Sullo scandalo McCarrick spunta un report del segretario che pubblica le lettere dell’ex cardinale predatore: confermano che fu posto sotto restrizioni nel 2008 e testimoniano che l’arcivescovo di Washington, Wuerl, sapeva; e che McCarrick protestò cercando in tutti i modi di eludere le restrizioni con la complicità di Wuerl. Quel materiale deve essere alla Congregazione dei vescovi. Perché allora il cardinale Ouellet non ne ha fatto menzione nel suo attacco a Viganò? E perché anche ieri – in un’intervista – il Papa ancora diceva che sul suo conto non sapeva nulla?
Un rapporto di dieci pagine di quello che è stato il segretario personale di Theodore McCarrick per un anno, e che in seguito l’ha servito come segretario a Roma per diciannove anni, getta una luce ulteriore sulla vicenda, e conferma la veridicità di quanto affermato dall’arcivescovo Carlo Maria Viganò nella sua testimonianza dell’agosto scorso (LEGGI QUI IL DOSSIER). E a questo proposito c’è da registrare la prima risposta fornita dal Pontefice regnante sul colloquio avuto con mons. Viganò il 23 giugno 2013. Lo ha fatto proprio ieri a Valentina Alazraki, di Televisa: ha detto “Su McCarrick non sapevo niente, ovviamente, niente, niente. L’ho detto molte volte, non sapevo niente, nessun’idea”. E alla collega messicana ha detto ancora, su Viganò: “Non ricordo se mi ha parlato di questo. Se è vero o no. Nessun’idea. Ma sapete che di McCarrick non sapevo nulla. Se no, non sarei rimasto tranquillo, giusto?”.
Support authors and subscribe to content
This is premium stuff. Subscribe to read the entire article.










