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Portale dell'Associazione Rete L'ABUSO | il-punto-della-rete-labuso » L’intervento di Francesco Zanardi – Il rimprovero degli attivisti al papa

L’intervento di Francesco Zanardi – Il rimprovero degli attivisti al papa

Francesco Zanardi by Francesco Zanardi
24 Maggio 2024
in Il punto della Rete L'ABUSO
Reading Time: 4 mins read
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*Questo testo potrebbe risultare sconnesso in quanto tradotto letteralmente dall’audio

Intanto, la Rete L’ABUSO è attualmente l’unica realtà che in Italia monitora quanto sta accadendo.

Ora senza spostarci troppo, poi arriviamo al caso di del Cardinale Sepe ma restiamo su quello di monsignor Gisana, la situazione italiana, il podcast la confessione svela ma in realtà quello che è il meccanismo classico solito, normale in Italia, di insabbiamento tant’è che Monsignor Gisana quando Nel 2020 Rugolo viene indagato, lo sposta a Ferrara, a Ferrara dove nessuno né Gisana, né il vescovo di Ferrara, prendono posizione in materia preventiva, ovvero noi troviamo Don Rugolo che Proietta i filmini con i bambini più piccoli, lo troviamo nell’agosto del 2020 che lui stesso, durante una messa dice ai fedeli che si assenterà 15 giorni con i più piccini per i campeggi.

 No cioè stiamo parlando di un prete Sotto indagine. Ora a prescindere che questo sia colpevole o innocente diciamo c’è un grosso sospetto no? c’è un’indagine. Diciamo che è in verosimile che quest’uomo possa essere stato mandato con dei bambini no? A fare un campeggio. Io credo che la situazione italiana, perché le regole poi del Vaticano sono le stesse in tutto il mondo, tuttavia va rilevato che mentre all’estero c’è un obbligo di denuncia Cioè ci sono degli interventi, c’è un monitoraggio dello Stato, in Italia Invece lo stato che è complice totalmente complice degli abusi sessuali che la chiesa commette in Italia, ha lasciato di fatto libero il Vaticano addirittura… Cioè ha lasciato gli imputati liberi di gestire l’affare pedofilia. Infatti in Italia Lo Stato come vedete puntualmente non interviene, come Antonio Messina ha raccontato il vescovo Gisana ha mentito durante il processo, è una cosa che normalmente chiunque di noi mente durante un processo viene ricusato e viene indagato. Invece qui puntualmente questa cosa non succede come appunto ripeto Antonio Messina ha detto anche qui la tutela non è stata nei confronti di Antonio ma è stata nei confronti del Prete imputato che adesso è condannato in primo grado e tuttavia voglio dire questo prete resta a piede libero. Le situazioni in Italia sono moltissime e questa è davvero esemplare e niente qui serve un intervento assolutamente dello Stato, se lo stato non interviene facendo rispettare le regole, di fatto le regole Qui non vengono rispettate, c’è da chiedersi dietro il motu proprio di Papa Francesco chi fa rispettare il motu proprio, esempio Gisana, restiamo sempre lì, ha secondo motu proprio, è colpevole di avere insabbiato.

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Ebbene chi interviene in Italia da parte della chiesa e da parte dello stato nei confronti di questo vescovo di fatto che ha insabbiato? Nessuno non interviene nessuno. Noi abbiamo avuto degli incontri con la Conferenza Episcopale Italiana, con i vertici e questo è un problema che loro diciamo non si pongono, non gli interessa gli sta bene Gli sta bene così. Di fatto l’Italia sta diventando negli ultimi anni soprattutto da quando è stato emesso proprio, sta diventando un collettore di pedofili da tutto il mondo, ci arrivano da qualunque nazione del mondo, vengono messi in Italia in parrocchie ed è verosimile che la chiesa, sicuramente almeno da dove li mandano, sicuramente sa di fatto, qua vengono rimessi insieme dei minori e puntualmente vengono di nuovo tutti poi tutti o quasi indagati per altri abusi sessuali.

Cioè quindi non c’è da parte della chiesa neanche un una concreta poi prevenzione ci sono delle linee teoriche che nessuno rispetta. Abbiamo chiesto alla Conferenza Episcopale Italiana perché è verosimile pensare che chi controlla i vescovi italiani sia la conferenza episcopale, invece la conferenza episcopale dice di no. Dice che deve essere il Vaticano a farlo, ora qui capite che il problema diventa grosso chi controlla i controllori? cioè di fatto abbiamo una serie di normative da parte della chiesa che potrebbero essere anche in un qualche modo utili e qui sottolineo che comunque serve sempre l’intervento dello Stato perché la chiesa non può controllare questa cosa.

Tuttavia malgrado potrebbero essere utili l’applicazione in Italia e purtroppo porta a questo risultato cioè una totale inutilità Anzi, una confusione perché gli stessi fedeli credono di avere i figli sicuri invece ignorano che la situazione è quella che poi è uscita nel podcast la confessione.

Grazie Francesco yes thank you so Zero tollerance in Italy Zero tolleranza in Italia zero tolerance zero toza Italia Zero

Aggiungo ancora una cosa in Italia io parlavo dello Stato che non interviene ma non interviene neanche nei confronti delle vittime dei preti non interviene nella tutela dei Minori ora le vittime dei preti quando subiscono l’abuso non hanno da parte della sanità pubblica non c’è una possibile assistenza non esistono dei centri dove viene trattata e rielaborata quella che poi è la patologia cioè la sindrome postraumatica da stress. La rete d’abuso proprio venerdì scorso grazie a CISMAI, è riuscita a aprire 16 punti di ascolto in Italia, in realtà sono di più sono 16 coordinamenti che coprono tecnicamente tutta Italia per riuscire a colmare diciamo questo vuoto sanitario in quanto qua le vittime non ricevono giustizia dallo stato non la ricevono Dalla Chiesa di fatto restano poi abbandonate cioè restano tutte prive di una qualunque assistenza.

Scusate Grazie Francesco

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Francesco Zanardi

Francesco Zanardi

Sopravvissuto agli abusi sessuali di un sacerdote, dal 2010 mi batto perchè non accada ad altri. Potevo ma non mi sono sentito di fare il giornalista, ho preferito rimanere un umile blogger, che vuole vivere degnamente la propria vita, illuminato dalla luce di una nobile causa. Fondatore e Presidente dell'unica Rete italiana di sopravvissuti agli abusi del clero, Rete L'ABUSO, riconosciuta dalle Nazioni Unite di Ginevra. Tra i fondatori di ECA Global, oggi presente in 42 paesi in quattro continenti.

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.