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Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero
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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abusi sessuali » Le vittime dei preti pedofili chiedono giustizia

Le vittime dei preti pedofili chiedono giustizia

Redazione WebNews by Redazione WebNews
16 Dicembre 2016
in Cronaca e News
Reading Time: 3 mins read
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Lo scandalo dell’82enne Don Nicola Corradi è diventato un caso internazionale, ma quella del sacerdote italiano è una vecchia storia: fino agli anni ’80 infatti avrebbe abusato sessualmente di bambini sordomuti all’Istituto Provolo di Verona. Il passato torna a galla e le vittime dei preti pedofili chiedono giustizia.

Nicola Corradi è stato arrestato in Argentina per reati di abuso sessuale aggravato. I terribili fatti sarebbero accaduti all’interno dell’Istituto Provolo per bambini sordomuti a Mendoza, in Argentina. Il sacerdote Corradi, prima del trasferimento in Argentina, avrebbe abusato sessualmente di bambine e bambini all’Istituto di Verona. In Italia i sacerdoti coinvolti in questa atroce vicenda, compreso Don Corradi, non hanno subito però alcuna conseguenza giuridica. Com’è possibile tutto ciò?

Gli abusi perpetrati a Verona hanno segnato per sempre la vita delle vittime, oggi ormai persone adulte, che oggi tornano a chiedere giustizia. Un passo avanti sarebbe la creazione di una commissione indipendente dal Vaticano in materia di abusi sessuali, tuttora inesistente. Nonostante le lettere e le richieste fatte dalle vittime, anche a Papa Francesco, per ora il Vaticano non ha fatto nulla.

Le vittime, alle quali non è stato pagato alcun risarcimento, verranno almeno ascoltate? Sputnik Italia ha raggiunto per una testimonianza Marco Lodi Rizzini, portavoce dell’Associazione sordi “Antonio Provolo”, che raccoglie le vittime della triste e scandalosa vicenda. — Don Corradi prima di essere mandato in Argentina era coinvolto in una storia orribile a Verona. Ce ne può parlare? — A Verona si è parlato di Nicola Corradi tardivamente. Corradi è rimasto a Verona quando era ancora chierico e appena diventato prete. Poi è andato in Argentina, in quel periodo è stato denunciato da alcuni sordi per violenze che avrebbe perpetrato a Verona. — Sono state fornite diverse testimonianze da parte delle vittime. Che cosa accadeva esattamente nell’Istituto Provolo di Verona? — Si trattava di atti sessuali, dalle masturbazioni alle sodomizzazioni. — I crimini contestati ai preti dell’Istituto Provolo sono andati in prescrizione. Questi preti e sacerdoti in Italia non hanno subito alcuna conseguenza giuridica? Sono stati almeno allontanati dalla struttura? — Questi preti non hanno subito alcuna conseguenza giuridica. Alcuni di questi soggetti sono morti, sei di questi preti sono ancora presso l’Istituto Provolo, che ha diverse sedi, fra cui anche in Argentina. Sono preti anziani e vivono comunque a Verona. — Sono a contatto con i bambini? — Vivono nell’Istituto e sono a contatto con i ragazzi! — Le vittime che hanno testimoniato sugli abusi subiti ora sono cresciute, sono persone già adulte. Che cosa chiedono oggi? — Oggi le vittime hanno dai 55 anni ai 65 anni. Queste persone vogliono che finalmente si faccia giustizia. Corradi in Argentina è stato finalmente arrestato. In Italia noi abbiamo chiesto al Papa a più riprese per iscritto che venissero sconsacrate le chiese dove sono stati perpetrati gli abusi e che i preti venissero buttati fuori dal clero, che venissero spretati, visto che non è possibile perseguirli giudizialmente. — Anche il risarcimento alle vittime per i danni subiti sarebbe una cosa da fare, no? — Certo, abbiamo ora intenzione di andare alla Corte dei Diritti Umani a Bruxelles e poi vedere che cosa accade. Tenga presente che nel 2011 il Vaticano ha richiesto una commissione d’inchiesta che abbiamo concordato di fare, è stata fatta ed è durata 3 mesi. Dopo un anno e mezzo il Vaticano, tramite la Congregazione della Fede ci ha scritto una lettera: il Vaticano ha riconosciuto che gli abusi erano stati fatti. Ha dato delle pene a questi preti, molto edulcorate però. — Di quali pene si tratta? — Esercizi spirituali, preghiere ecc.

— Questa brutta vicenda non è l’unica nel panorama degli abusi perpetrati in Istituti, Case di affidamento, il Forteto è un’altra vicenda scandalosa.

— Sì, ci sono tante realtà. La nostra che abbiamo denunciato presso la Sala Stampa del Parlamento Italiano nel gennaio 2009 è stata definita il più grosso scandalo denunciato in Italia. La denuncia in Italia era molto importante perché in Italia c’è il Vaticano. Noi abbiamo parlato con Papa Francesco l’anno scorso in ottobre, abbiamo parlato 7 minuti nella Giornata dell’Handicap in San Pietro. Abbiamo chiesto che fosse istituita una commissione indipendente per far luce su tutti gli abusi che ci sono stati in Italia e conseguentemente nel mondo. Abbiamo chiesto che la CEI e la Congregazione della Fede aprissero gli archivi e dessero la possibilità di vedere quello che c’è dentro. Ci hanno risposto a febbraio per iscritto tramite il Monsignor Becciu, dicendoci che avrebbero passato la pratica al Cardinal Bagnasco, presidente della CEI. Ad oggi non sappiamo ancora nulla. — Secondo voi quindi sarebbe necessaria la creazione di una commissione ad hoc per indagare sui casi di abusi sessuali perpetrati dai preti.

— Sì, una commissione indipendente dal Vaticano, perché l’attuale commissione che hanno con tanta pompa istituito non è assolutamente approdata a nulla.

— Per il momento quindi in Italia non vengono effettuati dei controlli negli Istituti religiosi, lo Stato non vi può entrare dentro? — Da quello che sappiamo non ci sono controlli. — Speriamo si faccia luce al più presto sulla vicenda. — Innanzitutto per le vittime, perché hanno rovinato la vita a queste persone, abbiamo casi in cui gente violentata, abusata dai 6 ai 12 anni, arrivata ai 60 anni ha ancora gli incubi per quello che è successo. L’opinione dell’autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.