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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » Bari » «Io, testimone di Geova pentito» Esposto in Procura contro gli abusi

«Io, testimone di Geova pentito» Esposto in Procura contro gli abusi

Redazione WebNews by Redazione WebNews
19 Febbraio 2017
in Puglia
Reading Time: 5 mins read
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di Valentino Sgaramella

Deve essere terribile nascere e crescere all’interno di una famiglia che educa a credere in una visione spirituale e soprannaturale e poi, giunti in età adulta, distaccarsene. Il fatto è che bisogna pagare prezzi altissimi se l’intera famiglia, a cominciare da padre e madre, resta all’interno della congregazione e ti ostracizza fino al punto da considerarti virtualmente mai esistito.

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RICCARDO MAGGI – Questo è capitato a Riccardo Maggi 34 anni, oggi consulente turistico. È fuoriuscito 3 anni dai Testimoni di Geova. Nel frattempo si è sposato, ha un figlio. Vive a Bari. Ha presentato una denuncia alla Procura della Repubblica per presunti casi di pedofilia all’interno della congregazione e per questo allega riprese video e audio. Il padre è un sottufficiale dei carabinieri che, ad un certo punto della vita, viene come folgorato sulla via per Damasco. Si congeda dall’Arma e diviene Testimone di Geova seguito da sua moglie, madre di Riccardo. È il 1983. Riccardo nasce e cresce in una famiglia in cui sin da piccola età vengono impartite nozioni sulle sacre scritture, continuamente. «Nascere Testimoni di Geova significa essere isolati da tutti gli altri non aderenti a quel credo. Significa vivere nel proprio recinto culturale, nel senso letterale del termine. Tutto ciò che si trova al di fuori viene definito il mondo inquinato da Satana», racconta oggi. Vietate amicizie al di fuori della cerchia religiosa. I bambini sono bombardati con cartoni animati a sfondo religioso. Il bambino è indotto ad andare alle adunanze e partecipare a riunioni, 3 volte a settimana.

LA PIRAMIDE INTERNA – Maggi ricostruisce l’intero assetto interno ai Testimoni di Geova. La base della piramide è composta dai cosiddetti proclamatori. Sono quelli che girano per le case con una borsa nelle mani proclamando l’avvento del regno di Geova. Non hanno ancora ricevuto il battesimo ma si stanno affacciando all’associazione. Appena al di sopra ci sono i servitori del ministero. Ossia, diaconi. Un gradino sopra c’è il corpo degli anziani, persone qualificate che hanno esclusivo accesso con password ed username al sito internet a loro riservato dove ricevono indicazioni dall’ufficio Betel a Roma. Al di sopra del corpo degli anziani è il comitato direttivo composto da 3 anziani responsabili diretti della congregazione. «Io sono riuscito a far parte del direttivo», dice Riccardo. Non puoi predicare al di sotto di 12 ore mensili. «Più predichi più vendi libri ed opuscoli e più sali nella gerarchia». Se sei bravo a vendere libri sarai anche bravo a dirigere la congregazione. I 3 che compongono questa vetta sono il sorvegliante del servizio, il segretario, il coordinatore. In questa triade il più potente è il coordinatore. Il comitato direttivo dirige tutti gli anziani. Al di sopra del direttivo c’è un sorvegliante di circoscrizione. Un uomo assai potente alle dirette dipendenze di Roma. «A lui viene pagato uno stipendio, un’auto, vitto ed alloggio dalle congregazioni».

Riccardo partecipa a molte riunioni. «Il sorvegliante siede a tavolino e carte alla mano verifica quanti libri sono venduti, le entrate e le uscite. È un contabile». Non basta. «Ogni proclamatore è tenuto a versare una quota minima in denaro di 2,50 euro. Si instilla dall’alto un senso di colpa per cui si devono versare offerte a Geova». Allora molti decidono di versare oggetti di valore. «A me è capitato di raccogliere 400 euro al giorno per 3 volte la settima». Quindi, sono 4.800 euro al mese. Ossia, 57.600 euro all’anno. Con quei soldi si paga la manutenzione delle strutture e lo stipendio del sorvegliante. «La congregazione religiosa ha negli Usa un pacchetto azionario di un’impresa automobilistica; viene fornita un’auto al sorvegliante a costo zero; dopo 90mila chilometri l’auto è ritirata e rivenduta», sempre Maggi che parla. Ogni anno tutti i «Testimoni» di Puglia e Basilicata si radunano a Bitonto. In queste assemblee di tutti gli anziani si lascia un’offerta. «Tutto il denaro raccolto viene versato in una banca. Poco prima che io fuoriuscissi abbiamo votato il trasferimento dell’utile dell’anno precedente da Bitonto sino a Brooklyn». Negli Usa c’è qualcosa di paragonabile al Vaticano dei Testimoni di Geova. «Parliamo di 750mila euro». Il sorvegliante di circoscrizione risponde al suo superiore, un sorvegliante di filiale. Questi fa parte di un comitato di filiale composto da 4 a 6 sorveglianti anziani molto esperti nominati da Brooklyn. «In America sono capi massoni a reggere l’intero gioco mondiale».

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HO VISTO COSE CHE VOI UMANI – Per un po’ di tempo Riccardo si trasferisce nella sede centrale di Roma, la Betel, dove lavora come cuoco. Si producono libri ed opuscoli. Una piccola città nella quale Riccardo vive a 18 anni. «All’interno ho visto di tutto… cose ben diverse da quello che si predica. Tutto tenuto nascosto». Ci sono uffici direzionali, locali adibiti a tipografia ora dislocati in Germania. C’è una cucina, una biblioteca. «Ho visto amici che praticavano rapporti sessuali di nascosto. Uno dei due poi si è impiccato all’interno del suo alloggio della Belten per la vergogna e per evitare di subire l’ostracismo. Di questo episodio accaduto nel 1983 ci fu vietato di parlarne ad altri». Di lì a poco anche il suo compagno muore suicida impiccato nel bagno. «Tra confratelli sposati spesso si verificava uno scambio di coppia all’interno degli alloggi. All’interno circolano droga ed alcol». Riccardo racconta: «Un giorno ero nello spogliatoio quando il responsabile del organizzazione si avvicina a me e mi tocca le parti intime. Mi propose uno scambio: un rapporto sessuale in cambio di un alloggio prestigioso che ovviamente rifiutai».

IL PEDOFILO – Un ragazzo maggiorenne partecipa ad una festa con altri anziani in una villa a Cassano. «Ad un certo punto, il maggiorenne si isola con un bambino di 8 anni in auto – dice Maggi – la madre del bambino li scopre mentre il maggiorenne ha i pantaloni abbassati. Quando la madre chiede al ragazzo perché sia nudo la risposta è che aveva un prurito».

Tutto è registrato con un video ora all’attenzione del magistrato. Maggi ha presentato un dettagliato esposto in Procura. «Gli anziani sapevano cosa fosse accaduto in auto. La cosa fu messa a tacere».

OSTRACIZZATO – La Torre di guardia dice che chi si allontana dalla congregazione è come se non fosse mai esistito. «Io, mia moglie ed il mio bambino siamo come morti per i miei genitori. Se ho bisogno di qualsiasi cosa e telefono ai miei genitori mi chiudono il telefono in faccia. Se sono in ospedale oppure ho avuto un incidente e chiedo aiuto ai miei genitori, chiudono il telefono». Oggi, Riccardo con caparbietà si è ricostruito una vita. È stato molto difficile ma oggi vuole che la sua storia smuova le coscienze.

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/858825/io-testimone-di-geova-pentito-esposto-in-procura-contro-gli-abusi.html

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