Sicuramente non saranno i tantissimi innumerevoli casi di violenza sessuale sui minori a mettere in crisi la Chiesa Cattolica, i cittadini fedeli vivono ed assorbono in modo passivo, quasi ipnotico il messaggio religioso inventato e modificato nei secoli. Davanti a qualsiasi evidenza di reato, di abuso, di truffa, vi è solo un silenzio, la speranza che presto non se ne parli più, la chiusura della porta in faccia ad ogni lume di ragione. . È però un dato di fatto che, rispetto a soltanto qualche anno fa, se ne parla molto di più. Anche in Italia. E lo dimostra il fatto che cominciano a uscire libri sull’argomento. Federico Tulli è un apprezzato giornalista del settimanale Left, sulle cui pagine si è occupato a più riprese della questione Chiesa e pedofilia.
Ora ha redatto questo libro, diviso in tre parti abbastanza diverse tra loro: una di attualità, una storico-culturale e una di interviste a esperti. La prima è forse la più interessante, perché ricostruisce puntualmente quanto emerso negli ultimi anni, cercando di rispondere alla domanda principe: «Perché ora?». L’autore ritiene che sia in corso un cambiamento, che sta prendendo piede un nuovo modo di intendere il bambino. In parte è vero: l’infanzia è un mondo a cui le società del terzo millennio prestano molta più attenzione di prima. È comunque, a mio parere, anche il frutto di altri significativi mutamenti.
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