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Portale dell'Associazione Rete L'ABUSO | world » news » piemonte » Sospeso don Andrea Giordano, accusò il vescovo di Biella di aver coperto un prete pedofilo

Sospeso don Andrea Giordano, accusò il vescovo di Biella di aver coperto un prete pedofilo

Redazione WebNews by Redazione WebNews
21 Marzo 2017
in Piemonte
Reading Time: 4 mins read
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Don Andrea Giordano, il prete che denunciò tramite il suo blog il vescovo di Biella, Gabriele Mana, per aver coperto un prete pedofilo, condannato in Brasile e al quale Mana avrebbe affidato un incarico in diocesi a Biella, è stato sospeso dalle sue attività pubbliche di sacerdote. Lo comunica lo stesso Don Andrea, che sul suo blog ha deciso di pubblicare integralmente la raccomandata che lo sospende, ribadendo inoltre le sue accuse al vescovo Mana. E’ ufficiale e provato , nella diocesi di Biella, il vescovo Gabriele Mana ha accolto protetto e nascosto un prete pedofilo condannato dalla giustizia brasiliana gli ha affidato un incarico in diocesi ma non lo ha sanzionato o sospeso mentre sospende un prete solo reo di raccontare il marcio del sistema .

Di seguito vi allego, cari amici di Chiesa controcorrente , la lettera ufficiale e formale ( Raccomandata con ricevuta di ritorno , busta anonima )con cui il vescovo di Biella mi sospende per 6 mesi dal celebrare , confessare , conferire sacramenti e sacramentali e predicare , concedendomi la celebrazione privata . La pubblico perché come potrete leggere non contiene, esplicitato , il divieto di divulgazione né la richiesta di riservatezza e poi per trasparenza secondo le parole che Cristo ha rivolto ai fratelli come voi lo siete per me : “ ….. tutto ciò che ho udito dal Padre mio , l’ho fatto conoscere a voi “(Gv. 15,15 ) .

Domani renderò pubblico per voi il decreto allegato alla lettera . In questi giorni preparerò un dettagliata relazione che invierò , a mia difesa , presso la Congregazione per il Clero , in fondo sono stato condannato e sanzionato senza essere mai stato sentito e mi aspetto ,come giusto che sia , di essere convocato per fare in modo che serenamente la verità emerga …… oggi però dopo avere ricevuto la seguente lettera mi sembra di avere capito che la mia parola di sacerdote di uomo , di cristiano , vale meno di quella di un vescovo e questo non è cristianesimo . Sono sempre stato convinto , per fede , che una situazione come questa , che vivo , fosse risolta sulla scorta di quanto afferma Gesù e che viene riportato da Matteo ( 18,15-17 ) : “ Se tuo fratello ha peccato contro di te ,va’ e convincilo fra te e lui solo . se ti ascolta , avrai guadagnato tuo fratello ,ma se non ti ascolta prendi con te ancora una o due persone , affinchè ogni parola sia confermata per bocca di due o tre testimoni .Se rifiuta d’ascoltarli ,dillo alla chiesa , e ,se rifiuta di ascoltare anche la chiesa sia per te come il pagano e il pubblicano . “ Credo che monsignore coprendo il reato di pedofilia abbia peccato contro la sua comunità e la Chiesa questo è un fatto. Circa il provvedimento che ha preso nei miei confronti , ritengo , sia più a suo danno che a mio soprattutto nell’anno del giubileo della misericordia .

Quando ho finito di leggere lettera e decreto mi subito mi è venuto in mente ciò che il Cristo ha detto mentre veniva crocifisso : “ Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno “ . Questa la raccomandata che comunica la sospensione. Biella, 5 agosto 2016 preceduto dal n.ro di protocollo Caro don Andrea Giordano , ti scrivo per comunicarti un provvide mento “ disciplinare “ che vuole essere “ medicinale “ in vista di una piena e serena dedizione al ministero al ministero sacerdotale . Sono mosso dal desiderio di una piena comunione , come è stato nei 10 anni di accompagnamento e di discernimento vocazionale , prima della tua ordinazione . In quel tempo mi scrivevi : “ …. ho posto nelle sue mani le chiavi del mio cuore e la direzione della mia vita : la ricerca di Dio in me stesso e nei fratelli “ . E in un’altra occasione : “ …. Questo è il mio atteggiamento di fronte a lei : servizio totale di Dio ,per la sua gloria , per fare la sua volontà , servendo in obbedienza e in miltà la Madre Chiesa con la sua gerarchia ,confortato dalla speranza,animato dalla preghiera ….”. Il degrado del tuo comportamento con continue diffamazioni che riguardano la mia persona , numerosi e benemeriti sacerdoti e anche laici dediti alla testimonianza e al servizio hanno in questi anni compromesso il “ filiale rispetto e obbedienza “che hai promesso nel giorno dell’ordinazione e nel contempo minano la comunione ecclesiale . Sono stato sollecitato da sacerdoti e dai laici ad intervenire per arginare questa deriva .

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Ho pazientato a lungo , nel silenzio , pregando e sperando nel tuo ravvedimento . Anche il tentativo che ho fatto con lettera e colloquio successivo l’hai completamente distorto . Ho informato con tempestività sia personalmente sia per iscritto il Cardinale Prefetto e la Congragazione del Clero , ed ho avuto parere favorevole per l’intervento disciplinare . Ho convocato il Consiglio episcopale , il Collegio dei Consultori e i Vicari Zonali per esaminare la situazione ,ed ho avuto consenso unanime per questo mio provvedimento . In vista del bene del presbiterio e della stessa Diocesi , tenuto conto della incoerenza e della incompatibilità tra ciò che scrivi sul blog e l’esercizio del ministero ,ti notifico questo provvedimento disciplinare : Per sei mesi dal giorno 10 agosto 2016 al giorno 10 febbraio 2017 sei sospeso dall’esercizio pubblico del ministero . Ti revoco le seguenti facoltà: facoltà di celebrare in pubblico sacramenti e sacramentali, in specie la s.Messa con il popolo ; facoltà di ascoltare le confessioni ; facoltà di predicare in chiese e oratori o in occasioni di riunioni di fedeli . Rimane il diritto-dovere della celebrazione privata .

Per la tua riflessione puoi rileggere i canoni del CIC 273,392 e in special modo l’822,823,831 e 1373 . Caro don Andrea , con sofferenza e dopo lunga attesa, ho dovuto prendere questa decisione che vuole essere “ medicinale “ per te . Ti invito ad accogliere questa decisione nel silenzio,nella riflessione , nella preghiera e nella conversione . Ti dichiaro affetto paterno e fraterno, con la disponibilità ad incontrarti tutte le volte che desideri . Prego il Signore perché ti illumini per non conoscere ulteriore deriva, che pottrebbe condurre a più gravi provvedimenti . Accogli questo intervento , che riguarda la tua identità di presbitero e l’esercizio del tuo ministero , nel silenzio meditativo . Dopo che avrai ricevuto il decreto di revoca, sarei contento , se tu lo desideri , di incontrarti ,nel luogo e nel modo che vuoi , per dialogare e per avviare un percorso di comunione . Sono disponibile in qualunque momento a riprendere e stringere tra le mie mani le tue mani per ricominciare il cammino nel “ filiale rispetto e obbedienza “ . Con affetto ti benedico Timbro e firma

http://www.quotidianopiemontese.it/2016/08/10/sospeso-don-andrea-giordano-denuncio-il-vescovo-di-biella-per-aver-coperto-un-prete-pedofilo/#_

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.