La procura della Repubblica di Lione non ha chiesto alcuna condanna nei confronti del cardinale Philippe Barbarin, da lunedì alla sbarra con altri cinque responsabili della Chiesa cattolica, con l’accusa di omessa denuncia di violenze sessuali su minori. Secondo il Pubblico ministero parte dei fatti sono prescritti e altri non sono stati accertati a sufficienza. La difesa delle vittima degli abusi, liquida la posizione del Parquet come “una opinione come le altre, non è certo il Vangelo… e non deve diventare un coro”, dice ai giornalisti un avvocato.
La decisione di non chiedere condanne segue l’indicazione della procura che nel 2016 propose di archiviare il caso. Le 6 persone costituitesi parte civile furono vittime delle molestie e violenze da parte del sacerdote Bernard Preynat. “Quando il cardinale Barbarin sostiene che solo nel 2014 capì l’ampiezza e la gravità di questi atti… mentre in realtà ne era a conoscenza sin dal 2010, quando erano evidenti sia il numero delle vittime che la natura sessuale di tali atti… quando ha detto al quotidiano La Croix, due mesi dopo aver incontrato padre Peynat, di sentirsi molto vicino all’incommensurabile sofferenza delle vittime… ora non può dirci che aveva capito tutto solo nel 2014… per me è una menzogna”.
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