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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » Ali Agca » Otto domande su un mucchietto di ossa

Otto domande su un mucchietto di ossa

Redazione WebNews by Redazione WebNews
1 Novembre 2018
in Cronaca e News
Reading Time: 3 mins read
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Sappiamo solo che sono di una donna. I ritardi nelle comunicazioni e l’irritazione del Vaticano per il collegamento con la scomparsa di Emanuela Orlandi

By Maria Antonietta Calabrò

Le ossa ritrovate lunedì sera, 29 ottobre sembrano gettare di nuovo nella tempesta il Vaticano. Appena acquietato il caso dell’ex nunzio negli USA Viganò, sulla pedofilia, ecco che una Halloween pagana si abbatte su Roma quasi voler ricacciare indietro la festa cristiana di Ognissanti, coinvolgendo un’altra nunziatura, quella in Italia, nel cuore di Roma.

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Quelle ossa scoperte durante una ristrutturazione in una pertinenza di Villa Giorgina pongono molte domande. Soprattutto adesso che il bacino dello scheletro si è rivelato essere quello di una donna.

1) La prima: perché il Vaticano ha aspettato tanto a rendere noto il ritrovamento: da lunedì alle 22,20 di martedì, e solo dopo un’ora e dieci che la notizia era divenuta pubblica campeggiando su tutti i siti di informazione, che davano conto di un forte collegamento diretto tra le ossa scoperte e la vicenda di Emanuela Orlandi (innanzitutto) e di Mirella Gregori entrambe scomparse nel 1983. Sono passati quasi due giorni, dunque dal ritrovamento, perché la Sala Stampa potesse diramare un comunicato: nonostante fosse facilmente prevedibile l’impatto del caso, visto anche il coinvolgimento della Procura di Roma, che procede per omicidio.

2) La seconda domanda strettamente collegata alla prima è: si è trattato del ritrovamento casuale di quattro operai, o qualcuno ha fatto ritrovare le ossa? O ancora: ci sono stati indizi che hanno portato a scoprire quelle ossa in Nunziatura? E solo allora, visto che la Nunziatura come è noto gode dell’extraterritorialità, la giustizia italiana è stata ‘chiamata’ dal Vaticano? Nei prossimi giorni e settimane le analisi biologiche cercheranno di stabilire a chi appartengono le ossa e a quando risale la morte e per quali cause. Squadra mobile e Procura daranno il loro verdetto e la Procura interrogherà i quattro operai.

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3) In Vaticano si è registrata una sensibile irritazione per il collegamento diretto tra il ritrovamento e la scomparsa di Emanuela Orlandi (dopo che nel 2016 una nuova inchiesta giudiziaria che coinvolgeva anche il rettore della Chiesa di Sant’Apollinare, don Vergari, era stata archiviata dalla Cassazione). E’ stato fatto filtrare che nel giardino della Villa c’era in antichità un cimitero e altri reperti erano affiorati già in precedenza. Perché non dirlo subito?

4 ) Proprio lunedì 29 c’è da registrare un’intervista della sorella di Mirella Gregori a Radio Cusano Campus. Un’ intervista in cui affermava che avrebbe lottato strenuamente per conoscere la verità sulla sorella, invitando chi sa a parlare, anche in forma anonima, in modo da accertare la verità. Già nello scorso settembre la famiglia Gregori è tornata a chiedere chiarezza, sottolineando la convinzione che il destino delle due ragazze non è stato comune. Fu l’attentatore del Papa Giovanni Paolo II Ali Agca a stabilire un nesso tra i due casi. Qualcuno in questi due mesi si è fatto vivo, rispondendo all’appello della famiglia Gregori, e dando qualche indicazione?

5) Il nesso tra la Nunziatura italiana e il caso Orlandi, è a livello giornalistico una vecchia suggestione e risale già al 2012 cioè ai tempi dell’arresto di Don Vergari. Si scrisse allora che don Vergari che diede sepoltura nella Chiesa di Sant’Apollinare al boss della banda della Magliana De Pedis, nel ’91 sarebbe stato trasferito alla Nunziatura apostolica presso l’Italia, al seguito di un presunto Nunzio reggente, con cui era in contatto in quanto quest’ultimo era stato il cappellano del carcere romano di Regina Coeli. Nulla di tutto ciò invece è avvenuto. Come ha accertato Huffpost, Don Vergari ha lavorato nella Segnatura (non Nunziatura) apostolica dal 1970 fino all’anno 2000. C’era in quella indicazione sbagliata, un segnale già allora? Oppure si è trattato di un grossolano errore? Ce lo dirà la Polizia scientifica se sapremo che le ossa sono della Orlandi.

6) Visto che Don Vergari ha sempre sostenuto di aver conosciuto De Pedis in carcere, quando andava ad aiutare l’allora cappellano del carcere romano, si può ritenere che fu in carcere che si instaurò una specie di trattativa per ‘risolvere’ il caso Orlandi, in modo che non si creasse un enorme scandalo?

7) Se ci sarà una svolta nella vicenda Orlandi, essa ha a che fare con il fatto che i protagonisti dell’inchiesta archiviata nel 2016 non potranno più essere perseguiti in base al principio giuridico del “ne bis in idem” (non si può essere sottoposti a processo due volte per gli stessi fatti)? Come se ci fosse stata una maggiore libertà di fornire dichiarazioni, magari in altre inchieste diverse aperte dalla Procura di Roma?

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8) Rompendo per la prima volta una tradizione consolidata Papa Francesco ha scelto di non inviare un suo nunzio italiano in Italia. Il nuovo nunzio è uno svizzero, forse per allentare legami troppo stretti con le vicende italiane. Anche questo ha aumentato la libertà di trattare vicende oscure legate all’Italia?

https://www.huffingtonpost.it/2018/10/31/otto-domande-su-un-mucchietto-di-ossa_a_23577220/

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.