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Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero
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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » Alessandro Frateschi » Rete L’ABUSO NEWS – Edizione 10 del 11 novembre

Rete L’ABUSO NEWS – Edizione 10 del 11 novembre

Redazione WebNews by Redazione WebNews
11 Novembre 2023
in TG Tematico
Reading Time: 7 mins read
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Francesco Zanardi – Enna, Antonio Messina commenta le dichiarazioni di Papa Francesco

“Saluto il Vescovo di Piazza Armerina, Monsignor Rosario Gisana: bravo, questo Vescovo, bravo. È stato perseguitato, calunniato e lui fermo, sempre, giusto, uomo giusto. Per questo, quel giorno in cui andai a Palermo, ho voluto fare sosta prima a Piazza Armerina, per salutarlo; è un bravo Vescovo.”

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“A poche ore dalla requisitoria del pm e della discussione delle parti civili, nel processo al sacerdote Giuseppe Rugolo, accusato di violenza sessuale aggravata su minori, e che scaturisce dalla mia denuncia, la nota della sala stampa del Vaticano nella quale Papa Francesco tesse le lodi del vescovo di Piazza Armerina, Rosario Gisana, fa male oltre che fa pensare”. A parlare è Antonio Messina, il giovane che ha denunciato il sacerdote per le violenze subite.

“Questo vescovo – dice Antonio Messina – è lo stesso intercettato mentre parla con Rugolo e dice di avere insabbiato tutto”.

Antonio rinnova la sua richiesta di potere parlare con Papa Francesco.

Dona adesso Dona adesso Dona adesso

“Santo Padre mi rivolgo nuovamente a Lei per chiederle di ricevermi. Vorrei parlarle e raccontare, atti alla mano, cosa sta succedendo nella diocesi di Piazza Armerina. Se è vero che il processo al catechista di Gela si aprirà grazie alla perseveranza di due avvocati, quello di Enna si concluderà, con la sentenza il prossimo 10 gennaio”.

www.ennalive.it


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Ludovica Eugenio – Donne

“La violenza sulle donne è una velenosa gramigna che affligge la nostra società e che va eliminata dalle radici. E queste radici sono culturali e mentali, crescono nel terreno del pregiudizio, del possesso, dell’ingiustizia”.

Sondaggio anonimo Sondaggio anonimo Sondaggio anonimo

Così si esprime papa Francesco in un messaggio diffuso l’8 novembre dalla Sala Stampa vaticana, in occasione della campagna nazionale contro la violenza sulle donne organizzata da RAI Radio1 Gr1 e Cadmi D.I.Re “Un’onda lunga contro la violenza maschile sulle donne”,  d

“In troppi luoghi e troppe situazioni – dice il papa – le donne sono messe in secondo piano, sono considerate “inferiori”, come oggetti”.

Sono parole, queste del papa, che caratterizzano, in effetti, proprio la realtà femminile nella Chiesa, sempre idealizzata ma mai ritenuta degna di parità di diritti, come più volte sottolineato dalle associazioni cattoliche che si battono per questo.

“Quante donne sono sopraffatte dal peso e dal dramma della violenza!” prosegue il papa, Quante sono maltrattate, abusate, schiavizzate, vittime della prepotenza di chi pensa di poter disporre del loro corpo e della loro vita, obbligate ad arrendersi alla cupidigia degli uomini, prosegue il papa.

Dove c’è dominio c’è abuso! (…)

“È nostro dovere, responsabilità di ciascuno, dare voce alle nostre sorelle senza voce: le donne vittime di abuso, sfruttamento, emarginazione e pressioni indebite. Non restiamo indifferenti! È necessario agire subito, a tutti i livelli, con determinazione, urgenza, coraggio”.

Parole che stridono con la realtà delle vittime di abusi nella Chiesa, tra le quali numerose donne e religiose come quelle che accusano l’ex gesuita Marko Rupnik, che da anni chiedono invano al papa di essere ascoltate e riconosciute come persone degne di credibilità.

Fonte: bollettino Sala stampa vaticana


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Alessio Di Florio – Commissione Orlandi-Gregori è legge, contro il sit in della famiglia Claps si scatena “l’indignazione cattolica”

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Finalmente! Dopo otto mesi di rinvii continui e di attacchi il Senato ha votato per l’istituzione della commissione parlamentare d’inchiesta Emanuela Orlandi-Mirella Gregori. Due giorni consecutivi di rinvii, il 7 e l’8 novembre, potevano far temere che slittasse ancora il voto finale. Così invece non è stato. Ora la partita sarà l’istituzione effettiva e che questa Commissione sia libera di poter indagare a schiena dritta senza interferenze dello Stato estero più piccolo al mondo e di timori reverenziali. Sui tempi incombe il ritorno alla Camera della votazione per l’istituzione dell’altra commissione d’inchiesta, quella sulla gestione della pandemia, e il rischio è che quindi si slitti ancora di mesi. Alla vigilia il senatore Casini ha dichiarato che avrebbe votato no all’istituzione. «Al di là che in democrazia c’è la libertà di pensarla come si vuole, mi piacerebbe avesse anche il coraggio di spiegarci perché e’ contrario ad una Commissione che possa accertare la verità su una vicenda che va avanti da tanti anni» ha dichiarato Pietro Orlandi. Casini si è poi astenuto al momento del voto per “rispetto del dolore della famiglia”. Il dolore si rispetta restituendo finalmente giustizia e verità, smettendola con il seguire i diktat di chi per quarant’anni l’ha impedito e accertando la verità vera e reale. Ma per l’ex esponente del centrodestra berlusconiano, oggi centrosinistro, a quanto pare altra è la concezione.

Contro Pietro Orlandi e l’avvocato Laura Sgrò si era scatenata la primavera scorsa un attacco mediatico, politico e religioso fortissimo. Una potenza di fuoco che ha investito anche l’iter istitutivo della Commissione e che non appare molto diverso da quanto sta accadendo in questi giorni a Potenza. Domenica scorsa è stata riaperta la Chiesa della Santissima Trinità, lì dove fu ritrovato il corpo di Elisa Claps, nonostante le proteste della famiglia e di tantissimi cittadini. Un fiume di persone ha partecipato al sit in organizzato dalla famiglia di Elisa. Dopo poche ore è arrivato un comunicato della Diocesi in cui si lamentavano (loro) di quanto avvenuto e affermando che ci sarebbero stati insulti e, addirittura, sputi. Sulla pagina facebook di Avvenire in diversi hanno commentato riportando testimonianze positive della civiltà del sit in e di non aver visto nessuno sputare. Dopo questo comunicato sono arrivati altri dai vescovi della zona, da associazioni cattoliche e si è scatenato un attacco fortissimo. Secondo lor signori il sit in doveva essere silenzioso, quello manca già da trent’anni sulla scomparsa e sull’assassinio di Elisa Claps, e hanno fatto riferimento addirittura a mancanze di rispetto. Quello che sicuramente manca da trent’anni nei confronti di Elisa Claps e della verità e della giustizia sul suo assassinio.

(fonte: profilo facebook Pietro Orlandi, Domani, Avvenire)


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Pierelisa Rizzo – Richiesta di rinvio a giudizio per l’ex cappellano militare Salvatore Cunsolo

Siracusa- Richiesta di rinvio a giudizio dalla procura di Siracusa per violenza sessuale su minori per l’ex cappellano militare Salvatore Cunsolo, 67 anni.  Il religioso era stato già sospeso dallo stato clericale, la scorsa estate dal vescovo di Piana degli Albanesi, dove il cappellano era incardinato.. Le indagini erano scaturite dalla denuncia di un giovane di Francofonte, oggi maggiorenne, che ha raccontato alla squadra mobile di Siracusa le violenze subite dall’età di nove anni fino ai 18 anni. Il giovane prima di rivolgersi alla polizia aveva denunciato i fatti al Vescovo di Siracusa, Francesco Lo Manto che ha avviato il processo canonico tuttora in corso. Cunsolo, all’epoca dei fatti era sacerdote della chiesa Madre di Francofonte. Ed è li che, approfittando della fragilità del ragazzino, rimasto orfano da bambino , si sarebbero verificati prima gli abusi e poi le violenze vere e proprie. L’udienza preliminare è fissata per il prossimo 16 gennaio 2024.

Fonte Ansa


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Antonio Messina – Si allarga l’indagine su Alessandro Frateschi

Si allarga l’indagine su Alessandro Frateschi, il diacono pontino agli arresti domiciliari dal luglio scorso con l’accusa di violenza sessuale su minori, dopo la segnalazione giunta alla Procura di Latina della garante per l’infanzia e l’adolescenza Monica Sansoni, che nel tempo aveva raccolto le confidenze di alcuni studenti del capoluogo. Il cinquantenne, infatti, era anche insegnante di religione al Liceo Scientifico “Majorana” di Latina, e avrebbe abusato di alcuni giovani dell’istituto scolastico, oltre che di un minore vicino alla sua famiglia. Dalle testimonianze raccolte dagli inquirenti, emergerebbe che Frateschi avrebbe mostrato un video avente ad oggetto rapporti sessuali con un sacerdote, con il fine di convincere le vittime a consumare rapporti con lui. Un sacerdote che non sarebbe stato estraneo ai minori adescati, in quanto la conoscenza diretta del presbitero ripreso nell’atto di compiere atti sessuali con il diacono, avrebbe giustificato il compimento degli stessi anche da parte delle vittime. Per gli investigatori il caso si inserirebbe in una rete più ampia di pedofilia che coinvolgerebbe case famiglia, parrocchie e scuole, con un sistema di protezione radicato anche tra insospettabili, che avvicinavano le vittime convincendole a ritirare le denunce con atti intimidatori. Frateschi, inoltre, avrebbe avuto contatti con un ex dirigente dell’Azione Cattolica, tale Mirko Campoli, anch’egli accusato di violenza sessuale aggravata su due minori, a lui affidati in un campo scuola.

Repubblica


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Federico Tulli – Chi è il pedofilo?

Chi è il pedofilo? Lo abbiamo chiesto questa settimana al professor Andrea Masini, psichiatra e psicoterapeuta, direttore della rivista scientifica Il sogno della farfalla e docente della scuola di psicoterapia dinamica Bios Psiché

Il pedofilo ha una patologia psichiatrica gravissima che però può essere “compresa” in senso scientifico come un disturbo di personalità, tipo psicopatia. I pedofili sono degli psicopatici, sono dei malati che mettono insieme una grave malattia e una lucidità di comportamento propria dei criminali. E con lucidità scelgono le vittime, consapevoli del reato che compiono e dei rischi che possono correre. Nell’Ottocento li chiamavano “criminali nati” ma oggi sappiamo che psicopatici si diventa, non ci si nasce. A volte, nel caso dei pedofili, sono delle persone abusate a loro volta da bambini. In loro c’è una catena di malattia, di dolore e di delinquenza molto marcate.

Per quanto riguarda i preti pedofili, le gerarchie ecclesiastiche hanno sempre detto che si tratta di casi isolati. Numeri scioccanti invece sono emersi anche dalle recenti inchieste in Francia e Spagna. Qualche migliaio di preti coinvolti, decine di migliaia di vittime.

Ma no! Si tratta di una prassi criminale diffusa che evidentemente si lega in qualche modo alla cultura cattolica e all’organizzazione della Chiesa cattolica. La serialità sottolinea drammaticamente l’aspetto criminale della malattia mentale. Non riescono a fermarsi. O li ferma la magistratura o non riescono a fermarsi. In questo misto di criminalità e di patologia. Loro hanno perduto l’infanzia. In questo modo criminale vorrebbero ricostruire un rapporto con l’infanzia che hanno perduto. È una dinamica violentissima. Così come lo stupratore delle donne vorrebbe creare un rapporto con le donne ma lo fa in un modo violentissimo e criminale.

A proposito di “cultura” religiosa, ancora oggi lo stupro subito da un bambino, per la Chiesa, dal papa in giù, è considerato ed è trattato innanzitutto come un peccato.


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