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Portale dell'Associazione Rete L'ABUSO | Home » il-punto-della-rete-labuso » ACQUI; Don Carlo Bottero ammette gli abusi sulla presunta vittima.

ACQUI; Don Carlo Bottero ammette gli abusi sulla presunta vittima.

Francesco Zanardi by Francesco Zanardi
22 Luglio 2022
in Il punto della Rete L'ABUSO, Piemonte, Storie - Lettere di vittime e lettori
Reading Time: 6 mins read
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Denunciato già nel 2010, l’allora vescovo Piergiorgio Micchiardi non diede seguito alla denuncia delle presunte vittime lasciandolo alla direzione di istituti per minori.

Una seconda denuncia del 2022 fatta questa volta la vescovo Luigi Testore, dopo l’indagine previa ha raccolto l’ammissione dello stesso don Carlo Bottero, oggi reo confesso di abuso sessuale ai danni di chi lo querela.

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Ora l’ultima parola resta alla Congregazione per la Dottrina della Fede, alla quale la Diocesi ha inviato l’esito dell’indagine previa ed il fascicolo.

Di seguito il racconto della presunta vittima e della vicenda in oggetto.

Siamo nell‘ estate seguente il 3 anno scolastico 1983/84 del triennio svolto all’ ITIS A. Volta di Alessandria ,sono stato rimandato a settembre di 3 materie: Inglese letteratura e storia.

I miei genitori decidono ,per quanto riguarda Letteratura e Storia, di rivolgersi al nostro ex parroco don Carlo Bottero rettore del seminario diocesano e segretario vescovile.

Don Carlo è una persona di fiducia che 2 anni prima nel 1982 mi aveva amministrato la Cresima ed è stato circa 7 anni il Parroco del mio paese. Si è dedicato molto ai giovani ha costituito una sorta di oratorio nella sua canonica tutti noi lo chiamavamo il salone parrocchiale dove ci riunivamo per stare in compagnia e giocare.

E’ stato infine il mio insegnante di religione nel biennio 81/82 82/83 all ITIS. A. Volta di Acqui T.

Mi ricordo che mia madre concordo’ una frequenza settimanale di lezioni.

Viaggiavo in treno.

Quando entrai attraverso il portone del Seminario che rimane di fronte alla casa vescovile questo si richiudeva dietro di me ed io non ricordo se vi era un custode forse si.

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Poi arrivava don Carlo il quale mi accompagnava su da una scala e un corridoio fino ad arrivare in una stanza.

Li incominciai le mie lezioni di letteratura e storia:

Mi ricordo il libro aperto di letteratura e lui don Carlo che mi faceva leggere per poi spiegarmi. E li incominciò ad allungare la mano sinistra .. si perché io sedevo alla sua sinistra, prima quindi con la sua mano tento di invadere la mia intimità ed io cercai di sfuggire serrando le gambe e richiudendole il più possibile sul ventre le braccia invece paradossalmente rimanevano ferme inchiodate sul banco come per far finta di niente non so come per negare la cosa e per paura forse di una reazione violenta.

Io mi bloccai rimasi quasi senza fiato e dentro di me sperai che finisse presto.

Ma invece No. Continuavano le sue mani ogni volta con sempre più impeto e con sempre meno interesse a quel che mi insegnava. Lui voleva invadere il mio intimo e ci riuscì perché più usava costrizione e più io tentavo di resistere e più lui insisteva fino a che io non potei più resistergli e mi sentii vinto da quell’ uomo che non so chi fosse non sembrava lui aveva un ghigno sinistro di soddisfazione.

Successivamente lui riuscì anche a prendermi e condurmi su di un divano dove mi fece sedere sulle sue gambe e mi spoglio si mise lì a toccarmi le mie intimità e a guardare soddisfatto di quel che faceva. Un giorno entro un altro prete .. don Carlo era lì che armeggiava con il mio corpo, e con naturalezza parlo con il prete senza neppure tentare di nascondere quel che stava facendo . Cercava a tutti i costi di masturbarmi e ottenere la mia eccitazione . Io .. il mio corpo cedette una volta .. glie la diede vinta.

Quella fu la volta che mi feri più in profondità. Il sesso l eccitazione legata alla violenza e il soppruso di una persona totalmente in preda alla sua smania pulsionale di violenza su chi non si può difendere su chi non ha la capacità psico fisica di difendersi e soccombe come io ho fatto.

Quando questo incubo finì.

Io pensai a dimenticare tutto.

Successivamente nascosi l accaduto a tutti compreso me stesso. Mi vergognai profondamente mi sentii in colpa di non essermi riuscito a difendere. Quindi nascosi il fatto nel più intimo di me stesso.per 20 anni.

Ma era inconsciamente l inizio di un grande silenzio che con il passare del tempo mi portò ad avere sfiducia in me stesso ad avere paura e sfiducia delle persone soprattutto quelle più vicine.

La realtà comincio ed essere sinistra.

Con il termine  della scuola  vi fu  mancanza di entusiasmo nel cercare un lavoro.

Nel 1987 vi fu il servizio militare che per la verità riuscii a svolgere appena bene forse perche mi portava in una realtà distante dall’ ambito famigliare.

Incominciai a Lavorare nell’ 1988 purtroppo sotto lo stretto controllo dei miei genitori. I MIEI GENITORI!  loro mi hanno voluto bene come hanno saputo non vuol essere un giudizio il mio ma una descrizione psicologica fai da te diciamo:

molto costrittivi iperprotettivi mio padre exalcolista un tipo piuttosto aggressivo e coercitivo, mia madre si potrebbe definire la possessivita impersonificata intrisa di gelosia nei confronti delle mie amicizie femminili..loro intento una maggior sicurezza e protezione per il proprio figlio ..ma a che prezzo!

La LIBERTÀ!!! la mia poca libertà e  dipendenza psicologica verso di loro e la conseguente mancata crescita affettivo/cognitiva mancanza di sogni desideri, prospettive /aspettative /passioni personali.

Nel 1993 nell’ estate cominciai a stare male clinicamente il mio sistema psicofisioemotivo  si compromise con crisi di ansia depressione paura immotivata o per lo meno amplificata dell’ Altro e dal Mondo .

,Pensieri catastrofici negativi rispetto alla mia persona e al mondo.

Quando trovai per la prima volta il coraggio di parlarne, è importante sottolineare la negligenza ed inefficacia della figura del Vescovo in questo frangente!

Nel mio caso andai a denunciare il fatto prima a Monsignor Micchiardi, ne parlai con i miei genitori mia madre non mi credette mio padre voleva agire andarlo a prendere x il collo, ma è stato fermato da sua moglie!

Ci sono 4 aspetti importanti e conseguenti l’ esperienza drammatica dell ‘abuso e in precedenza la relazione possessiva dei miei genitori:

1) L’ Affettività

A partire dal adolescenza mi sono bloccato nella mia sfera strettamente sessuale e anche affettiva in quanto l eccitazione di fronte ad una ragazza mi risvegliava la violenza subita e il giudizio di gelosia di mia madre.

Quindi vi fu una mancata esperienza di relazione amorosa la dove mi innamoravo e poi mi bloccavo per paura di un seguito naturale .

E questo ancora oggi con mia moglie in 13 anni di matrimonio le volte che abbiamo fatto l’amore si possono contare tranquillamente con le dita.

Quando impari che il rapporto è l eccitazione sessuale è sinonimo di soppruso ne hai paura e impari a disprezzarlo, quindi disprezzi una parte non marginale ma fondante della tua persona!

2) la formazione culturale.

Vi fu una svalutazione delle mie capacità intellettiva e un discredito di me stesso ,non mi sentii all’ altezza di saper fare e sapere esserci nel mondo!! Fino al punto di non capire  ciò che tentavo di apprendere. Beh questo mi fece perdere ancora di più interesse per la cultura. Che in futuro tentai di recuperare e che ancora adesso faccio .. ma non è la stessa cosa , assolutamente no ! Si recupera si se si è fortunati . Il tempo dell’ educazione scolastica è fondamentale per una persona.

3) ll Lavoro

Direi che è la conseguenza di una mancata capacità di formazione scolastica. E una mancata  fiducia nelle proprie possibilità psicofisiche.

E non da ultimo in termini di importanza :

4) LA MALATTIA

Anche solo di recente … Ho perso 2 anni di lavoro a causa dei disturbi psico/fisici : ansia / depressione / deliri persecutori  si è venuto a creare negli anni un quadro di personalità disturbata sempre più invalidante per cui nei primi anni post trauma Il mio

Organismi reagiva con contromisure di sopportazione e evitamento vi fu dal 1993 l inizio di una terapia psichiatrica e farmacologica e poi quando riuscii un po’ ad aprirmi incominciai psicoterapia….(seguirà prossimamente)

G. M.

 

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Francesco Zanardi

Sopravvissuto agli abusi sessuali di un sacerdote, dal 2010 mi batto perchè non accada ad altri. Potevo ma non mi sono sentito di fare il giornalista, ho preferito rimanere un umile blogger, che vuole vivere degnamente la propria vita, illuminato dalla luce di una nobile causa. Fondatore e Presidente dell'unica Rete italiana di sopravvissuti agli abusi del clero, Rete L'ABUSO, riconosciuta dalle Nazioni Unite di Ginevra. Tra i fondatori di ECA Global, oggi presente in 42 paesi in quattro continenti.

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.