LUGANO – «Le voci sui comportamenti immorali del sacerdote erano sempre più insistenti, allora decisi di trasferirlo in un’altra parrocchia». Il vescovo emerito di Lugano Pier Giacomo Grampa era a capo della Curia quando, nel 2011, l’allora parroco di Magliaso fu condannato per pedopornografia. Ieri il 65enne, a processo alle Assise criminali (la sentenza è attesa per domani), ha ammesso di avere abusato più volte di una minorenne e di altri ragazzi. «Eravamo informati sulle sue tendenze – ammette oggi Grampa – ma cosa potevamo fare? In mancanza di una decisione della magistratura, non mi sono sentito di ergermi al di sopra della giustizia civile».
Il sacerdote in questione, però, era già stato condannato nel 1988 per “atti di libidine con fanciulli”.
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