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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » associazione » Il Papa chiede “perdono” alle vittime del Forteto: l’abbraccio in piazza S. Pietro

Il Papa chiede “perdono” alle vittime del Forteto: l’abbraccio in piazza S. Pietro

Redazione WebNews by Redazione WebNews
1 Settembre 2017
in Toscana
Reading Time: 2 mins read
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Bergoglio sussurra la parola all’orecchio del presidente Pietracito accompagnato dal vescovo Betori all’udienza

Un lungo abbraccio al presidente Sergio Pietracito e una parola sussurrata all’orecchio: “perdonatemi”. Così Papa Francesco ha accolto ieri mattina in piazza San Pietro l’associazione delle vittime del Forteto, 20 persone arrivate a Roma dal Mugello insieme col cardinale di Firenze Giuseppe Betori per l’udienza generale del Pontefice in Vaticano. “Eravamo tutti commossi “, racconta il presidente Sergio Pietracito, che ha raccolto quella richiesta di perdono. “Credo che il Papa volesse in qualche modo sottolineare come anche una parte del mondo cattolico abbia avuto poca attenzione nei nostri confronti. D’altronde anche la Curia ha ammesso di aver commesso alcuni errori con noi”.
L’idea dell’incontro, organizzato dalla Curia fiorentina e durato una ventina di minuti, era nata con la recente visita di Bergoglio a Barbiana: l’associazione aveva scritto al cardinale chiedendogli di poter partecipare alla visita papale sulle orme di Don Milani per raccontare a Francesco la vicenda. Betori aveva promesso un incontro a Roma. E così è stato. “Adesso speriamo che quanti non hanno ancora trovato il coraggio di ammettere a se stessi la verità su questa storia, lo trovino”, commenta Pietracito. Una verità, ha dichiarato il cardinale Betori, che “va sancita nelle aule della giustizia ma deve anche diffondersi nella coscienza della collettività, sopratutto di coloro che hanno responsabilità nella conduzione della vita della società e devono assumere decisioni che riportino la legalità dove essa è stata così gravemente offesa, impedendo la reiterazione dei crimini”. Betori, secondo i partecipanti, non avrebbe taciuto al Papa neppure “le responsabilità di uomini della magistratura e della politica” sulla vicenda.
Pietracito ricorda però anche le responsabilità dela Chiesa: “Un gruppo di parrocchiani bolognesi ha raccolto l’eredità dei sodali di Fiesoli, sono loro le nuove leve del Forteto. E non dimentico la simpatia per la comunità-setta da parte di alcuni ambiti parrocchiali fiorentini, nonché il fatto che diversi sacerdoti frequentassero il Forteto. Come don Benuzzi della diocesi di Bologna, insegnante di religione in un liceo, che al processo testimoniò a favore di Fiesoli. Il quale oggi fa il chierichetto “. Nel corso dell’incontro, vittime e cardinale hanno testimoniato al Papa anche “l’affronto alla figura di don Milani” da parte di Fiesoli che ha cercato per decenni di accreditarsi come prosecutore dell’esperienza pastorale di Barbiana.
Intanto il consigliere regionale Paolo Bambagioni (Pd) è tornato a chiedere al ministro Calenda “il commissariamento della cooperativa, per rimuoverne i responsabili della comunità”. E ora l’associazione delle vittime lancia un nuovo allarme: “Non sappiamo se il progetto “Oltre” della Regione Toscana per il reinserimento sociale e lavorativo delle vittime, cioè i fondi ad Artemisia e alle altre associazioni coinvolte, verrà rinnovato”.
 http://firenze.repubblica.it/cronaca/2017/08/31/news/il_papa_chiede_perdono_alle_vittime_del_forteto_l_abbraccio_in_piazza_s_pietro-174277317/
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Informazione sui contenuti

La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.