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Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero
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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » Angelino Alfano » Uno Stato così poco Sovrano che i cittadini reclamano i propri diritti costituzionali al Sovrano di uno Stato estero

Uno Stato così poco Sovrano che i cittadini reclamano i propri diritti costituzionali al Sovrano di uno Stato estero

Francesco Zanardi by Francesco Zanardi
16 Maggio 2018
in Il punto della Rete L'ABUSO
Reading Time: 3 mins read
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Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un susseguirsi di scandali che hanno coinvolto la chiesa cattolica, in tutto il mondo, per l’impunità e per le coperture che questa ha sistematicamente, fornito ai preti pedofili. Dagli Stati Uniti dove abbiamo visto fallire intere diocesi per indennizzare le vittime, allo scandalo Irlandese dove lo Stato ha assunto posizioni forti contro la chiesa, a quello australiano dove la giustizia non si è fatta remore nel mettere alla sbarra uno dei potenti del C9, il cardinale George Pell che, sostenuto dalla diocesi, ha persino avuto la sfrontatezza di avviare una colletta per pagarsi il prestigioso team di avvocati che lo difende.

C’è poi il caso argentino di don Nicola Corradi, che coinvolge direttamente papa Francesco e che, poche settimane fa, ha visto le vittime denunciare alla magistratura proprio coloro che il Vaticano aveva inviato per fare luce sul caso, formalmente accusati di reticenza. Poi il caso cileno che sembra essere diventato un bel grattacapo per Bergoglio che, questa volta, non se la cava con qualche pubblica scusa di circostanza, no: vittime ed opinione pubblica hanno apprezzato le scuse ma pretendono anche i fatti concreti.

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Tutti casi dove vediamo una forte presenza delle istituzioni, dei media che informano e sensibilizzano l’opinione pubblica, la quale reagisce e non si limita ad indignarsi, ma si unisce alle vittime chiedendo atti concreti al Governo e alla chiesa.

L’Italia, invece, dal Quirinale in giù ha poco da essere fiera, e gli italiani poco da rallegrarsi.

Noi possiamo ricordare un tristissimo Giorgio Napolitano, con Governo a seguito, che nel 2010, dimenticandosi dei cittadini italiani vittime dei sacerdoti, offrivano la loro solidarietà al papa per quella che definirono  «la inqualificabile campagna diffamatoria contro la Chiesa e il Papa».

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Sempre nel 2010, ricordiamo l’ispezione ordinata dall’allora guardasigilli Angelino Alfano nell’ufficio  procuratore di Milano Pietro Forno, che si era permesso di denunciare le coperture da parte delle autorità ecclesiastiche.

Sempre nel 2010, troviamo un Rocco Buttiglione all’attacco della Procura della Repubblica di Savona, a suo dire troppo severa con don Luciano Massaferro, poi condannato in terzo grado a otto anni.

Dopo il 2010, viste le decine di casi che emergevano anche in Italia, Istituzioni e politica prendono le distanze e preferiscono non mettersi più in discussione e… vedendo il tenore del pregresso, c’è da dire che almeno qui l’abbiamo scampata.

Certo l’assenza delle istituzioni, della politica e l’informazione spesso distorta, ha creato una certa confusione negli italiani che, smarriti, si ritrovano a implorare le proprie garanzie costituzionali addirittura al capo di quello Stato estero che li ha costretti vittime, quello stesso Stato che, ai tempi di Wojtyla, fu accusato e condannato perché insabbiava i casi e trasferiva i preti permettendogli di continuare ad abusare e che, 18 anni dopo, continua a fare quello che faceva ai tempi di Wojtyla… ma la disperazione dei cittadini in cerca di giustizia, di fronte alla latitanza dei governi che si sono susseguiti in questi anni, è tale da trovare, come unici interlocutori, i propri carnefici.

Uno Stato tanto poco Sovrano da non provare vergogna nemmeno nel vedere i propri cittadini costretti a supplicare i diritti che la costituzione garantisce, al Sovrano di una monarchia assoluta che a discrezione, deciderà se concedere o meno la grazia.

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Zanardi

Consiglio la lettura di “Messe nere sulla riviera ligure”, fatti degli inizi del 900 quando dietro lo scandalo dei Salesiani di Varazze (Liguria) con i pochi e scarsi mezzi di informazione dell’epoca, l’Italia insorse da nord a sud in una sorta di guerra civile.

Messe nere sulla riviera ligure

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Francesco Zanardi

Francesco Zanardi

Sopravvissuto agli abusi sessuali di un sacerdote, dal 2010 mi batto perchè non accada ad altri. Potevo ma non mi sono sentito di fare il giornalista, ho preferito rimanere un umile blogger, che vuole vivere degnamente la propria vita, illuminato dalla luce di una nobile causa. Fondatore e Presidente dell'unica Rete italiana di sopravvissuti agli abusi del clero, Rete L'ABUSO, riconosciuta dalle Nazioni Unite di Ginevra. Tra i fondatori di ECA Global, oggi presente in 42 paesi in quattro continenti.

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.