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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abusi sessuali » Chiesa: sesso e scandali dentro le canoniche

Chiesa: sesso e scandali dentro le canoniche

Redazione WebNews by Redazione WebNews
19 Gennaio 2017
in Cronaca e News
Reading Time: 4 mins read
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Dalla storia di Don Andrea Contin a quella di Don Alessio Baggetto. Le “vite nascoste” dei sacerdoti italiani nei casi più eclatanti degli ultimi mesi

Nadia Francalacci

L’ultima condanna è arrivata ieri: due mesi di carcere per aver fratturato in canonica un dito a quella che era stata per cinque mesi la sua perpetua e amante.

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Si è chiuso così il processo con rito abbreviato a carico di don Alessio Baggetto, 43 anni, che nel 2013 era parroco di Punta Marina Terme, un piccolo paese sul litorale di Ravenna. Per lui la Procura aveva chiesto due anni e mezzo di reclusione.

Don Alessio e la sua amante, una ragazza dell’Est di 26 anni, si erano conosciuti in una chat e subito era iniziata la loro storia. Lei, addirittura, dopo pochi incontri, si era trasferita direttamente in canonica dove era rimasta per alcuni mesi tra lo sconcerto e lo stupore dei fedeli. Poi, l’idillio tra i due si era rotto e la loro storia finita in tribunale.

Ma la vicenda di don Alessio, non è davvero nulla rispetto a quella di don Andrea Contin che in questi giorni sta emergendo, lentamente, dalle stanze “oscure” della canonica di San Lazzaro, vicino a Padova.

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Orge e prostituzione

Lo scandalo che avrebbe travolto la parrocchia padovana inizia il 6 dicembre scorso quando una donna si presenta nella caserma dei Carabinieri per denunciare il parroco con il quale per anni avrebbe avuto una relazione e che adesso la costringerebbe ad avere rapporti sessuali anche con altri uomini, o meglio, altri sacerdoti.

Le sue sconcertati rivelazioni accompagnate da prove, foto e documenti abbastanza evidenti, non rendevano comunque bene l’idea di chi fosse realmente Don Andrea, il parroco tanto amato della comunità religiosa di San Lazzaro.

Il “bello”, infatti, doveva ancora saltare fuori e, sarebber poi emerso proprio durante le perquisizioni effettuate dai carabinieri su ordine della Procura, quattro giorni prima di Natale.

Un set porno e video hard con i nomi dei Papi

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Quello che trovano i militari è sconcertante. Ovviamente per il luogo e le circostanze.
Don Andrea custodiva in una stanza della canonica, che teneva rigorosamente chiusa a chiave, un vero e proprio set pornografico, peraltro molto attrezzato, con catene, manette, fruste, collari, stivali vertiginosi e persino una collezione di falli. Di tutte le dimensioni ordinati dal più piccolo al più grande. Non solo, perchè questo non bastava.

Sempre nella canonica, il prete conservava dvd e vecchi vhs con film pornografici e riprese hard che lui aveva archiviato con i nomi dei Papi. Ma “l’altra faccia” di Don Andrea non si limitava a questo. Secondo quanto ha dichiarato la sua ex amante, il prete amava viaggi e soggiorni in località esclusive ed in hotel extra lusso che si concedeva proprio con lei.

Le ultime rivelazioni e sviluppi di questa vicenda, sono destinati ad aggravare non solo la posizione di Don Andrea Contin ma anche quella di molti altri sacerdoti che per avere rapporti sessuali con le donne nella canonica di san Lazzaro avrebbero addirittura pagato.

Un scia di abusi su minori

Dalle orge alla pedofilia. A Brindisi, a giugno 2016, un chierichetto, dopo aver subito molestie dal parroco per anni, decide di denunciarlo. Il sacerdote, un 42enne, viene arrestato con l’accusa di violenza sessuale continuata e pluriaggravata. I primi abusi risalgono al 2008 e al 2009, e a portarli alla luce è il pediatra del bambino che raccoglie le sue confidenze.

Altro scandalo, altro abuso. È il marzo dello scorso anno quando la procura di Milano accusa ancora un sacerdote di avere avuto rapporti sessuali a pagamento per tre anni con un adolescente tossicodipendente, che usava i soldi per comprare cocaina. Il parroco aveva adescato il minore su una chat. Il sacerdote pagava dai 150 ai 250 euro per volta. Pochi mesi fa la condanna: un anno e dieci mesi di carcere per prostituzione minorile.

In provincia di Roma, invece, viene arrestato un anziano prete per molestie sessuali su alcuni ragazzi affidati alle sue cure. La denuncia ai carabinieri arriva da un altro sacerdote che si era accorto di quanto stava accadendo in canonica. Il prete invitava i bimbi a casa e gli prometteva cd, dvd e qualche capo d’abbigliamento. Dall’inchiesta salterà fuori che i casi di cui si è reso colpevole sono tantissimi.

L’8 febbraio scorso, invece, il gip di Palermo concede gli arresti domiciliari a un sacerdote accusato di avere molestato due fratelli minorenni quando era parroco nel capoluogo siciliano.

Ad agosto 2016, a Siracusa, un sacerdote avvicina un adolescente che frequentava la sua parrocchia e puntandogli un coltello alla gola lo costringe ad avere rapporti sessuali con lui. Il prete non era nuovo ad intratterere rapporti “perversi” in chat con giovani vittime.

Stesso periodo ma questa volta lo scandalo si abbatte su un prete di una parrocchia in provincia di Arezzo. Il sacerdote viene arrestato per abusi sessuali su un ragazzino di 13 anni. Dopo pochi mesi, i genitori di molte delle sue vittime si recano dai magistrati a sporgere querela, e il prete confesserà di aver abusato di 38 adolescenti in 12 anni.

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Sesso e alcol

Abusi su minori, orge e alcol. Èsuccesso ad Albenga, in Liguria. Un prete viene trovato dai soccorritori, allertati da un immigrato rimasto chiuso fuori dalla canonica, ubriaco e in mutande. il sacerdote aveva trascorso la notte facendo sesso e ubriacandosi con due immigrati. E questo diventerà solo l’ultimo di una serie di scandali nella diocesi di Albenga Imperia.

http://www.panorama.it/autore/nadia-francalacci/

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

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