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Portale dell'Associazione Rete L'ABUSO | world » news » NON C’E’ NULLA DI MALE

NON C’E’ NULLA DI MALE

Federico Tulli by Federico Tulli
10 Novembre 2023
in Cronaca e News
Reading Time: 3 mins read
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Mi occupo ormai da oltre 20 anni di casi di violenza su bambini e donne nella Chiesa cattolica.
Collaboro dal 2011 con la Rete L’Abuso, l’unica associazione italiana che si occupa di tutela dei diritti delle vittime di pedofilia clericale.
Faccio parte di Italychurchtoo , un coordinamento di associazioni, giornalisti, attivisti e semplici cittadini che pretendono una concreta azione di contrasto e prevenzione della pedofilia e delle violenze di genere nella Chiesa italiana.

Ho scritto 5 libri in 13 anni su questi temi, l’ultimo a febbraio 2023, ho svolto decine di inchieste e approfondimenti pubblicati in gran parte su Left e diversi anche su MicroMega solo per citare alcuni esempi. Sono stato intervistato come esperto sul “caso Italia” da decine di giornali e testate giornalistiche radiofoniche e televisive (quasi tutte straniere).

Ho dato il mio contributo a uno dei più grandi network televisivi del mondo che ha realizzato un importantissimo documentario sulla situazione nel nostro Paese seguendo gran parte dei miei suggerimenti, le mie indicazioni, ascoltando le fonti che indicai durante e dopo un’intervista nella mia redazione (poi fu tagliata dal doc e non mi citarono, vabbè, ognuno ha il suo stile…).

Grazie al prezioso archivio di Rete L’Abuso e al suo portavoce Francesco Zanardi ho realizzato la prima indagine giornalistica permanente in Italia sui crimini all’interno della Chiesa cattolica.
Ho potuto accertare che dal 2000 sono oltre 120 i sacerdoti condannati in via definitiva e almeno altrettanti messi sotto inchiesta o attualmente sotto processo.

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Le vittime accertate sono oltre 540 ma sono certamente migliaia di più, purtroppo, perché tra i preti criminali condannati ce ne sono numerosi responsabili di pedopornografia online, un orrendo mercato nel mercato di morte e distruzione della salute psicofisica delle piccole vittime.

Con i colleghi di tutto il mondo che si occupano di queste cose – credenti e atei – siamo concordi nel ritenere che siano migliaia i sacerdoti che il Vaticano e la Chiesa italiana non abbiano mai segnalato, men che meno consegnato alla magistratura italiana.

Va detto che nessun governo italiano ha mai fatto pressione per ottenere collaborazione, violando in questo modo la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e la Convenzione di Lanzarote.

Perché la sinistra non si ribella a questo stato delle cose? Perché il centro-sinistra non ha mai alzato nemmeno un sopracciglio di fronte a vicende che lacerano in profondità il tessuto sociale lasciando macerie per decenni?

Perché nel resto del mondo a tradizione cattolica hanno indagato e stanno indagando e in Italia no?

È successo in Irlanda, Spagna, Portogallo, Stati Uniti, Francia etc, perché non può accadere nel nostro Paese?
Non si tratta forse di una battaglia di civiltà?
Dal 2018 su Left, sulla base del mio lavoro, per primi chiedemmo la realizzazione di una Commissione parlamentare d’inchiesta.
E sin dal 2006 abbiamo chiesto la revisione dell’articolo 4 del Concordato poiché intralcia pesantemente l’esercizio dell’azione penale nei confronti di sacerdoti indagati.

Ma in tutti questi anni non mi sono limitato a fare cronaca e a condurre una battaglia politica.

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Il mio principale impegno è consistito nel dar voce ai senza voce, le vittime sopravvissute agli stupri, alle violenze, agli abusi, all’isolamento, ai pre-giudizi, alla vergogna indotta dalla mentalità religiosa e patriarcale che “assolve” sempre lo stupratore e punta il dito sulla vittima che osa ribellarsi al sopruso.

Ho sempre cercato però anche di spiegare a chi legge cos’è la pedofilia, chi è il pedofilo, in quale ambiente si muove, perché il prete in particolare riesce spesso a sfuggire a chi dovrebbe intercettarlo e impedire che agisca, perché il prete in particolare spesso riesca a sfuggire alla giustizia laica italiana.

Per rispondere a queste domande mi sono avvalso della collaborazione e della competenza di magistrati, storici, psichiatri, psicoterapeuti, forze dell’ordine, sociologi, insegnanti, politologi e così via.

Ebbene, tutto questo non è servito rendermi impermeabile a notizie come quella che vedete nella foto. Eppure dovresti essere abituato, qualcuno penserà.

No, non ci si abitua mai all’orrore di questo crimine seriale contro gli esseri umani più indifesi, che la Chiesa cattolica è incapace di contrastare perché non lo vede per quel che è e crede ancora che sia un peccato di lussuria, agendo di conseguenza.

La violenza pedofila equivale a un omicidio psichico. Distrugge la vitalità di chi la subisce, lede nel profondo la possibilità di realizzazione della sua identità.

Non è un caso che molte vittime si suicidino, diventino alcolisti o tossicodipendenti. Non è un caso che chi sopravvive impieghi anche 30 anni prima di riuscire a ritrovare la fiducia in qualcuno e a parlarne pubblicamente per denunciare quanto subito da “ragazzino” o “ragazzina”.

Lo stupro sarebbe un peccato, un’offesa a dio e alla morale? Vergognatevi.

E nemmeno mi abituo e accetto l’idea che lo Stato italiano abbia incredibilmente delegato alla Chiesa di indagare su se stessa. Autorizzandola pertanto ad autoassolversi.

Perché, come dice Bergoglio, il papa tanto rivoluzionario (!?!), la pedofilia è colpa del diavolo.

Bravi, continuate così. “Non c’è nulla di male”.
I “ragazzini” ringraziano

https://federicotulli.substack.com/p/non-ce-nulla-di-male
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Federico Tulli

Federico Tulli

Federico Tulli è giornalista professionista. Per anni firma di Left sin dalla sua fondazione nel 2006, prima come collaboratore fisso e poi come redattore, ha scritto articoli per numerose testate italiane e internazionali (tra cui MicroMega, Avvenimenti, Sette, Globalist, Cronache laiche, Adista, Critica liberale, Brecha, etc). Per L’Asino d’oro edizioni ha pubblicato i libri: “Chiesa e pedofilia” (2010), “Chiesa e pedofilia, il caso italiano” (2014) e “Figli rubati. L’Italia, la Chiesa e i desaparecidos” (2015). Nel 2018, insieme a Emanuela Provera, ha pubblicato “Giustizia divina” (Chiarelettere). Nel 2020, per “I libri di Left”, ha pubblicato “Cosa ci ha insegnato la pandemia”, e nel 2023 “La Chiesa violenta” (Ed90). Ad aprile 2023 è uscito un suo saggio dal titolo “Informazione e Intelligenza artificiale: quale futuro per il giornalismo?” nel libro, a cura di Andrea Ventura, “Pensiero umano e intelligenza artificiale. Rischi, opportunità e trasformazioni sociali” (AA.VV., L’Asino d’oro ed.). Nel 2022 Tulli ha ideato e realizzato per Left “Spotlight Italia”, la prima indagine giornalistica permanente sui crimini nel clero italiano, e fa parte di #ItalyChurchToo, coordinamento italiano delle associazioni contro gli abusi nella Chiesa cattolica in Italia. Contatti: [email protected] [email protected]

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.