Pedofilia, per il cardinale Pell ora arriva una denuncia civile

Il cardinale australiano George Pell, condannato a sei anni per pedofilia e alla sbarra in un processo d’appello, è stato accusato pure di coperture

Giuseppe Aloisi

Il cardinale australiano George Pell dovrà difendersi da ulteriori accuse relative a presunte coperture su abusi ai danni di minori.

L’alto porporato, già prefetto della Segreteria per l’economia del Vaticano, è impegnato in un processo d’appello nella sua nazione di origine. Il procedimento – come ricorderete – è successivo a una condanna in primo grado a sei anni per pedofilia, ma quella non è l’unica circostanza giudiziaria in cui questo consacrato è destinato a essere chiamato in causa.

È di poche ore fa, infatti, una notizia riportata pure dall’Agi secondo cui l’alto ecclesiastico dovrà rispondere anche rispetto a casi, tutti ancora da verificare, d’insabbiamento. La vicenda dell’uomo che papa Francesco aveva scelto come “ministro dell’Economia” della Santa Sede pare indirizzata verso altre complicazioni: una battaglia processuale è già in corso, mentre un’altra, quest’ultima, avrà luogo in sede civile.

Sono due vicende distinte per gravità e merito. La denuncia civile riguarda il fatto che George Pell, quando era incaricato come presule in Australia, avrebbe consentito ad alcuni sacerdoti accusati di abusi sessuali di cambiare diocesi. Si parla pure di “scuole”. E questo nonostante la presunta consapevolezza che George Pell avrebbe avuto del quadro accusatorio di quei consacrati.

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