Il giovane Giggi
L’ho visto per l’ultima volta ad aprile, quando da Savona scesi a Napoli per sostenere il suo papà, un sopravvissuto....
Roma, (askanews) – L’Oscar al film “Il caso Spotlight” e le udienze al cardinale Pell hanno riacceso i riflettori sul tema dei numerosi casi di pedofilia da parte di sacerdoti. Il portavoce della “Rete l’Abuso”, Francesco Zanardi, denuncia i numerosi casi insabbiati anche in Italia.
“In Italia ci sono tanti casi insabbiati, abbiamo raccolto una mappa che va indietro di circa 10 anni e i casi sono circa 200, di cui circa 120 condannati in via definitivi”.
E Zanardi denuncia la mancanza di risposte da parte della Chiesa e del Vaticano: “Si parla di presupposti per il futuro ma le lamentele da parte delle vittime (circa 500), di non essere stati contattati dalla Chiesa, sono di tutti. Non abbiamo una sola vittima alla quale la Chiesa abbia prestato aiuto. Quello che manca e non rende credibili le dichiarazioni del Vaticano è che sta facendo dichiarazioni per il futuro, però non si assume le responsabilità di quello che la Chiesa ha seminato fino ad oggi, cioè soccorrere le altre vittime e questo sarebbe un gesto concreto che darebbe più credibilità”.
“Noi pensiamo ci sia una sola soluzione, ovvero quella di obbligare i vescovi a denunciare presso l’autorità giudiziaria dello stato dove vengono commessi reati”.
http://www.askanews.it/cronaca/il-caso-spotlight-in-italia-le-vittime-200-casi-insabbiati_711749778.htm
L’ho visto per l’ultima volta ad aprile, quando da Savona scesi a Napoli per sostenere il suo papà, un sopravvissuto....
Ci è voluto un articolo sul Fatto Quotidiano per far sì che in Vaticano qualcuno alzasse la cornetta e chiamasse...
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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.
Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.
Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.
Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.
Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.
E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non - seppur condannate nei primi gradi di giudizio.
Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.
E questo principio facciamo nostro.
Il direttivo della Rete l’Abuso
