L’Italia non sa i numeri della pedofilia in tonaca perchè non esiste una banca dati ufficiale degli abusi sessuali sui minori commessi dai sacerdoti.
Un buco nero per il quale il Governo Prodi aveva stanziato un finanziamento caduto nel vuoto e che Rete l’Abuso cerca di colmare spulciando articoli di giornale e sentenze: “In quindici anni di attività, abbiamo censito qualcosa come 140 preti condannati in via definitiva o reo confessi, e altrettanti indagati o che hanno fatto perdere le proprie tracce”, precisa Francesco Zanardi, Presidente dell’associazione che si occupa delle vittime di abuso offrendo assistenza legale gratuita e che fa da osservatorio sul territorio stilando una mappa, sul modello del registro dei sex offender dell’FBI, con nomi, cognomi e luoghi di residenza dei preti pedofili.
Un buco nero anche legislativo, quello italiano, che non ha visto intervenire nessuna forza politica e nessun membro del Governo nemmeno dopo lo scandalo scoppiato in Europa nel 2009: 2500 vittime di violenze, avvenute tra gli anni ’40 e gli anni ’80, solo negli istituti ecclesiastici irlandesi.
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