Il Papa (Francesco…perché è d’obbligo specificare, visto che nella nostra singolare epoca ne abbiamo due), non perde occasione per lanciare anatemi contro la pedofilia dilagante tra le mura della Santa Chiesa e ciò è estremamente apprezzabile, ma lo sarebbe ancor di più qualora dalle mere parole, che lasciano il tempo che trovano, passasse ai fatti.
E’ ben poca cosa e sa tanto di “fumo negli occhi” del popolo disinformato, infatti, l’inserimento di una vittima di tali abusi nella neonata Commissione per la tutela dei minori, prevista nel nuovo testo delle “Linee guida per i casi di abuso sessuale nei confronti di minori da parte di chierici”, dove però si legge anche che “Nell’ordinamento italiano il vescovo non ha l’obbligo giuridico – salvo il dovere morale – di denunciare”. Come a dire: “ Sappiamo che ci sono i preti pedofili, si avrebbe il dovere morale di denunziarli, ma siccome non c’è l’obbligo giuridico, chi non se la sente può far finta di niente”, ma in realtà non è esattamente così: con la scusa che i vescovi non sarebbero da considerare pubblici ufficiali, la Cei se ne esce con questa frase dal sapore gesuitico che azzera gli eventuali effetti positivi dell’ineffabile quanto inutile libriccino di “linea guida”.
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