di Mirko Bellis – L’arcivescovo di Malta, Charles Scicluna, ha adottato la linea della “tolleranza zero” nei confronti dei preti pedofili. Una posizione ribadita anche in occasione dell’incontro “La protezione dei minori nella Chiesa” svolto in Vaticano il mese scorso. “Una persona che costituisce un rischio per i minori – ha dichiarato Scicluna – non può essere nel ministero”. Per don Felix Cini, però, questo precetto sembra non valere. Nel 2004, il prete di origini maltesi è stato condannato a Grosseto a due anni e sei mesi per molestie sessuali nei confronti di 17 bambini e il possesso di video pedopornografici.
Dopo un passaggio problematico in una parrocchia in Molise e un periodo di “riabilitazione” in un convento, nel 2014 il sacerdote è tornato a Malta. Nonostante le restrizioni imposte dalla Chiesa, l’anno scorso ha celebrato la Pentecoste dove ha persino guidato in processione diversi bambini nella loro prima Comunione. E non sarebbe stato un caso isolato: una fonte locale consultata da Fanpage.it, infatti, ha confermato che padre Felix continua a vestire l’abito talare nella parrocchia di Cospicua, sua città natale.
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