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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » Acri » FRUTTIVENDOLO CON LE FINTE STIGMATE/ Video Montecorvino, ‘santone’ accusato di molestie: condanna del Vescovo

FRUTTIVENDOLO CON LE FINTE STIGMATE/ Video Montecorvino, ‘santone’ accusato di molestie: condanna del Vescovo

Redazione WebNews by Redazione WebNews
28 Febbraio 2018
in Campania
Reading Time: 3 mins read
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Il fruttivendolo con le finte stigmate: video presunto veggente di Montecorvino sarebbe accusato di molestie su alcuni ragazzi del Sud America. La chiesa indaga, l’arcivescovo condanna

Si torna a parlare del presunto “santone” a Pomeriggio 5 dopo che ieri alcuni testimoni che hanno conosciuto Giulio Massa a Montecorvino (dove è una vera e propria star) aveva lanciato delle accuse “misteriose” contro quel veggente che fino a qualche anno fa si professava un “novello” Padre Pio. Oggi la stessa trasmissione di Barbara D’Urso conferma quanto noi del Sussidiario avevamo detto già ieri rispetto alle presunte accuse di molestie sessuali contro alcuni minori sudamericani e non: l’inchiesta è partita, la stessa Chiesa da anni indaga su questa figura strana a bizzarra, venerata in tutto il Salernitano. Nei prossimi giorni si avranno novità maggiori, ma intanto è lo stesso parroco che aveva sostenuto in passato Giulio Massa – dopo la severa condanna dell’Arcivescovo – ad aver chiesto in una recente omelia quanto segue. «l’Arcivescovo mi ha convocato e mi ha detto che gli sono arrivate prove certe sul caso di G.M, con video e foto dall’estero e da varie parti d’Italia. Lo stesso presunto veggente mi ha scritto un messaggio giorni fa in cui riconosce i suoi sbagli chiedendo perdono pubblicamente. I Cenacoli si continueranno a fare in riparazione dei Sacratissimi cuori di Gesù e Maria e preghiamo anche per la sua conversione. Vi chiedo solo silenzio e preghiera». CLICCA QUI PER IL PRIMO VIDEO SERVIZIO DI POMERIGGIO 5 SUL PRESUNTO SANTONE

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LE INDAGINI DELLA CHIESA

Era conosciuto da tutti come il “fruttivendolo” con le stigmate, una sorta di “nuovo Padre Pio” venerato in tutto il Salernitano: e oggi è accusato di molestie sessuali e quant’altro. Giulio Massa, conosciuto dagli anni Duemila come “lo stigmatizzato di Montecorvino”, è finito nel vortice di accuse gravissime e infamanti che ovviamente dovranno essere confermate dalla magistratura: vi è un forte imbarazzo della Curia di Salerno dopo che per anni si è studiato il caso di Montecorvino per capire se vi fossero davvero degli elementi non spiegabili scientificamente e dei possibili accenni di nuovi miracoli, nel leggere invece oggi le accuse mosse da un giovane del Sud America che ha raccontato il tutto alla stampa e alla magistratura (anche se per ora non sono chiari le decisioni in merito). Come riporta il quotidiano “Il Roma”, Massa non solo sarebbe stato “sbugiardato” dal suo stesso vescovo per aver inventato in tutti questi anni la storia delle stigmate; «il ragazzo del Sud America. Quest’ultimo racconta di essere stato molestato dal veggente in più riprese. Mentre l’accusato si è sempre difeso raccontando di essere stato calunniato per secondi fini e di essere estraneo ai fatti. Il giovane, però, ha raccolto video e messaggi scambiati con l’uomo di Montecorvino e li ha pubblicati su Facebook, inondando il web da mesi, e inviando i messaggi soprattutto alle persone che da sempre seguivano il veggente nei suoi incontri di preghiera», si legge sul portale online de “Il Roma”.

IL PRESUNTO VEGGENTE DI MONTECORVINO

Fino ad oggi il sindaco di Montecorvino e un sacerdote direttore del Santuario della Madonna dell’Avocatella avevano sempre difeso il presunto veggente. Ma ora, dopo le ultime novità sulle accuse sessuali mosse contro quello strano personaggio quasi venerato da tanti paesi del Salernitano (fino a Montecorvino accorrevano per le sue “dimostrazioni” di estasi e le sue presunte anche qui stigmate), è lo stesso Arcivescovo ad aver vietato le uscite in pubblico dello “stigmatizzato” e le “preghiere” che fino agli scorsi mesi venivano consegnate dal fruttivendolo di Montecorvino a tutti i fedeli-seguaci. «Il presunto mistico non è mai stato ripreso dalle tv, ma era possibile dialogare con lui mediante Facebook, il socialnetwork sul quale pubblicava le foto delle sue ”stimmate”, preghiere, presunti messaggi che affermava di ricevere dalla Madonna e da Gesù, durante le sue estasi. Poi lacrimazioni di sangue e di olio da una statua della Madonna e di un Crocifisso che si trovano nella sua casa», riporta ancora “il Roma”. In questo momento a Pomeriggio 5 un lungo servizio dedicato proprio alla figura di questo presunto veggente sta intervistando una serie di persone che si è imbattuto in lui e sono tutti unanimi nel considerare quell’uomo come un “falso profeta”. «Ci abbiamo creduto per tanto tempo, ma ora basta: è un molestatore»: sul caso indagano sia le autorità ecclesiastiche (come in tutti questi anni) e la magistratura. Nei prossimi giorni saranno disponibili di certo nuovi aggiornamenti su questo caso oscuro e dai tratti alquanto inquietanti.

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.