano riprese presunte rivelazioni di ogni tipo che riguardano la sorte di Emanuela. Credo che esista ancora oggi un’attività di depistaggio artigianale che sembra voler ancora condizionare la ricerca della verità”.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/03/13/emanuela-orlandi-secretata-laudizione-dellex-poliziotto-nicola-cavaliere-laudio-delle-torture-e-perche-e-una-figura-chiave-nel-caso/7912789/

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.