Pedofilia, don Desio chiede scusa
Ravenna, 9 aprile 2015 - Don Desio chiede scusaalle giovani vittime, famiglie, Chiesa, Arcivescovo e alla Comunità intera per «avere praticato ...
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Una suora ha ferito uno dei suoi alunni per fargli avvertire le stesse sofferenze patite da Gesù durante la Passione. ...
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Il caso di un giovane laico consacrato originario del Sannio avvenuto in provincia di Ferrara. Una storia di sesso fra ...
Abbiamo verificato , sulla base di alcune segnalazioni, che Don Pietro Pinetto, sta continuando ad occupare il suo posto presso ...
CASERTA - Ha aspettato la fine della cerimonia crismale nel duomo di Caserta per lanciare accuse durissime ai parroci presenti, ...
«La Chiesa ha le sue colpe,ma lo Stato è indifferente» «IO ci sono passato. Per questo, ho creato l’associazione L’abuso. ...
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La Spezia - Francesco Zanardi ha 44 anni e da bambino è stato vittima di abusi. Dopo aver vissuto per ...
La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.
Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.
Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.
Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.
Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.
E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non - seppur condannate nei primi gradi di giudizio.
Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.
E questo principio facciamo nostro.
Il direttivo della Rete l’Abuso