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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » cardinale » Chiesa e pedofilia

Chiesa e pedofilia

Federico Tulli by Federico Tulli
24 Marzo 2014
in Cronaca e News
Reading Time: 3 mins read
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Sicuramente non saranno i tantissimi innumerevoli casi di violenza sessuale sui minori a mettere in crisi la Chiesa Cattolica, i cittadini fedeli vivono ed assorbono in modo passivo, quasi ipnotico il messaggio religioso inventato e modificato nei secoli. Davanti a qualsiasi evidenza di reato, di abuso, di truffa, vi è solo un silenzio, la speranza che presto non se ne parli più, la chiusura della porta in faccia ad ogni lume di ragione. . È però un dato di fatto che, rispetto a soltanto qualche anno fa, se ne parla molto di più. Anche in Italia. E lo dimostra il fatto che cominciano a uscire libri sull’argomento. Federico Tulli è un apprezzato giornalista del settimanale Left, sulle cui pagine si è occupato a più riprese della questione Chiesa e pedofilia.

Ora ha redatto questo libro, diviso in tre parti abbastanza diverse tra loro: una di attualità, una storico-culturale e una di interviste a esperti. La prima è forse la più interessante, perché ricostruisce puntualmente quanto emerso negli ultimi anni, cercando di rispondere alla domanda principe: «Perché ora?». L’autore ritiene che sia in corso un cambiamento, che sta prendendo piede un nuovo modo di intendere il bambino. In parte è vero: l’infanzia è un mondo a cui le società del terzo millennio prestano molta più attenzione di prima. È comunque, a mio parere, anche il frutto di altri significativi mutamenti.

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Lo stupro non è più banalizzato come accadeva fino a pochi anni fa: ora, con l’eccezione della Santa Sede, è quasi ovunque considerato un reato contro la persona, e questo rende molto più palese che qualsiasi forma di stupro è da considerarsi riprovevole. Forse, è anche il frutto di un atteggiamento diverso da parte dei fedeli, non più disposti a tollerare qualunque comportamento da parte delle loro guide spirituali. E l’introduzione della class action negli Stati Uniti è un altro evento che, oggettivamente, ha favorito l’emergere di molti casi.

La ricostruzione di Tulli parte proprio dagli USA (la seconda nazione al mondo per numero di sacerdoti cattolici, subito dopo l’Italia). Tutto è cominciato là: le prime cause ‘di massa’, l’emergere dei primi insabbiamenti da parte della curia romana, nonché il tentativo di chiamare a processo l’allora cardinale Joseph Ratzinger, ‘provvidenzialmente’ eletto poi papa e quindi esentato, in quanto capo di stato, dal dare testimonianza delle sue (in)azioni. L’atteggiamento dei vertici cattolici nei confronti degli abusi perpetrati da propri rappresentanti non è mai stato di particolare disponibilità: nel migliore dei casi si è cercato di minimizzare il fenomeno, nel peggiore si è arrivati ad attaccare frontalmente chi ha avuto il coraggio di parlarne.

La demonizzazione del film Magdalene ne è un esempio: eppure quella pellicola, tanto tacciata di scandalismo quando uscì, in fin dei conti ha fatto soltanto da apripista, portando alla luce solo una piccola parte dei casi scoperchiati negli anni successivi in Irlanda. Chiesa e pedofilia non si sofferma molto sulle testimonianze delle vittime, ma cerca giustamente di scandagliare un fenomeno complesso che non è, ovviamente, soltanto ecclesiastico, e che ha trovato giustificazioni anche in ambienti apparentemente insospettabili (Tulli addita in particolare Freud e Foucault come esempi poco raccomandabili).

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Ma, almeno finché vi saranno i seminari (peraltro condotti come sono condotti), la Chiesa cattolica sarà inevitabilmente più esposta di altre realtà al rischio di commettere quelli che un magistrato, Pietro Forno, definisce «incesti spirituali», perché commessi da uomini che si fanno chiamare «padri». E che talvolta pretendono, anche durante l’atto stesso, di rappresentare «la volontà di Gesù».

Dopo gli Stati Uniti, lo scandalo è esploso ovunque. In Italia se ne parla, ma meno che altrove: non perché manchino i casi, ma perché la stretta censoria sui mezzi di informazione impedisce di affrontare l’argomento così come viene affrontato persino in paesi meno secolarizzati del nostro (per esempio l’Irlanda). Ben vengano, dunque, i tentativi di dare visibilità a eventi criminosi che, solo perché commessi da ecclesiastici, si cerca in ogni modo di ridimensionare.

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Federico Tulli

Federico Tulli

Federico Tulli è giornalista professionista. Per anni firma di Left sin dalla sua fondazione nel 2006, prima come collaboratore fisso e poi come redattore, ha scritto articoli per numerose testate italiane e internazionali (tra cui MicroMega, Avvenimenti, Sette, Globalist, Cronache laiche, Adista, Critica liberale, Brecha, etc). Per L’Asino d’oro edizioni ha pubblicato i libri: “Chiesa e pedofilia” (2010), “Chiesa e pedofilia, il caso italiano” (2014) e “Figli rubati. L’Italia, la Chiesa e i desaparecidos” (2015). Nel 2018, insieme a Emanuela Provera, ha pubblicato “Giustizia divina” (Chiarelettere). Nel 2020, per “I libri di Left”, ha pubblicato “Cosa ci ha insegnato la pandemia”, e nel 2023 “La Chiesa violenta” (Ed90). Ad aprile 2023 è uscito un suo saggio dal titolo “Informazione e Intelligenza artificiale: quale futuro per il giornalismo?” nel libro, a cura di Andrea Ventura, “Pensiero umano e intelligenza artificiale. Rischi, opportunità e trasformazioni sociali” (AA.VV., L’Asino d’oro ed.). Nel 2022 Tulli ha ideato e realizzato per Left “Spotlight Italia”, la prima indagine giornalistica permanente sui crimini nel clero italiano, e fa parte di #ItalyChurchToo, coordinamento italiano delle associazioni contro gli abusi nella Chiesa cattolica in Italia. Contatti: [email protected] [email protected]

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.