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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » associazione » La setta di Capuana, gli adepti utilizzati nei campi e come bacino di voti

La setta di Capuana, gli adepti utilizzati nei campi e come bacino di voti

Redazione WebNews by Redazione WebNews
19 Dicembre 2017
in Sicilia
Reading Time: 3 mins read
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Oltre alla pedofilia e ai presunti abusi su numerose minorenni, l’inchiesta “Dodici apostoli” apre un quadro inquietante su un altro aspetto: quello del lavoro “volontario” nei campi, delle sanzioni agli adepti e degli affari della comunità Acca di Motta Sant’Anastasia.

Dopo l’avviso di conclusione indagini dell’operazione “Dodici apostoli” emesso dalla Procura di Catania, emergono nuovi dettagli su quello che accadeva all’interno della comunità del “santone” Piero Alfio Capuana.

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Un sistema ben organizzato di sanzioni, comminate dal santone Pietro Capuana a sua discrezione, e un’impresa dedita alla produzione di prodotti agricoli basata sul lavoro “volontario” degli adepti della comunità della chiesa di Lavina. Prima utilizzati come braccianti nei fondi agricoli di Capuana e poi, attraverso un meccanismo di persuasione psicologica, costretti ad acquistare i prodotti della terra a prezzi esorbitanti.

E’ questo, infatti, il secondo aspetto inquietante nella vicenda che viene fuori dall’inchiesta “Dodici apostoli”. E questa potrebbe essere la seconda grande paura dell’ex deputato regionale Mimmo Rotella che, intercettato con una delle tre donne del “cenacolo”, Katia Scarpignato, confessava che oltre alla “pedofilia” a spaventarlo c’era “la questione economica”.

La “manipolazione mentale” e le multe di Capuana
Come spiegano gli inquirenti a CataniaToday, i fedeli oltre a lavorare nei campi di Capuana acquistavano i prodotti da loro stessi coltivati a prezzi clamorosi: secondo quanto è venuto fuori dalle indagini un uovo sarebbe costato 1 euro e 50 e un litro di vino anche 10 euro. Chi non riusciva a vendere i prodotti veniva multato anche in modo salato, in base alla disponibilità economica; una logica che faceva trasparire un vero e proprio sistema di asservimento. Anche a chi arrivava in ritardo, o chi non riusciva a portare amici e parenti alle messe di Capuana veniva applicata una sanzione pecuniaria: le cifre partivano dai 5 fino ad arrivare ai 1000 euro, in base alla discrezionalità dell’anziano santone.

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Intercettazioni: la “paura” di Mimmo Rotella
Oltre al sistema dei “turni” delle ragazzine che, sin dalla tenera età, erano costrette a subire gli appettiti sessuali di Capuana, quello del lavoro nei campi e della possibile riduzione in schiavitù era, quindi, l’altro aspetto al vaglio degli inquirenti. Che, tuttavia, oltre ad appurare la sussistenza di una volontaria prestazione da parte degli adulti, uomini e donne, e il probabile stato di manipolazione mentale di questi ultimi, non sono potuti andare oltre. Anche a causa della dichiarazione di incostituzionalità e, quindi, alla sua successiva depenalizzazione dell’ex reato di plagio, definitavamente abolito da una sentenza della Corte costituzionale nel 1981. “Ci sono due aspetti che vengono richiamati…- spiega Rotella intercettato dopo esser venuto a conoscenza dell’indagine sulla comunità – potremmo avere la pedofilia e …l’aspetto economico….”. Ormai sicuro sull’ineluttabilità della vicenda, il politico spiegava: “Mi hanno detto anche che ci puoi levare mano…deve per forza procedere, stavolta non c’è la possibilità che si nasconde…ti ripeto non c’è niente da fare…”.

La figura prevedeva la reclusione dai 5 ai 15 anni per chiunque sottoponesse “una persona al proprio potere in modo da ridurla in totale stato di soggezione” ma la Suprema corte, in breve, ha stabilito che non esiste un metodo scientifico sicuro per accertare una subordinazione mentale di qualcuno e, per questo, è impossibile incriminare il suo presunto manipolatore. Eppure nell’Associazione Cattolica Cultura e Ambiente di Motta Sant’Anastasia il lavoro “volontario” nei campi e l’obbligo di acquisto dei prodotti, nonché l’accettazione di pagare multe qualora non si obbedisse alla volontà del capo, sembrano proprio effetto di un gigantesco meccanismo di manipolazione dei membri della comunità.

La politica e il presunto “supporto” a Daniele Capuana e Mimmo Rotella
Gli inquirenti hanno ricostruito inoltre che i membri della comunità rappresentavano un vero e propio bacino elettorale per i riferimenti politici sul territorio. In un primo momento per Daniele Capuana, figlio di Pietro, che però – stando al controllo delle apparecchiature telefoniche – avrebbe ad un certo punto troncato i rapporti con il padre, con il quale non si sentiva neanche telefonicamente. E, in secondo luogo, per Mimmo Rotella che – al contrario – come dimostrano le intercettazioni, si sarebbe adoperato attivamente una volta venuto a conoscenza dell’indagine. E, per questo, è oggi indagato per favoreggiamento insieme a Torrisi, presidente della Acca, e al sacerdote Orazio Caputo. In entrambi i casi, molte persone avrebbero raccontato ai magistrati che Pietro Capuana avrebbe chiesto di fare campagna elettorale in modo attivo. Daniele Capuana, tuttavia, non risulta coinvolto in alcun modo nell’inchiesta.

http://www.cataniatoday.it/cronaca/la-setta-di-capuana-adepti-campi-e-voti-18-dicembre-2017.html

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Informazione sui contenuti

La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.

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