Il primo round va alla Chiesa Nessun danno per pedofilia

Zanardi: “faremo appello” intanto prepara la sua battaglia, un altro magistrato ha disposto la perizia

Il primo atto va alla Chiesa. Il giudice civile Luigi Acquarone ha infatti rigettato l’istanza avanzata da una presunta vittima dell’ex prete Nello Giraudo per una richiesta danni di 602 mila euro alla diocesi di Savona e allo stesso ex prete.

Vicenda prescritta, secondo il giudice che ha preso una strada differente rispetto a quella del collega Stefano Poggio chiamato ad esaminare una pratica simile avanzata dal presidente della Rete l’Abuso, Francesco Zanardi.

A dire il vero all’inizio erano cinque le presunte vittime che volevano chiedere i danni alla Chiesa, ma tre hanno preferito attendere di vedere come sarebbero evolute le altre cause.
Luigi Acquarone avrebbe infatti ritenuto intervenuta la prescrizione di cinque anni dal momento in cui la presunta vittima di violenza avrebbe avuto contezza delle conseguenze degli abusi.

Ed è questa la divergenza tra i due magistrati. Anche Zanardi sarebbe stato vittima di abusi da parte di Nello Giraudo ed avrebbe presentato il conto alla Chiesa. Per questo secondo caso però il giudice ha disposto una perizia ad un consulente tecnico che possa chiarire l’esatto momento in cui la vittima si è resa conto dell’accaduto.

“Non ho ancora parlato con il mio cliente ma presenteremo sicuramente appello” sottolinea Francesca Rosso difensore della vittima. “Appello sicuro” tuona Zanardi della Rete l’Abuso. “Denunci il danno quando prendi convinzione con i fatti” aggiunge Francesco Zanardi.

E due sono i passaggi chiave della vicenda che in un caso ha avuto conclusione: la denuncia del fatto (avvenuta nel 2010 a fronte del presunto abuso consumato nel 1994) e la richiesta di messa in mora da parte della Rete L’Abuso avvenuta nel 2014. “Un atto che avrebbe interrotto la prescrizione – spiega l’avvocato Rosso – Ci sono pronunce di nuova cassazione che ci darebbero ragione e una perizia del dottor Panza nel 2015 avrebbe ribadito i disagi subiti dal mio cliente. Che ora lavori ed abbia intrapreso una vita normale non è certo dirimente”.

Ovviamente soddisfatti in Diocesi. “Nessuno brinda o festeggia – ammette l’avvocato della Chiesa, Simone Mariani – Però noi abbiamo negato ogni responsabilità e tanto meno c’è stata prova dei fatti. Il giudice ha accolto il tema della prescrizione da noi proposto. Sono stati riscontrati più elementi che hanno portato a considerare prescritto il diritto dell’attore”.

Tra le parti in causa ci sono anche le parrocchie di Spotorno e Calice (dove si sarebbero consumati gli abusi) e se quest’ultima è uscita, Spotorno deve attendere la conclusione della causa intentata da Zanardi.

Giovanni Ciolina, IL SECOLO XIX Savona 17-11-20

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