LUGANO – Il tema della “troppa frociaggine” nei seminari sollevato da Papa Francesco ha fatto il giro del mondo. Declinato in mille sfumature. Una cosa è certa: il Pontefice, pur esprimendosi in modo discutibile, non ce l’aveva con i gay. «Ha semmai messo sul tavolo un tema scomodo su cui si è parlato poco finora», spiega a tio.ch il teologo Alberto Bondolfi, professore emerito di etica all’Università di Ginevra.
Dietro le parole del Papa c’è il seminario visto come un luogo di rifugio per omosessuali?
«In un certo senso sì. Gli omosessuali maschi fino a pochi decenni fa non avevano vita facile nella società civile. Chi provava pulsioni verso persone dello stesso sesso a volte si sentiva più al sicuro in un ambiente fortemente tradizionale. Lì almeno non si sarebbe sentito perseguitato come in famiglia».
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