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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » avvocato » Don Patrizio Poggi: il prete pedofilo che fa tremare il Vaticano

Don Patrizio Poggi: il prete pedofilo che fa tremare il Vaticano

Redazione WebNews by Redazione WebNews
21 Giugno 2013
in Lazio
Reading Time: 6 mins read
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di Dario Ferri – 21/06/2013 – Il racconto delle lobby gay e del monsignore dagli strani gusti sessuali
Don Patrizio Poggi: il prete pedofilo che fa tremare il Vaticano

Marco Lillo e Valeria Pacelli sul Fatto Quotidiano raccontano oggi di un prete cacciato che ha deciso di vuotare il sacco su presunti segreti del Vaticano:

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Don Patrizio Poggi, 46 anni, è diventato famoso nel 1999 quando tutti i quotidiani hanno riportato la sua condanna a 8 anni di reclusione per atti di pedofilia su alcuni minori della sua parrocchia. Nei gradi successivi la pena è stata ridotta a 5 anni e il sacerdote ha scontato interamente il suo debito con la giustizia. Stufo di essere trattato da tutti come un reietto, ha chiesto ai vertici del Vaticano di essere riammesso a celebrare la messa e a dare i sacramenti come se nulla fosse. La Chiesa di Francesco non può permettersi un simile passo falso e l’ex viceparroco è stato tenuto fuori dalla porta.

E allora ha parlato in particolar modo di un monsignore “con la passione per i ragazzini”, un nome piuttosto importante, segretario di un vescovo:

Nel racconto di Poggi non mancano i particolari sui comportamenti vietati che avrebbero coinvolto anche alti prelati e parroci legati in una sorta di lobby gay, come è stata definita da Papa Bergoglio, con in più la passione degli adolescenti. Inoltre don Patrizio ha descritto anche i canali per agganciare i giovani desiderati dai prelati. E ha indicato in particolare il nome di un soggetto che avrebbe avuto questo ruolo.

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L’intero articolo è disponibile sul Fatto Quotidiano in edicola.

http://www.giornalettismo.com/archives/993931/don-patrizio-poggi-il-prete-pedofilo-che-fa-tremare-il-vaticano/

Sacerdote condannato per violenza sessuale Otto anni di carcere al prete di Primavalle Sacerdote condannato per violenza sessuale

Otto anni di carcere al prete di Primavalle Ha abusato di cinque ragazzini tra i 14 ed i 15 anni per mesi. Ma alla fine, denunciato dai genitori dei bambini che, inorriditi, avevano ricevuto le confessioni dai figli, padre Patrizio Poggi e’ stato smascherato ed arrestato. Ed adesso la giustizia gli ha chiesto il conto: il trentatreenne sacerdote e’ stato condannato a otto anni di reclusione dal giudice per l’ udienza preliminare Vincenzo Terranova. I difensori del prete accusato di violenza sessuale avevano scelto la strada del rito abbreviato sperando di ottenere una pena lieve. Invece il giudice gli ha inflitto la pesante pena, andando addirittura piu’ in la’ della gia’ dura condanna a sei anni e due mesi di carcere sollecitata dal pubblico ministero Felicetta Marinelli: padre Patrizio dovra’ inoltre pagare una provvisionale di cinquanta milioni in favore delle parti civili. I primi contorni della vicenda sono venuti alla luce all’ inizio dell’ anno, quando il padre di uno dei ragazzini si era presentato alla polizia dicendo che nella parrocchia di San Filippo Neri, nella zona Primavalle-Boccea, c’ era quel sacerdote che aveva attenzioni un po’ troppo particolari nei confronti di alcuni giovani che la frequentavano. Ad accorgersi per primo che qualcosa non andava era stato in realta’ un obiettore di coscienza che prestava la sua opera in sostituzione del servizio di leva nell’ oratorio: aveva svolto delle indagini personali parlando con i ragazzi che si incontravano tutti i giorni nella scuola, al refettorio, sul campo di calcetto. E dopo aver capito che quelle voci su padre Patrizio erano tutt’ altro che campate in aria, si era messo in contatto con qualche genitore per metterlo in guardia. Ma uno di loro si e’ reso conto che la storia non poteva rimanere chiusa all’ interno della parrocchia e si e’ appunto rivolto agli investigatori denunciandola. La polizia ha avviato subito un’ indagine che si e’ rivelata delicatissima. I genitori avevano descritto nei minimi particolari quello che avevano saputo dai figli. Ed anche l’ obiettore di coscienza non si era tirato indietro quando si era trattato di svelare ai poliziotti quello che aveva scoperto. Ma inizialmente gli investigatori si sono trovati di fronte al muro di perplessita’ , di dubbi sollevati dal parroco del San Filippo Neri. Solo quando al sacerdote e’ stato notificato un avviso di garanzia la situazione e’ cambiata. In un primo momento padre Patrizio e’ rimasto al suo posto: l’ avvocato che lo difendeva minaccio’ querele, disse al parroco di essere pronto a presentare una serie di esposti per calunnia. A marzo, pero’ , padre Patrizio e’ finito agli arresti domiciliari per un ordine di custodia cautelare per violenza sessuale firmato dal giudice per le indagini preliminari Edoardo Landi. A quel punto e’ stato lui stesso ad ammettere di aver abusato dei ragazzini. Ed in attesa della condanna che poi, puntualmente, e’ arrivata, e’ stato allontanato da Roma. Adesso vive in una comunita’ religiosa del Nord. Flavio Haver Haver Flavio Pagina 48] Sacerdote condannato per violenza sessuale

http://archiviostorico.corriere.it/1999/novembre/05/Otto_anni_carcere_prete_Primavalle_co_10_9911055036.shtml

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Il Sacerdote pedofilo ”Cosi funziona in Vaticano”
21 giugno 2013 Luca Cronaca Nessun commento
images-Vaticano

C’è un’indagine della Procura di Roma che sta scuotendo la Chiesa romana. Da un mese a questa parte molti prelati sono stati sentiti a sommarie informazioni dal procuratore aggiunto Maria Monteleone, titolare della delega sui reati sessuali. Il fascicolo contiene i nomi di molti uomini di Chiesa accusati di atti sessuali su minori da parte di un loro collega: don Patrizio Poggi, un parroco che forse non ha rispettato tutti i comandamenti, a partire dal sesto, ma che conosce molto bene un passo dell’Antico Testamento: “Muoia Sansone con tutti i filistei”. Come Sansone, anche don Patrizio si è sentito umiliato. Certo, la sua colpa era molto grave: avere abusato negli anni Novanta dei ragazzini che gli erano stati affidati dai parrocchiani. DON PATRIZIO però voleva rientrare nella sua Chiesa e, di fronte all’ennesimo rifiuto ricevuto dalle alte gerarchie vaticane, ha pensato bene di scuotere con la sua deposizione di accusa le colonne portanti della sua casa per vendicarsi. Il fascicolo è seguito con attenzione dal procuratore capo Giuseppe Pignatone, un cattolico che guida un ufficio giudiziario a poche centinaia di metri dal Cupolone. Gli accertamenti sulle dichiarazioni sono molto scrupolosi e sono ancora in corso. Don Patrizio Poggi, 46 anni, è diventato famoso nel 1999 quando tutti i quotidiani hanno riportato la sua condanna a 8 anni di reclusione per atti di pedofilia su alcuni minori della sua parrocchia. Nei gradi successivi la pena è stata ridotta a 5 anni e il sacerdote ha scontato interamente il suo debito con la giustizia. Stufo di essere trattato da tutti come un reietto, ha chiesto ai vertici del Vaticano di essere riammesso a celebrare la messa e a dare i sacramenti come se nulla fosse. La Chiesa di Francesco non può permettersi un simile passo falso e l’ex viceparroco è stato tenuto fuori dalla porta. Lui per tutta risposta si è ricordato di Sansone e si è presentato davanti ai Carabinieri per raccontare tutto quello che sostiene di sapere sulla pedofilia nella Chiesa di Roma, e non è poco. Don Patrizio ha raccontato di conoscere i comportamenti sessuali di un monsignore con la passione dei ragazzini che riveste un ruolo importante nella sua Diocesi e che è anche il segretario di un vescovo molto importante. Nel racconto di Poggi non mancano i particolari sui comportamenti vietati che avrebbero coinvolto anche alti prelati e parroci legati in una sorta di lobby gay, come è stata definita da Papa Bergoglio, con in più la passione degli adolescenti. Inoltre don Patrizio ha descritto anche i canali per agganciare i giovani desiderati dai prelati. E ha indicato in particolare il nome di un soggetto che avrebbe avuto questo ruolo. Sono accuse gravissime e tutte da provare. I Carabinieri del Nucleo investigativo di Roma guidato dal colonnello Lorenzo Sabatino hanno effettuato pedinamenti e indagini a tutto campo per riscontrare le accuse circostanziate di don Patrizio Poggi. Non tutto quello che ha raccontato l’ex viceparroco è stato verificato dagli investigatori anche se, almeno in un caso, i carabinieri hanno assistito in diretta a un incontro sospetto in una Chiesa. Don Patrizio è una persona che non ha molto da perdere. Nel marzo del 1999 il Giudice Edoardo Landi lo ha spedito agli arresti domiciliari con l’accusa di avere abusato sessualmente di 5 ragazzini tra i 14 e i 15 anni che frequentavano la sua parrocchia, San Filippo Neri, al confine tra Boccea e Primavalle. AL CRONISTAdel Fatto che ha chiesto di lui ieri, i suoi ex parrocchiani hanno risposto: “non sappiamo più nulla di lui”. Un signore anziano che collabora con tutti i parroci da decenni ha aggiunto con una smorfia in volto: “Si è comportato male con mio figlio e se mi passasse davanti lo metterei sotto con la mia automobile”. La polizia era partita dalla segnalazione di un obiettore di coscienza che era stato inviato a compiere il suo servizio civile nella parrocchia di San Filippo Neri. Stimolati dal giovane che aveva colto i segnali di malessere nei ragazzi, i genitori avevano posto le domande giuste per poi descrivere ai poliziotti quello che avevano saputo dai figli. L’avvocato che difendeva don Patrizio minacciò querele ed esposti per calunnia. Poi, dopo gli arresti domiciliari e la condanna, don Patrizio era stato spedito dalle gerarchie vaticane in una comunità religiosa del Nord. Prima di ricomparire in una caserma dei Carabinieri. Stavolta nella veste di accusatore.

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.